<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?>
<rss version="2.0" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:ame="http://www.mondadori.it/ame/elements/1.0/">
<channel>
<title>Panorama - Sport</title>								<link>http://sport.panorama.it</link>
<description>Panorama Sport: foto e video di calcio, notizie e probabili formazioni. Tutto su calciomercato, mondiali, formula 1, ciclismo, motomondiale e altri sport. Clicca per ricevere gli ultimi aggiornamenti del Canale Sport</description>


<copyright></copyright>
<ttl>30</ttl>
<image>
	<title>Panorama - Sport</title>
	<url>http://sport.panorama.it/extension/panorama/design/panorama/images/logo.png</url>
	<link>http://sport.panorama.it</link>
</image>  <item>
    <title>Mazzarri, l'anti-Mou odiato dagli interisti</title><ame:section_name><![CDATA[Calciomercato]]></ame:section_name>
<ame:section><![CDATA[http://sport.panorama.it/calciomercato]]></ame:section>
<link>http://sport.panorama.it/calciomercato/Mazzarri-nemico-Mourinho-Inter-De_Laurentiis-scopa-moglie</link>
<guid isPermaLink="false">1078425</guid>
<ame:author><![CDATA[CAPUANO  ]]></ame:author><category><![CDATA[Napoli]]></category><category><![CDATA[inter]]></category><category><![CDATA[mourinho]]></category><category><![CDATA[De Laurentiis]]></category><category><![CDATA[Mazzarri]]></category><ame:pubDate>Sab, 25 Mag 2013 16:21:00 +0200</ame:pubDate>
                                                       
                
<description><![CDATA[<img src="http://sport.panorama.it/files/images/n/o/21460519-1/Inter_medium.jpg" alt="Calciomercato" /><br />Troppo simili per andare d'accordo. Uguali nel modo di vivere il calcio, di stare in panchina e pure davanti alle telecamere. Mazzarri e Mourinho, storia di un amore mai nato ma che adesso dovrà sbocciare nel cuore dei tifosi interisti che continuano a considerare l'uomo di Setubal un Vate ma saranno costretti ad amare anche il duro di San Vincenzo. Chiamerà Mou come ha fatto con i predecessori di Walter? Difficile. E Mazzarri saprà avere rispetto della storia di Jose ad Appiano Gentile? Può darsi.Di sicuro il triangolo è stuzzicante e anche l'ultimo affondo di De Laurentiis mette pepe: &quot;Se si poteva trattenere Mazzarri? Nel matrimonio si è in due. Lei può convincere con i soldi una moglie a rimanere, ma se lei ha deciso di scopare con un altro scopa con un altro&quot;. I soldi, già. Argomento già usato con stoccata diretta da Mourinho nel febbraio del 2010. L'Inter aveva appena pareggiato a Napoli una partita durissima e chiusa tra le polemiche:&nbsp;&quot;Se allenerei mai una squadra di De Laurentiis? Lui non ha i soldi per me&quot; lo aveva fulminato lo Special One.Quattro giorni prima il presidente del Napoli si era presentato davanti alle tv per dire&nbsp;&quot;nella mia eventuale lista degli allenatori Mourinho sarebbe l'ultimo. Non cambierei Mazzarri con lui nemmeno se me lo regalassero, come attore invece lo prenderei&quot;. Offesa mortale per Jose con risposta immediata (&quot;Quel signore piccolino crede che il calcio sia Hollywood. Parla parla parla...&quot;) e vendetta consumata fredda.E Mazzarri? I rapporti si erano guastati un anno prima. Inter fuori dalla Coppa Italia, il portoghese che sostiene che avrebbe meritato e il livornese serafico:&nbsp;&quot;In Portogallo hanno visto un'altra partita&quot;.&nbsp;Poi più nulla fino al famoso febbraio 2010 in cui Mourinho si toglie il sassolino dalla scarpa:&nbsp;&quot;Per qualche allenatore che nella sua vita non ha vinto neanche la Coppa di Lombardia o la Coppa Toscana fare risultato contro Mourinho diventa la cosa più importante della carriera&quot;.&nbsp;Concetto ripreso anche qualche mese dopo e allargato al presidente del Napoli.Non si&nbsp;sono mai amati, no. Sentite cosa diceva Eladio Paramès, portavoce di Mou, riferito a Mazzarri (21 febbraio 2010): &quot;Un asino può lavorare ma non diventerà mai un cavallo di razza&quot;.&nbsp;Walter aveva osservato: &quot;Se confrontiamo le rose ho vinto molto più di lui. Mourinho è un fenomeno mediatico e parla solo di soldi e budget&quot;. I pensieri dello Special? &quot;Bischerate&quot;. Graffiante Eladio: &quot;All'asino bisogna spiegare che il mercato rappresenta solo una parte del budget&quot;Chissà se si sono anche divertiti nel mandarsi a quel paese.Il sospetto viene anche se i toni sono stati spesso &nbsp;accesi. Uguali nello stare in panchina, Mazzarri a un certo punto si era convinto di non essere tutelato quanto il collega più famoso. Espulso aveva sbottato: &quot;Ci sono due pesi e due misure... Voglio essere rispettato come tutti gli altri allenatori&quot;. Però sapeva anche apprezzare: &quot;Se parla di noi vuol dire che siamo diventati importanti&quot; (15 maggio 2010). Ma nella stessa intervista anche il veleno: &quot;Da quando ho capito il valore della persona e della sua band i suoi commenti hanno valore zero. Non c'è bisogno di commentare. Chiunque abbia un minimo di intelletto...&quot;.Dovrà cambiare idea. Impossibile per Mazzarri sopravvivere all'impatto con l'integralismo interista senza pensare a Mourinho come a una stella polare. L'ultima volta che ne ha parlato, forse, qualcosa era già cambiato. Dicembre 2011 dopo la qualificazione in extremis agli ottavi di Champions strappata a Vila-real facendosi buttare fuori volontariamente: &quot;Io sono come Mourinho. Lo stimo molto perché fa qualunque cosa per dare un input ai suoi giocatori&quot;. Lontano dagli occhi, più vicino al cuore.Il prossimo banco di prova sarà la prima conferenza stampa da interista. Gli chiederanno di Mou? Certo che lo faranno. E tutti saranno lì ad aspettare una scivolata, la risposta sbagliata, il quadro fatto togliere dal muro di Appiano. Benitez si bruciò, Mazzarri deve resistere. In fondo lui e Jose sono solo gemelli diversi ed è curioso che il primo ad accorgersene sia stato un altro dei nemici di Mou. 31 ottobre 2011, Pietro Lo Monaco dirigente del Catania: &quot;Mazzarri? Non mi interessa cosa dice, mi pare stia facendo il Mourinho dei poveri&quot;.&nbsp;Non si ha notizia della risposta di Walter. Quelle del portoghese passarono alla storia.]]></description>
  </item>  <item>
    <title>La carriera di Walter Mazzarri in dieci foto</title><ame:section_name><![CDATA[Calcio]]></ame:section_name>
<ame:section><![CDATA[http://sport.panorama.it/calcio]]></ame:section>
<link>http://sport.panorama.it/calcio/mazzarri-inter-foto-calciomercato</link>
<guid isPermaLink="false">1078395</guid>
<ame:author><![CDATA[MATTEO POLITANÒ ]]></ame:author><category><![CDATA[calcio]]></category><category><![CDATA[Napoli]]></category><category><![CDATA[inter]]></category><category><![CDATA[Walter Mazzarri]]></category><ame:pubDate>Sab, 25 Mag 2013 12:42:00 +0200</ame:pubDate>
                                        
