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Giro d'Italia, settima tappa. Impresa Tiralongo, il canadese Hesjedal in rosa

Giro d'Italia, settima tappa. Impresa Tiralongo, il canadese Hesjedal in rosa Giro d'Italia, settima tappa. Impresa Tiralongo, il canadese Hesjedal in rosa
di Dario Pelizzari

Dopo una vita da gregario, a macinare fiato e chilometri per gli uomini forti dei team per i quali ha prestato servizio (pro con Fassa Bortolo, poi Panaria, Lampre e oggi Astana), il successo nella prima tappa in salita del Giro d’Italia. Per Paolo Tiralongo, 35enne di Avola, in provincia di Siracusa, è un successo che premia una carriera. E’ arrivato in volata precedendo di un niente uno Scarponi tornato finalmente protagonista. Si attendeva Cunego, invece c’è stato lui a chiudere i conti con la salita di Rocca di Cambio.

Tiralongo è crollato a terra poco dopo aver tagliato il traguardo. Era stremato, ha dato tutto quello che aveva. Generosissimo il suo gesto atletico, da applausi il suo coraggio. Il corridore siciliano ha vinto la sua seconda tappa al Giro. C’era già riuscito lo scorso anno a Macugnaga su gentile concessione del suo compagno di squadra Alberto Contador. Oggi, il bis.

“O adesso o mai più – dice Tiralongo ai microfoni Rai poco dopo la gara -. Sentivo che stavo bene, volevo sfruttare il momento. Ho aspettato che Scarponi calasse, non poteva correre così fino alla fine. Ed è andata bene, ma che fatica. Alberto? (ndr, Contador) E’ il più grande, lo aspetto alla Vuelta”. A lui vanno i circa 11 mila che vengono riconosciuti per il vincitore della frazione. Un riconoscimento che chiude i conti con una giornata durissima, la prima di una lunga serie.

A Rocca di Cambio si registra anche il passaggio di consegne della maglia rosa. Che da Adriano Malori passa al canadese Ryder Hesjedal della Garmin. Malori sapeva che sarebbe andata così, bellissima la ripresa tv in cui si vede il ciclista che in corsa saluta la casacca che vale un posto nella storia con un sorriso e un cenno della mano. Ha fatto quello che poteva, di più proprio non ne aveva.

Hesjedal, settimo al Tour de France 2010, è il primo canadese ad indossare la maglia rosa nella storia del Giro. E sembra che non abbia alcuna intenzione di vedersela sfilare di dosso troppo in fretta, anzi. “Se voglio vincere il Giro? Ci provo da qualche giorno, farò del mio meglio, poi si vedrà”. Capito l’ex campione del mondo della mountain bike?

L’ordine di arrivo della settima tappa dice che i favoriti si sono fatti sotto come previsto. Scarponi secondo, Schleck terzo, Rodriguez quarto e Hesjedal quinto. Si comincia a fare sul serio e si entra nel vivo della corsa. Ivan Basso è pronto a lottare. E da domani, le premesse ci sono tutte, sarà lotta dura e senza quartiere. Chi si ferma, o corre meno, è perduto.

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    ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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