<description><![CDATA[<img src="http://sport.panorama.it/files/images/m/a/mazzarri-3/21459547-1/mazzarri-3_medium.jpg" alt="Calcio" /><br />]]></description>
						    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    		<galleryNumber>11</galleryNumber>
	<galleryPreview>
																    								<image>
					<title>Walter Mazzarri con il presidente della Reggina Lillo Foti. Il tecnico ha allenato a Reggio Calabria per tre anniA Credits: Ansa</title>
					<url>http://www.panorama.it/images/m/a/mazzarri-3/21459547-1/mazzarri-3_feed_gal_prev.jpg</url>
				</image>
																			    								<image>
					<title>Walter Mazzarri si congeda dai tifosi del Napoli nell'ultima di campionato Credits: Ansa</title>
					<url>http://www.panorama.it/images/m/a/mazzarri-9/21459571-1/mazzarri-9_feed_gal_prev.jpg</url>
				</image>
																			    								<image>
					<title>Walter Mazzarri festeggiato dopo la conquista della qualificazione Champions nel 2011 Credits: Ansa</title>
					<url>http://www.panorama.it/images/m/a/mazzarri-10/21459595-1/mazzarri-10_feed_gal_prev.jpg</url>
				</image>
																																														</galleryPreview>  </item>  <item>
    <title>19^ tappa - ci perde solo il ciclismo</title><ame:section_name><![CDATA[Il Diario del Giro]]></ame:section_name>
<ame:section><![CDATA[http://sport.panorama.it/giro-italia-2013/diario-giro-2013-elia-viviani]]></ame:section>
<link>http://sport.panorama.it/giro-italia-2013/diario-giro-2013-elia-viviani/19-tappa-ci-perde-solo-il-ciclismo</link>
<guid isPermaLink="false">1078361</guid>
<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[doping]]></category><category><![CDATA[diario]]></category><category><![CDATA[Giro d'Italia 2013]]></category><category><![CDATA[Elia Viviani]]></category><ame:pubDate>Ven, 24 Mag 2013 15:52:00 +0200</ame:pubDate>
                                                       
                
<description><![CDATA[<img src="http://sport.panorama.it/files/images/n/o/21456823-1/Giro-d-Italia_medium.jpg" alt="Il Diario del Giro" /><br />Cronaca di una giornata nata sotto la neve e finita male]]></description>
  </item>  <item>
    <title>F1, Gp Monaco: le quote </title><ame:section_name><![CDATA[Formula 1]]></ame:section_name>
<ame:section><![CDATA[http://sport.panorama.it/formula-1]]></ame:section>
<link>http://sport.panorama.it/formula-1/F1-Gp-Monaco-le-quote</link>
<guid isPermaLink="false">1078163</guid>
<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[Ferrari]]></category><category><![CDATA[quote]]></category><category><![CDATA[Mercedes Benz]]></category><category><![CDATA[Gp Monaco]]></category><category><![CDATA[F1 2013]]></category><ame:pubDate>Ven, 24 Mag 2013 15:24:00 +0200</ame:pubDate>
                                                       
                
<description><![CDATA[<img src="http://sport.panorama.it/files/images/f/a/f1-gp-monaco-fernando-alonso-4/21450867-1/F1-Gp-Monaco-Fernando-Alonso-4_medium.jpg" alt="Formula 1" /><br />L'obiettivo è chiaro: centrare sul circuito cittadino di Montecarlo la quarta pole consecutiva della stagione. In casa Mercedes sembra che le cose stiano migliorando dopo gli ultimi aggiustamenti ai quali è stata sottoposta nei giorni scorsi la monoposto tedesca. Una macchina che dall'inizio del Mondiale dimostra di avere i numeri per fare meglio delle altre sul giro veloce, ma che in gara soffre e non poco per via del rapido degrado delle gomme. Nelle libere di ieri, le frecce d'argento hanno fatto meglio di tutti. Come a Barcellona. Anche se diverso potrebbe essere il risultato finale.&nbsp;Sì, perché in Spagna Rosberg ed Hamilton non hanno potuto fare nulla contro l'impressionante crollo delle prestazioni della Mercedes. Partiti dalla prima fila, sono stati messi sotto sulla distanza da Ferrari, Lotus e Red Bull, che hanno approfittato di un migliore assetto complessivo. Ancora una volta, Mercedes al palo per colpa degli pneumatici Pirelli, che pare che la macchina tedesca non gradisca un granché. Tuttavia, a Montecarlo potrebbe arrivare il riscatto atteso da settimane. Perché la pista è meno impegnativa di tante altre sotto il profilo del consumo delle gomme. E perché si dice che gli ingegneri teutonici abbiano trovato il modo di risolvere il guaio che gli ha causato fin qui non pochi problemi.Bwin è convinta che sarà la volta buona. E riconosce a Rosberg i favori del pronostico per la conquista della sua terza pole consecutiva della stagione. Per il triplete, quota bloccata a 2,45. Ma c'è di più. Perché nelle preferenze bwin, subito dietro al pilota tedesco, c'è il compagno di squadra Hamilton, che gode di un 2,75 di tutto rispetto. Vettel soltanto terzo a 6,50, quarto Alonso a 7,50, quinto Webber a 15,00, sesto Raikkonen a 18,00. Massa? Per chi decidesse di puntare su di lui per la pole, bwin è disposta a riconoscere 25 euro per ogni euro giocato. Un affare.&nbsp;Mercedes favorita anche in gara. Ma Alonso di più, anche se di poco. Per bwin, la vittoria del gran premio sarà una questione a quattro tra Alonso, Hamilton, Rosberg e Vettel. Il primo posto del ferrarista è quotato a 4,00, quello dei due piloti Mercedes a 4,25, mentre il trionfo di Vettel è fermo a 4,50. Poi, il vuoto. Raikkonen non convince (8,50), Webber (15,00) e Massa (20,00) ancora meno. Button ha trionfato da quelle parti nel 2009 sulla Brawn, ma oggi una sua vittoria è pagata a 75,00. Le cose cambiano e non sempre in meglio.&nbsp;]]></description>
  </item>  <item>
    <title>Il doping e il freddo dell'anima</title><ame:section_name><![CDATA[Carlo Genta Instant Replay]]></ame:section_name>
<ame:section><![CDATA[http://sport.panorama.it/carlo-genta-instant-replay]]></ame:section>
<link>http://sport.panorama.it/carlo-genta-instant-replay/doping-Di_Luca-Epo-Champions_League-Coppa_Italia</link>
<guid isPermaLink="false">1078131</guid>
<ame:author><![CDATA[CARLO GENTA ]]></ame:author><category><![CDATA[doping]]></category><category><![CDATA[Epo]]></category><category><![CDATA[Champions League]]></category><category><![CDATA[Coppa Italia]]></category><category><![CDATA[Di Luca]]></category><ame:pubDate>Ven, 24 Mag 2013 13:54:00 +0200</ame:pubDate>
                                                       
                
<description><![CDATA[<img src="http://sport.panorama.it/files/images/n/o/21454267-1/Giro-d-Italia_medium.jpg" alt="Carlo Genta Instant Replay" /><br />Nessuna pietà per Di Luca recidivo? E Champions e Coppa Italia che siano una festa...]]></description>
  </item>  <item>
    <title>F1, Gp Monaco: le immagini delle libere </title><ame:section_name><![CDATA[Formula 1]]></ame:section_name>
<ame:section><![CDATA[http://sport.panorama.it/formula-1]]></ame:section>
<link>http://sport.panorama.it/formula-1/F1-Gp-Monaco-le-immagini-delle-libere</link>
<guid isPermaLink="false">1077989</guid>
<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[Ferrari]]></category><category><![CDATA[Fernando Alonso]]></category><category><![CDATA[Red Bull]]></category><category><![CDATA[gp monaco]]></category><category><![CDATA[f1 2013]]></category><ame:pubDate>Ven, 24 Mag 2013 11:53:00 +0200</ame:pubDate>
                                        
<description><![CDATA[<img src="http://sport.panorama.it/files/images/f/a/f1-gp-monaco-mark-webber-8/21450703-1/F1-Gp-Monaco-Mark-Webber-8_medium.jpg" alt="Formula 1" /><br />]]></description>
						    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    		<galleryNumber>8</galleryNumber>
	<galleryPreview>
																    								<image>
					<title>Mark Webber Credits: Clive Mason/Getty Images</title>
					<url>http://www.panorama.it/images/f/a/f1-gp-monaco-mark-webber-8/21450703-1/F1-Gp-Monaco-Mark-Webber-8_feed_gal_prev.jpg</url>
				</image>
																			    								<image>
					<title>L'uscita dal tunnel di Kimi Raikkonen Credits: Bryn Lennon/Getty Images</title>
					<url>http://www.panorama.it/images/f/a/f1-gp-monaco-kimi-raikkonen-7/21450727-1/F1-Gp-Monaco-Kimi-Raikkonen-7_feed_gal_prev.jpg</url>
				</image>
																			    								<image>
					<title>Il passaggio di Nico Hulkenberg Credits: Mark Thompson/Getty Images</title>
					<url>http://www.panorama.it/images/f/a/f1-gp-monaco-nico-hulkenberg-2/21450751-1/F1-Gp-Monaco-Nico-Hulkenberg-2_feed_gal_prev.jpg</url>
				</image>
																															</galleryPreview>  </item>  <item>
    <title>DOSSIER - Il mercato dei sogni, ma con pochi soldi veri</title><ame:section_name><![CDATA[Calciomercato]]></ame:section_name>
<ame:section><![CDATA[http://sport.panorama.it/calciomercato]]></ame:section>
<link>http://sport.panorama.it/calciomercato/Calciomercato-crisi-Juventus-Napoli-Inter-Milan-bilanci-budget</link>
<guid isPermaLink="false">1078017</guid>
<ame:author><![CDATA[CAPUANO  ]]></ame:author><category><![CDATA[Roma]]></category><category><![CDATA[Lazio]]></category><category><![CDATA[Napoli]]></category><category><![CDATA[juventus]]></category><category><![CDATA[inter]]></category><category><![CDATA[Milan]]></category><category><![CDATA[calciomercato]]></category><ame:pubDate>Ven, 24 Mag 2013 11:42:00 +0200</ame:pubDate>
                                                       
                
<description><![CDATA[<img src="http://sport.panorama.it/files/images/n/o/21452219-1/Napoli_medium.jpg" alt="Calciomercato" /><br />L'unica certezza è che, dimenticati i proclami di queste settimane, presidenti e manager del calcio italiano faranno i conti con un'altra estate all'insegna dell'austerity. Ci sono molti sogni e pochi per realizzarli nelle casse dei club della nostra serie A in cui solo 8 società su 20 hanno chiuso l'ultimo bilancio in attivo. Sarà un calciomercato al risparmio in cui, come del resto da qualche anno a questa parte, le parole d'ordine più pronunciate saranno: prestiti, compartecipazioni, parametro zero.Inutile illudersi, dunque. Forse anche dannoso perché sono davvero pochi i club che avranno a disposizione soldi veri per muoversi sul mercato e in ogni caso lo faranno con grande oculatezza. La maggior parte verranno investiti all'estero come tradizione, sia perché i costi sono inferiori, sia per le regole che consentono una maggiore libertà di movimento. Prepariamoci a qualche botto subito e poi alla lunga attesa della settimana conclusiva quando, pur di non restare col cerino di stipendi da pagare in mano, ci saranno direttori sportivi disposti a tutto per piazzare i loro presunti fenomeni. La data da segnarsi sul calendario è il 31 agosto. Sarà un mercoledì a stagione iniziata. Ci sarà da divertirsi.Il segnale della crisi si è visto in maniera chiara già nelle due finestre della stagione scorsa. In estate la serie A aveva chiuso addirittura con il segno più il bilancio entrate/uscite (+6 milioni di euro), mentre dopo gennaio il saldo è stato negativo (-19,4 milioni), ma rispetto al passato l'inversione di tendenza è stata netta considerato che, solo dal 2010 al 2012 le nostre società avevano bruciato sul mercato oltre 160 milioni di euro.Cosa accadrà da qui al 31 agosto? Basta analizzare i bilanci dei club più attivi per capire quale sarà la potenza di fuoco che potranno mettere in campo. In molti parlano oggi di tesoretti veri o presunti e di caccia a top player. Metà di quanto viene dichiarato non si realizzerà semplicemente perché il mercato è così povero che a pochi riuscirà di piazzare bene colpi in uscita e, di conseguenza, i soldi da reinvestire saranno limitati. Ecco un'analisi delle big:JUVENTUSSulla carta è quella con le prospettive migliori. Il bilancio chiuderà in leggera perdita, ma il 2012-2013 ha segnato un vero boom dei ricavi grazie alla Champions League e allo stadio di proprietà. Insomma ci sarebbe tutto per poter investire e Marotta lo farà.&nbsp;Nessuna illusione, però. Al budget di 25-30 milioni di euro bisognerà aggiungerne altrettanti reperiti sul mercato. Solo così si potrà finanziare l'arrivo dei 2-3 giocatori top level che vuole Conte oltre a Llorente (preso a zero con ingaggio da 4,5 milioni netti fino al 2017).Sul mercato c'è tutto l'attacco tranne Giovinco. Poi Isla, Lichtsteiner e Felipe Melo. Attenzione, però, perché la Juventus ha già 18 milioni impegnati per il riscatto di Asamoah e Isla dall'Udinese. Sul monte stipendi si liberano 10 milioni lordi (Iaquinta, Bendtner e Anelka) che sono stati utilizzati per Llorente. Gli ingaggi degli altri in ingresso dovranno almeno in parte essere coperti da quelli di chi parte. Ipotizzando la cessione di Vucinic, Lichtsteiner, Matri, Quagliarella e Isla si aggiungerebbe un budget di circa 19,5 milioni di euro.MILANIl bilancio 2012 si è chiuso con un passivo di 6,8 milioni di euro che ha rimesso il Milan sulla retta via. La previsione è che nel 2013 venga confermato l'equilibrio dei conti. Non c'è spazio per follie di mercato perché sull'esercizio di questi dodici mesi non ci sarà l'effetto benefico delle maxi plusvalenze (53,4 milioni quelle iscritte per Ibrahimovic e Thiago Silva) anche se il taglio degli ingaggi peserà in positivo per circa 40 milioni.E' prevedibile una certa prudenza fino al preliminare di Champions League e qualche botto finale. Esserci o no nella massima competizione comporta una differenza da 30-45 milioni di euro: vita o morte. Il tesoretto iniziale verrà, dunque, da qualche cessione: Robinho, ad esempio, oppure Boateng che ha mercato all'estero. Le prime mosse di Galliani hanno già chiarito il segno: rinnovo di contratto per Bonera e riscatto per Zapata. Si lavora sulla difesa e sul centrocampo.&nbsp;NAPOLIDe Laurentiis potrebbe essere il vero padrone del mercato. Segnarsi queste cifre: se vende Cavani al prezzo della clausola (63 milioni netti) realizza una plusvalenza da quasi 60. Soldi cash con cui rifare mezza squadra puntando allo scudetto. E' lui ad avere un vero tesoro che gli viene anche dal bilancio che chiuderà in attivo e con la prospettiva di incassare i soldi dalla Uefa per la prossima Champions League.Tradotto in soldoni significa potersi permettere un attaccante top level e un paio di acquisti di prima fascia senza nemmeno intaccare del tutto i soldi incassati da Cavani. Ecco perché il presidente partenopeo è volato a parlare col Manchester City per mettere le carte sul tavolo. Se poi dovesse accendersi un'asta col Real Madrid di Carletto Ancelotti...INTERLa domanda vera è: quale big partirà quest'anno da Appiano Gentile? Difficile ipotizzare per Moratti un mercato senza cessioni illustri visto il bilancio che nella semestrale è stato in rosso per 50 milioni di euro, chiuderà intorno a -70 e dovrà scontare ancora l'effetto dell'esclusione dalla Champions e anche dall'Europa League (vale circa una decina di milioni tutto compreso).In più una fetta di budget è già stato impegnato con Icardi e mentre gli altri rinforzi (Andreolli, Campagnaro su tutti) sono a costo zero. La conclusione è che non esistono incedibili anche se le richieste del nuovo tecnico verranno tenute in grande considerazione. L'assenza dalle competizioni Uefa sposta al prossimo anno il problema del rispetto dei parametri del Fair Play Finanziario, ma è una coperta corta perché comunque si analizzano i conti di tre stagioni.Si lavorerà sul taglio del monte ingaggi (restano 10-15 milioni da limare) e sullo sfoltimento di una rosa eccessiva per affrontare solo campionato e Coppa Italia. Auguri a Branca e Ausilio: dovranno vendere e non sarà facile. Per nulla. Da tenere sott'occhio le vicende societarie e la trattativa per l'ingresso di investitori.ROMAGli americani fin qui non hanno compiuto il miracolo. Anche l'ultimo bilancio intermedio sui primi nove mesi del 2012-2013 è in profondo rosso: -36,4 milioni di euro con debiti nei confronti di Unicredit intorno agli 80 milioni. Pallotta ha garantito che non ci saranno cessioni importanti e conta di proseguire nella crescita dei ricavi ma non sarà facile essendo stato mancato l'accesso alla Champions League.In ogni caso il progetto prevede investimenti e sarà rispettato, a partire dalla scelta del nuovo allenatore. Budget indefinibile seguendo le logiche finanziarie. La Roma, però, sarà attiva sul mercato.LAZIOLotito affronterà il mercato con la tradizionale intelligenza e oculatezza. Ne ha bisogno a maggior ragione visti i conti della Lazio che a marzo hanno fatto segnare un (non tradizionale) -9,4 milioni di euro. Un anno fa dopo nove mesi l'esercizio era in positivo di 700mila euro. Contenimento costi, acquisti mirati e funzionali, rosa non sovradimensionata. Il copione è scritto e non è detto che sia di bassa qualità.]]></description>
  </item>  <item>
    <title>F1, a Montecarlo si scrive la storia </title><ame:section_name><![CDATA[Formula 1]]></ame:section_name>
<ame:section><![CDATA[http://sport.panorama.it/formula-1]]></ame:section>
<link>http://sport.panorama.it/formula-1/F1-a-Montecarlo-si-scrive-la-storia</link>
<guid isPermaLink="false">1077909</guid>
<ame:author><![CDATA[DARIO PELIZZARI ]]></ame:author><category><![CDATA[Michael Schumacher]]></category><category><![CDATA[Fernando Alonso]]></category><category><![CDATA[Montecarlo]]></category><category><![CDATA[Gp Monaco]]></category><category><![CDATA[F1 2013]]></category><ame:pubDate>Ven, 24 Mag 2013 10:55:00 +0200</ame:pubDate>
    
<description><![CDATA[<img src="http://sport.panorama.it/files/images/sport/a/21449773-1/F1-a-Montecarlo-si-scrive-la-storia_medium.jpg" alt="Formula 1" /><br />E' la gara più bella e attesa della stagione. Lo dicono tutti, addetti ai lavori, piloti e appassionati della Formula 1. Ed è facile capire perché. Il circuito cittadino di Montecarlo, 3340 metri di colori, immagini e suoni che fanno capolino sul mare, coniuga in modo magistrale la bellezza di un tracciato unico nel suo genere con le difficoltà tecniche che incontrano i piloti a raggiungere il traguardo finale. Sì, perché tra una curva e l'altra, il tunnel, la carreggiata larga quanto basta per far scorrere il traffico del quotidiano e non certo per agevolare i sorpassi dei bolidi della F1, e la velocità media che difficilmente supera i 160 km l'ora, il Gran premio di Monaco si presenta come uno dei più impegnativi del Mondiale.&nbsp;&quot;A Montecarlo si vince il sabato&quot;, ha detto qualche ora Fernando Alonso, protagonista delle prime due sessioni di prove del weekend. Ha fatto bene lui, ha fatto bene Massa, ma soprattutto hanno fatto bene le due Mercedes, che si confermano le frecce d'argento del giro veloce. Salvo poi crollare in gara, quando l'asfalto della pista brucia le gomme della monoposto come se fossero fiammiferi. Le Red Bull e le Lotus si preparano alla rincorsa. Anche se, come è noto, i test pre-gara lasciano intendere relativamente poco circa le reali possibilità delle scuderie. Oggi pausa, come tradizione. Si ricomincia domani, con la terza sessione di libere e le qualifiche, in programma alle ore 14 (diretta Sky, ore 18,15 differita su RaiDue). Come la gara di domenica (differita ore 21,10 su RaiDue).&nbsp;Come dice Alonso, chi parte davanti a Montecarlo ha ottime possibilità di arrivare fino in fondo con la vittoria in tasca. Perché i sorpassi sono cosa rara. Ci sono, per carità, ci sono sempre stati, ma i punti per sferrare l'attacco decisivo sono così pochi che spesso il rischio supera di gran lunga il beneficio. Lo raccontano gli almanacchi. L'anno scorso, Michael Schumacher su Mercedes ha fatto il miglior tempo nelle qualifiche. Secondo posto per Webber, terzo per Rosberg. In gara, Webber ha preso il comando della corsa alla partenza e non c'è stata più partita. Primo lui e secondo Rosberg, che ha approfittato, si fa per dire, del ritiro del compagno di squadra. Simile il copione nelle edizioni precedenti. Insomma, a Monaco chi sbaglia, paga. E rimediare è difficilissimo, quasi impossibile.&nbsp;A proposito di Schumacher. Il fuoriclasse tedesco è stato l'ultimo pilota Ferrari a sbancare Montecarlo. Storia del 2001. In qualifica, fa meglio di tutti la McLaren di David Coulthard, che mette dietro Schumacher e il compagno di squadra Mika Hakkinen. Chiude la seconda fila l'altro ferrarista, Rubens Barrichello. Pronti e via e Coulthard è a piedi. Perché si spegne il motore della sua monoposto ed è costretto a partire dall'ultima posizione. Il campione tedesco della Ferrari parte invece benissimo e mette al sicuro la gara con una prova senza sbavature. Ma la gioia è doppia. Perché Hakkinen è costretto al ritiro a causa di un problema al differenziale e Barrichello gli sfila il secondo posto. Primo e secondo posto Ferrari, un trionfo da prima pagina.&nbsp;Per Schumacher non era la prima vittoria a Montecarlo. Era già salito sul gradino più alto del podio nel biennio 1994-1995 (allora guidava la Benetton) e in altre due occasioni, nel 1997 e nel 1999, nelle quali ha portato in trionfo il Cavallino della Ferrari. Prima di lui, a fare festa con la Rossa, c'erano riusciti Gilles Villeneuve (1981), Jody Scheckter (1979), Niki Lauda (1975-1976) e Maurice Trintignant (1955), il pilota &quot;gentiluomo&quot; che è passato a miglior vita nel 2005.&nbsp;Le stelle più luminose del gran premio più bello del Mondiale? Prima di tutti, lui, Ayrton Senna, l'unico a vantare la &quot;manita&quot; per via delle cinque vittorie cinque, una di seguito all'altra. Dal 1989 al 1993, il Gp di Monaco era roba sua. Sua e della McLaren, la scuderia che da quelle parti ha vinto più gare in assoluto (15, contro le 8 della Ferrari e le 7 della Lotus). Dietro Senna, il missile di Hampstead, Graham Hill, titolare di cinque trionfi complessivi dal 1963 al 1969 (su Brm e Lotus). Quindi, Schumacher, e poi Alain Prost, che con la McLaren ha visto sventolare in quattro occasioni la bandiera a scacchi prima di tutti gli avversari.&nbsp;]]></description>
  </item>  <item>
    <title>Doping e neve: il venerdì nero del Giro</title><ame:section_name><![CDATA[Giro d'Italia 2013]]></ame:section_name>
<ame:section><![CDATA[http://sport.panorama.it/giro-italia-2013]]></ame:section>
<link>http://sport.panorama.it/giro-italia-2013/Di_Luca-positivo-Epo-neve-Giro_d-Italia</link>
<guid isPermaLink="false">1077899</guid>
<ame:author><![CDATA[CAPUANO  ]]></ame:author><category><![CDATA[doping]]></category><category><![CDATA[Epo]]></category><category><![CDATA[Giro d'Italia 2013]]></category><category><![CDATA[Di Luca]]></category><ame:pubDate>Ven, 24 Mag 2013 10:31:00 +0200</ame:pubDate>
                                                       
                
<description><![CDATA[<img src="http://sport.panorama.it/files/images/n/o/21453705-1/Giro-d-Italia_medium.jpg" alt="Giro d'Italia 2013" /><br />Un venerdì nero che cancella il sorriso dalla caravana rosa del Giro d'Italia. Maltempo, neve e freddo che costringono gli organizzatori a non far partire nemmeno la 19° tappa, quella che avrebbe dovuto celebrare la maratona delle Dolomiti e toccare Cima Coppi salendo prima Gavia e poi Stelvio, e che invece non si disputa. Poi la notizia bomba che getta nuovo discredito sull'intero mondo del ciclismo: Danilo Di Luca, vincitore nel 2007, trovato positivo all'Epo in un controllo a sorpresa dello scorso 29 aprile.Per Di Luca si tratta di una ricaduta perché l'esperto ciclista oggi alla Vini Fantini-Selle Italia era già stato trovato positivo alla Cera nel luglio del 2009 tradito quella volta dai controlli effettuati dopo due tappe del Giro d'Italia che aveva concluso secondo al termine di un appassionante duello con Menchov. Licenziato dalla sua squadra e squalificato per due anni si era visto cancellare parte della pena (9 mesi e 7 giorni) grazie alla sua collaborazione con la Procura Antidoping del Coni.La sua era stata una sorta di storia-laboratorio per il ciclismo. Scoperto, pentito, perdonato e rimesso in strada senza stipendio dalla nuova squadra (Katusha). Era rientrato in gruppo giurando di essere pulito e di &quot;voler insegnare il mestiere ai giovani&quot;. Si era rilanciato fino a strappare un contratto con la Vini Fantini-Selle Italia proprio a poche settimane dal via del Giro d'Italia 2013 nel quale non correva certo per la classifica ma con l'ambizione di togliersi qualche soddisfazione. La firma il 26 aprile dopo ampie discussioni tra sponsor e tecnici che non gradivano.Il controllo a sorpresa nella sua abitazione di Spoltore risale al 29 aprile. Il verdetto non lascia spazio a dubbi: Epo. Dovesse essere confermato dalle controanalisi porterebbe quasi certamente alla fine della carriera per un uomo capace di vincere sia nelle grandi corse a tappe (Giro 2007) che nelle Classiche del Nord (Amstel Gold Race, Freccia Vallone, Liegi-Bastogne-Liegi e Giro di Lombardia). In questo Giro Danilo Di Luca era 26° a 33'33'' dalla maglia rosa.Per il gruppo è stata una doccia fredda. Durissimo il suo d.s. Luca Scinto: &quot;Di Luca è un cretino. Non l’avevo mai voluto. Deve farsi curare. E’ il gesto di un pazzo perché mette a rischio il lavoro di una quarantina di persone, quelle che lavorano per la squadra&quot;. Altrettanti netta la presa di posizione dei (ex?) colleghi. Il comunicato dell'Associazione Ciclisti italiani preannuncia cause legali contro di lui per il danno di immagine: &quot;Il ciclismo si sta impegnando con tutte le sue forze per ritrovare credibilità e affetto agli occhi del pubblico; il gruppo non accetta che il comportamento folle di un elemento danneggi l'immagine dell'intero movimento&quot;.Il venerdì nero si era aperto con la notizia della cancellazione dell'intera 19° tappa. Impossibile pensare di salire anche solo il Passo del Tonale che era stato inserito nel percorso al posto del Gavia e dello Stelvio cui gli organizzatori avevano dovuto rinunciare causa neve. Nella notte una bufera ha, però, colpito quasi tutta la zona della frazione e&nbsp;Rcs si è dovuta arrendere: troppa neve e soprattutto troppo freddo per pensare di salire in quota.E' un Giro maledetto questo. Già il Galibier era stato accorciato causa neve e la tappa salvata dalla trattativa con le autorità francesi che volevano negare anche il Moncenisio. Ora anche la 20° frazione è a rischio. L'arrivo è previsto alle Tre Cime di Lavaredo ma il Passo Giau è chiuso, e c'è il rischio neve anche su gli altri passi, dal Costalunga al San Pellegrino, dal Tre Croci al traguardo, posto a quota 2304 metri. Per Nibali solo buone notizie. La maglia rosa è saldamente nelle sue mani. Non ne avrebbe avuto bisogno, ma la cancellazione della 19° tappa lo aiuta di certo.]]></description>
  </item>  <item>
    <title>Bayern Monaco - Borussia: storia di una rivalità</title><ame:section_name><![CDATA[Calcio]]></ame:section_name>
<ame:section><![CDATA[http://sport.panorama.it/calcio]]></ame:section>
<link>http://sport.panorama.it/calcio/Bayern-Monaco-Borussia-champions-league-finale</link>
<guid isPermaLink="false">1077897</guid>
<ame:author><![CDATA[MATTEO POLITANÒ ]]></ame:author><category><![CDATA[calcio]]></category><category><![CDATA[finale]]></category><category><![CDATA[Champions League]]></category><category><![CDATA[Bayern Monaco]]></category><category><![CDATA[finale di Champions]]></category><category><![CDATA[Borussia Dormund]]></category><ame:pubDate>Ven, 24 Mag 2013 10:10:00 +0200</ame:pubDate>
    
<description><![CDATA[<img src="http://sport.panorama.it/files/images/sport/a/21449147-1/Bayern-Monaco-Borussia-storia-di-una-rivalita_medium.jpg" alt="Calcio" /><br />Il giorno del verdetto finale è arrivato. Bayern Monaco e Borussia Dortmund sono arrivate a Londra dove si daranno battaglia nella finale di Champions League. Una sfida che non vale solamente una stagione ma che mette in palio blasone, storia e onore per due club che vivono una rivalità storica. Rivalità che nasce già geograficamente con il feeling mai nato tra la gente di Monaco e quella della Ruhr, regione della Renania Settentrionale - Vestfalia. Antipatia che in questi anni è sfociata in forte attrito, basti pensare alle parole di Uli Hoeness dopo la doppia vittoria in Bundesliga del Borussia che ha conquistato i titoli di Deutscher Meister del 2010/2011 e del 2011/2012: &quot;Restano un fenomeno di rilevanza regionale. Potranno paragonarsi a noi quando si faranno valere in Europa&quot;. La replica è passata per la bocca dell'allenatore giallonero Jurgen Klopp che dopo l'eliminazione per 1-0 in coppa di Germania dello scorso 27 febbraio era andato su tutte le furie per un modulo di gioco che a suo dire sarebbe stato copiato: &quot;Hanno fatto le stesse cose che facciamo noi, sono esattamente come i cinesi&quot;. Sembra infatti che Heynckes abbia mostrato ai suoi le immagini delle ripartenze di Reus, Gotze e Lewandowski.Proprio a causa del mancato acquisto di Reus il Bayern licenziò il ds ed ex giocatore Nerlinger addirittura a favore di Mathias Sammer, storico ex del Borussia. &quot;Abbiamo troppo stile per dichiarare guerra me sono sicuro che vinceremo&quot; le parole di Karl Heinz Rummenigge. Come se non bastasse a mettere ulteriore benzina sul fuoco c'è stato l'affare Mario Gotze: il classe 1992 non sarà in campo a Wembley, ufficialmente per un infortunio alla coscia sinistra ma a parere di tanti per evitare ulteriori polemiche. Il Bayern Monaco ha infatti pagato i 37 milioni di euro della sua clausola rescissoria e dopo il tradimento i tifosi del Borussia hanno iniziato una forte contestazione fatta di maglie bruciate e offese sui social network. Dall'altra parte i bavaresi punzecchiano ancora i rivali per il prestito del 2005 quando il Bayern contribuì a salvare il Borussia dalla profonda crisi economica pagando parte degli stipendi. La risposta dei tifosi del Borussia è arrivata nell'ultima sfida tra i due club in Bundesliga con lo striscione &quot;La caccia ai soldi dimostra quanto cuore hai: fottiti Gotze&quot;.&nbsp;Rivalità a parte quel che è certo è che dopo 12 anni una squadra tedesca tornerà a vincere la Champions League, l'ultima fu proprio il Bayern Moanco a San Siro nel 2001. L'ultima vittoria del Borussia è invece datata 28 maggio 1997 con il 3-1 rifilato dai gialloneri alla Juventus. La sfida nella sfida è anche quella tra i due tecnici protagonisti della stagione: Jupp Heinckes, soprannominato &quot;Osram&quot; per il colore paonazzo che ha durante le partite, e herr Klopp, talento che dopo l'esperienza al Mainz ha fatto rinascere il Borussia Dortmund. Una prima sfida però l'ha già vinta il Borussia Dortmund: le richieste di biglietti dei tifosi della Ruhr alla Uefa sono state oltre 500 mila contro le 250 mila del Bayern.&nbsp;Le probabili formazioni:&nbsp;
Bayern Monaco (4-2-3-1): Neuer – Rafinha, van Buyten, Dante, Alaba – Javi Martinez, Luiz Gustavo – T. Müller, Pizarro, Shaqiri – Gomez
Panchina (a partire da): Starke, Boateng, Contento, Can, Tymoshchuk, Mandzukic
Allenatore: Heynckes
Indisponibili: Badstuber, Lahm, Kroos, Ribery, Robben, SchweinsteigerSqualificati: nessuno
Borussia Dortmund (4-2-3-1): Weidenfeller – Großkreutz, Felipe Santana, Hummels, Schmelzer – Kehl, Sahin – Hofmann, Gündogan, Reus – Schieber
Panchina (a partire da): Langerak, Kirch, Owomoyela, Piszczek, Subotic, S. Bender, Bittencourt, Blaszczykowski, Leitner, Lewandowski
Allenatore: Klopp
Indisponibili: GotzeSqualificati: nessuno]]></description>
  </item>  <item>
    <title>Ecco gli uomini che comandano il calciomercato</title><ame:section_name><![CDATA[Calciomercato]]></ame:section_name>
<ame:section><![CDATA[http://sport.panorama.it/calciomercato]]></ame:section>
<link>http://sport.panorama.it/calciomercato/Ecco-gli-uomini-che-comandano-il-calciomercato</link>
<guid isPermaLink="false">1077841</guid>
<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[calcio]]></category><category><![CDATA[calciomercato]]></category><category><![CDATA[Mino Raiola]]></category><category><![CDATA[procuratori]]></category><ame:pubDate>Ven, 24 Mag 2013 09:06:00 +0200</ame:pubDate>
    
<description><![CDATA[<img src="http://sport.panorama.it/files/images/sport/c/21448551-1/Ecco-gli-uomini-che-comandano-il-calciomercato_medium.jpg" alt="Calciomercato" /><br />Con il passare degli anni i procuratori hanno guadagnato sempre più potere, ecco i dieci più potenti del calcio italiano&nbsp;-&nbsp;speciale calciomercato    ]]></description>
  </item>  <item>
    <title>ERC 2013: Slovakiaring highlights</title><ame:section_name><![CDATA[European Riders Cup]]></ame:section_name>
<ame:section><![CDATA[http://sport.panorama.it/European-Riders-Cup]]></ame:section>
<link>http://sport.panorama.it/European-Riders-Cup/ERC-2013-Slovakiaring-highlights</link>
<guid isPermaLink="false">1077825</guid>
<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><ame:pubDate>Ven, 24 Mag 2013 08:38:00 +0200</ame:pubDate>
                                                       
                
<description><![CDATA[<img src="http://sport.panorama.it/" alt="European Riders Cup" /><br />]]></description>
  </item>  <item>
    <title>Il Cai celebra &quot;quota&quot; 150</title><ame:section_name><![CDATA[Altri sport]]></ame:section_name>
<ame:section><![CDATA[http://sport.panorama.it/altri-sport]]></ame:section>
<link>http://sport.panorama.it/altri-sport/cai-anniversario-mostra-torino</link>
<guid isPermaLink="false">1077719</guid>
<ame:author><![CDATA[PAOLO CORIO ]]></ame:author><category><![CDATA[cai]]></category><category><![CDATA[Club Alpino Italiano]]></category><category><![CDATA[150° anniversario]]></category><ame:pubDate>Ven, 24 Mag 2013 07:04:00 +0200</ame:pubDate>
    
<description><![CDATA[<img src="http://sport.panorama.it/files/images/sport/a/21431615-1/Il-Cai-celebra-quota-150_medium.jpg" alt="Altri sport" /><br />Torino, 23 ottobre 1863: su iniziativa di Quintino Sella, che l'estate precedente ha ribadito le sue qualità di scalatore in una salita al Monviso, viene istituito al Castello del Valentino il Club Alpino Italiano. 150 anni dopo, sempre il capoluogo piemontese ospita al Museo Nazionale della Montagna &quot;CAI 150. La mostra&quot; (dal 26 maggio al 3 novembre 2013), in cui attraverso cimeli, testimonianze e opere d'arte viene appunto celebrato il secolo e mezzo di vita della prima associazione nata dopo l'Unità d'Italia. &quot;La storia del CAI&quot;, afferma l'attuale presidente Umberto Martini, &quot;è dunque per molti versi anche la storia del nostro Paese, tanto nei momenti felici quanto in quelli drammatici. Ed è questo il primo messaggio che vogliamo lanciare con questo evento non solo al grande pubblico ma anche e soprattutto ai nostri soci, che devono essere consapevoli di appartenere a un'istituzione che ha avuto una costante presenza nella società italiana a difesa della montagna e dei suoi valori&quot;.
Che cosa unisce in particolare il CAI voluto da Quintino Sella con quello di oggi?&quot;La volontà di vivere la montagna sì per divertimento, ma con la volontà di essere sempre un elemento in simbiosi con quest'ambiente e non un fattore di disturbo. Un vecchio detto delle valli recita: 'Segna più il suo passaggio un maleducato di mille persone educate'. Ecco: il CAI da sempre porta avanti il cammino di quei mille che salgono alla vetta nel rispetto e nella difesa del territorio&quot;.
Un sentimento che mal si sposa con la trasformazione che stanno avendo alcune cime, tra una foresta di impianti di risalita e ristoranti che propongono buffet di mare ad alta quota.&quot;È questa un'immagine che non ci piace per nulla, perché noi siamo lontanissimi dal considerare la montagna come un parco divertimenti. Attenzione, però: non è una questione di apertura alle masse, che possono distribuirsi adeguatamente sul nostro arco alpino (come dimostrano tra l'altro tanti sentieri da noi curati, tanto belli quanto ancora solitari), ma di approccio culturale all'andare in montagna. Non siamo insomma gelosi delle nostre vette: cerchiamo anzi di farne conoscere la bellezza, ma di promuoverne al contempo un utilizzo rispettoso e responsabile&quot;.
Di cosa a vostro avviso hanno soprattutto bisogno le nostre montagne?&quot;Che venga favorito il più possibile il mantenimento dei loro abitanti, perché una montagna spopolata è una montagna condannata comunque al degrado. Il nostro obiettivo è quindi quello di favorire l'incremento di un turismo morbido, ovvero rispettoso dell'ambiente, che consenta la presenza di attività commerciali compatibili per mantenere la gente nelle valli. Per riuscirci, serve però anche una legislazione adeguata, motivo per cui il CAI cerca di far sentire la sua voce pure nelle sedi istituzionali&quot;.
Ci sono progetti-modello, esempi da imitare?&quot;Ci sono tante interessanti sperimentazioni sul territorio, diverse delle quali stanno anche dando i loro frutti. A proposito di collegamento tra passato e futuro, mi viene da citare la promozione e attivazione della banda larga sulle montagne del Veneto: un progetto che da un lato consente di offrire nel turismo servizi di qualità e dall'altro fa sì che chi abita quelle valli non si senta un cittadino di serie B, tagliato fuori dalla società moderna. Riguardo alla nostra azione, ritengo poi fondamentali i rinnovati accordi con il Ministero dell'Istruzione per favorire attraverso l'attività di nostri soci qualificati, in collaborazione ovviamente con gli insegnanti, l'educazione dei giovani che vivono in montagna perché imparino che solo difendendone le ricchezze possono poi sfruttarle a loro vantaggio&quot;.
I giovani, appunto: riuscite ancora a coinvolgerli? La montagna è infatti per molti versi l'opposto di quello che interessa alle ultime generazioni…&quot;Inutile negare che lo zoccolo duro dei nostri 316 mila soci è costituito da persone in età matura, con una buona percentuale anche di seniores che scoprono o più di frequente riscoprono il piacere di andare in montagna con il ritrovato tempo libero. Ma uno degli obiettivi che ci siamo prefissi in occasione di questo importante anniversario è proprio anche quello di uscire dallo schema dell'associazione quasi di reduci in cui molti ci identificano. IL CAI è anche per i giovani e sicuramente per tutti quelli che amano l'azione, come dimostrano i nostri 7.300 soci impegnati come volontari nel Soccorso alpino e speleologico a favore di chiunque ami andare a fare sport in montagna&quot;.
Al proposito, come vi relazionate con l'alpinismo sportivo?&quot;L'alpinismo sportivo è da sempre una componente del nostro mondo, ma l'idea della montagna del CAI è certo lontana da quella dei collezionisti di 8 mila e ancora di più da chi vuole cimentarsi con il 'no limits'. Il che comunque non ci impedisce di dare il nostro sostegno a spedizioni di un certo tipo, come ad esempio quelle collegate alle attività di ricerca del CNR e coordinate dal nostro famoso socio Agostino Da Polenza. Per noi, comunque, l'avventura sta nella montagna in sé: nel saper ogni volta scoprirla senza oltrepassare i confini del rispetto&quot;.Clicca qui     per tutte le info utili su &quot;CAI 150. La mostra&quot;. Tra gli eventi collegati all'inaugurazione: sabato 25 e domenica 26 maggio, alle 21.30, lo spettacolo &quot;Danse Escalade&quot; in cui Antoine Le Menestrel proporrà una performance d'eccezione sulle facciate verticali della Chiesa di Santa Maria del Monte e del Museo.]]></description>
  </item>  <item>
    <title>18^ tappa - che spettacolo la cronoscalata</title><ame:section_name><![CDATA[Il Diario del Giro]]></ame:section_name>
<ame:section><![CDATA[http://sport.panorama.it/giro-italia-2013/diario-giro-2013-elia-viviani]]></ame:section>
<link>http://sport.panorama.it/giro-italia-2013/diario-giro-2013-elia-viviani/diario-elia-viviani-cronoscalata</link>
<guid isPermaLink="false">1077809</guid>
<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[ciclismo]]></category><category><![CDATA[Vincenzo Nibali]]></category><category><![CDATA[Giro d'Italia 2013]]></category><category><![CDATA[Elia Viviani]]></category><ame:pubDate>Gio, 23 Mag 2013 21:03:00 +0200</ame:pubDate>
    
<description><![CDATA[<img src="http://sport.panorama.it/files/images/sport/i/diario-elia-viviani-cronoscalata/21447899-1/18-tappa-che-spettacolo-la-cronoscalata_medium.jpg" alt="Il Diario del Giro" /><br />La tappa di oggi cosa tra due ali di folla lungo i 20km dell'ascesa]]></description>
  </item>  <item>
    <title>Arjen Robben si confessa </title><ame:section_name><![CDATA[video]]></ame:section_name>
<ame:section><![CDATA[http://sport.panorama.it/video]]></ame:section>
<link>http://sport.panorama.it/video/robben-finale-champions-league</link>
<guid isPermaLink="false">1077759</guid>
<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><ame:pubDate>Gio, 23 Mag 2013 18:29:00 +0200</ame:pubDate>
                                                       
                
<description><![CDATA[<img src="http://sport.panorama.it/" alt="video" /><br />]]></description>
  </item>  <item>
    <title>150 anni del CAI: i protagonisti</title><ame:section_name><![CDATA[foto]]></ame:section_name>
<ame:section><![CDATA[http://sport.panorama.it/foto]]></ame:section>
<link>http://sport.panorama.it/foto/anniversario-cai-mostra</link>
<guid isPermaLink="false">1077761</guid>
<ame:author><![CDATA[PAOLO CORIO ]]></ame:author><ame:pubDate>Gio, 23 Mag 2013 16:33:00 +0200</ame:pubDate>
                                        
<description><![CDATA[<img src="http://sport.panorama.it/files/images/a/a/00/21444829-1/00_medium.jpg" alt="foto" /><br />]]></description>
						    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    		<galleryNumber>26</galleryNumber>
	<galleryPreview>
																    								<image>
					<title>In collaborazione con il Museo Nazionale della Montagna     di Torino e in corrispondenza dell'apertura della mostra per i 150 anni del Club Alpino Italiano, ecco la fotostoria del nostro alpinismo tra volti e imprese d'alta quota. In questa immagine: l'equipaggiamento della spedizione italiana che conquistò il K2 nel 1954. Credits: Archivio fotografico Museo Nazionale della Montagna di Torino.</title>
					<url>http://www.panorama.it/images/a/a/00/21444829-1/00_feed_gal_prev.jpg</url>
				</image>
																			    								<image>
					<title>Jacques Balmat, l'alpinista italiano che l'8 agosto 1786 portò a compimento la prima ascensione del Monte Bianco in compagnia di Michel Gabriel Paccard. Credits: Archivio fotografico Museo Nazionale della Montagna di Torino.</title>
					<url>http://www.panorama.it/images/a/a/1_a/21444475-1/1_A_feed_gal_prev.jpg</url>
				</image>
																			    								<image>
					<title>Michel Gabriel Paccard, alpinista, medico e botanico italiano, conquistatore della vetta del Monte Bianco con Jacques Balmat l'8 agosto 1786. Credits: Archivio fotografico Museo Nazionale della Montagna di Torino.</title>
					<url>http://www.panorama.it/images/a/a/1_b/21444547-1/1_B_feed_gal_prev.jpg</url>
				</image>
																																																																																																																									</galleryPreview>  </item>  <item>
    <title>Luca Dotto: &quot;A Barcellona per battere il record di Magnini&quot;</title><ame:section_name><![CDATA[Sport]]></ame:section_name>
<ame:section><![CDATA[http://sport.panorama.it]]></ame:section>
<link>http://sport.panorama.it/Luca-Dotto-nuoto</link>
<guid isPermaLink="false">1077513</guid>
<ame:author><![CDATA[RICCARDO  VETERE ]]></ame:author><category><![CDATA[Federica Pellegrini]]></category><category><![CDATA[Filippo Magnini]]></category><category><![CDATA[nuoto londra 2012]]></category><category><![CDATA[Campionati mondiali nuoto]]></category><category><![CDATA[Luca Dotto nuoto]]></category><ame:pubDate>Gio, 23 Mag 2013 14:07:00 +0200</ame:pubDate>
    
<description><![CDATA[<img src="http://sport.panorama.it/files/images/sport/21441413-5/Luca-Dotto-A-Barcellona-per-battere-il-record-di-Magnini_medium.jpg" alt="Sport" /><br />Un tuffo in vasca, per capire come stanno fiato e muscoli. &quot;Sto bene, le aspettative per i prossimi appuntamenti sono buone&quot;. È determinato e convinto a fare bene&nbsp;Luca Dotto, astro del nuoto italiano che nel 2010 si è trasferito a Roma per allenasi con&nbsp;Filippo Magnini.Probabilmente meno conosciuto del compagno azzurro, che dopo la liaison con Federica Pellegrini ha toccato con un dito l'apice della celebrità, ma con tutte le carte in regola per stupire in questo 2013 iniziato all'insegna dei migliori auspici.&quot;Come detto, ho buone aspettative, sto bene e dai Mondiali di dicembre in poi è arrivata una serie di buonissime prestazioni. La strada che stiamo percorrendo mi dà buone sensazioni&quot;.&nbsp;Ci racconta come vive questo momento della carriera Luca Dotto, che al termine del 2012 ha partecipato aiCampionati mondiali in vasca corta di Istanbul, anche per testare una volta di più lo stato di forma, fisico, dopo il trauma subito prima delle importanti Olimpiadi di Londra: &quot;Ai Mondiali sono arrivato quarto e a soli 3 centesimi dall'argento... Conto di trasformare quella rabbia repressa in energia in vista di Barcellona&quot;.È necessario fare prima un passo indietro, agli ultimi mesi, quando in quello sfortunato 2012 Dotto ha dovuto fare i conti con un brutto infortunio al piede che lo ha tenuto lontano dalle vasche per circa 1 mese e mezzo. Anche se sembra ormai solo un brutto ricordo che non ha lasciato strascichi:&nbsp;&quot;Oggi fisicamente sto bene, quest'anno non mi è successo nulla e mi sto curando bene, così come procedono &nbsp;positivamente gli allenamenti. E le motivazioni sono al massimo&quot;.Ma non è ancora tempo di chiedere all'intervistato quali siano sensazioni e obiettivi in vista dell'appuntamento clou che si terrà questa estate sulle Ramblas. Perchè prima ci preme mettere i puntini sulle &quot;i&quot;, e ricordare come l'azzurro classe 1990, nel 2011 a Shangai, sia divenuto vice campione del mondo&nbsp;della categoria centrando la medaglia d'argento nei 50 stile libero con il tempo di 21&quot; e 90.&nbsp;Poi è arrivato iltonfo generale italiano di Londra, con l'attenuante particolare dell'infortunio al piede ancora da recuperare: &quot;Infatti le ultime Olimpiadi sono andate male proprio per il grosso infortunio che ho avuto, ma non saprei dire perchè tutto il gruppo sia andato così male. Federica (Pellegrini, ndr)&nbsp;ha fatto due 5' posti...&quot;. E il disastro azzurro all'ombra del Big Ben ha scatenato diverse polemiche, indirizzate con maggior veemenza proprio alla star del gruppo, Federica Pellegrini, ancora una volta finita al centro del gossip, dopo la fine della love story con Filippo Magnini.&nbsp;&quot;Punto a battere proprio il tempo di Magnini&nbsp;- prosegue Dotto, che alza l'asticella personale a meno di due mesi dai prossimi Mondiali di Barcellona&nbsp;-. Quello che mi separa dai big non è il lato fisico, ma alcuni dettagli, come le virate. Come velocità e nuotata sono uno dei migliori in assoluto. Sto dando grande attenzione alle partenze e, come detto, proprio alle virate. Punto a scendere sotto i 48 secondi nei 100 stile e battere il tempo di Magnini&quot;.&nbsp;Nonmale come obiettivo, considerando che è proprio Filippo Magnini il detentore del record italiano nei 100 stile, con l'ottimo crono di 48&quot; e 04, centrato a Roma nel 2009; uno, insomma, che può vantare anche il titolo di campione del mondo raggiunto nel 2005, a Montreal, e 2007, a Melbourne.&nbsp;&quot;Posso arrivare in alto con questo tempo&nbsp;- sostiene Luca Dotto -,&nbsp;anche se non so se basterebbe per arrivare alla medaglia. Ma certamente sarebbe motivo d'orgoglio per me&quot;.&nbsp;Ci salutiamo con qualche aneddoto che ci finisce dritto in tasca: &quot;Prima di diventare vice campione del mondo nei 50 stile ero dorsista, poi, provando, ho visto come andavo nello stile libero e mi son detto 'Forse è meglio che continui qui'&quot;. Appuntamento fissato allora. Dopo la partecipazione al Trofeo Sette Colli di Roma - &quot;Lì c'è la piscina più bella del mondo&quot; - Barcellona lo aspetta a braccia aperte, dal 26 luglio al 4 agosto, con la chance di entrare nella storia. Segui @riccardo_vetere!function(d,s,id){var js,fjs=d.getElementsByTagName(s)[0];if(!d.getElementById(id)){js=d.createElement(s);js.id=id;js.src="//platform.twitter.com/widgets.js";fjs.parentNode.insertBefore(js,fjs);}}(document,"script","twitter-wjs");]]></description>
  </item>  <item>
    <title>Il basket di Armani non va di moda</title><ame:section_name><![CDATA[Altri sport]]></ame:section_name>
<ame:section><![CDATA[http://sport.panorama.it/altri-sport]]></ame:section>
<link>http://sport.panorama.it/altri-sport/olimpia-milano-armani</link>
<guid isPermaLink="false">1077013</guid>
<ame:author><![CDATA[PAOLO CORIO ]]></ame:author><ame:pubDate>Gio, 23 Mag 2013 10:09:00 +0200</ame:pubDate>
    
<description><![CDATA[<img src="http://sport.panorama.it/files/images/sport/l/21435861-1/Il-basket-di-Armani-non-va-di-moda_medium.jpg" alt="Altri sport" /><br />A pochi secondi dalla palla a due della decisiva gara 7 tra Milano e Siena, i tabelloni del Forum si trasformano in megaschermi per diffondere l'audio del discorso di Aragorn prima dell'altrettanto decisiva battaglia de &quot;Il signore degli anelli&quot; mentre scorrono i volti dei giocatori dell'Olimpia; contemporaneamente, il manipolo di tifosi toscani (una goccia verde nel biancorosso del palazzo) fa partire l'antico canto della &quot;Verbena&quot; per incoraggiare i suoi guerrieri nella difesa di uno scudetto che da 6 anni non si tolgono dalla maglia. Tecnologia contro tradizione, Milano contro Siena.L'armata metropolitana di re Giorgio (Armani) che va all'attacco del borgo ormai sotto assedio, anche e soprattutto per le note vicende finanziare legate allo sponsor Montepaschi. Ma l'assalto dell'EA7 al trono del basket italiano va ancora una volta a vuoto: trascinati dall'attacco di Daniel Hackett (25 punti in 36' sul parquet) e dalla difesa di David Moss (sempre basso sulle gambe di fronte al play tascabile Marques Green per oscurarne con il fisico tutti i passaggi), i campioni in carica vincono per 90-80 e passano alle semifinali, dove li attende la regina di regular-season Varese. Alla fine, mentre i toscani festeggiano l'ennesima impresa, Giorgio Armani attende i suoi a bordo campo per stringere loro la mano: gli occhiali scuri non nascondono però un umore della stessa tinta. Del tutto motivato...Il fallimento 2012-2013.A inizio Campionato Milano è la grande favorita, quasi la predestinata al titolo, per ricchezza (anche negli ingaggi) del roster. Una squadra costruita a suon di milioni di euro (almeno 15, ma alcuni si spingono a supporne 20) secondo i desiderata di coach Sergio Scariolo, che però appare subito in difficoltà (e lo sarà fino alla fine) nell'organizzarne il gioco. Dopo il mancato approdo nella Top 16 Eurolega (prima voce del fallimentare bilancio stagionale) arriva lo scorso dicembre il taglio del play Omar Cook, sostituito nell'immediato con il ritorno di J.R. Bremer e a gennaio con l'arrivo di Marques Green. Viene esonerato anche il vice di Scariolo, Fabrizio Frates, in una sorta di &quot;giallo&quot; la cui trama non viene mai ben chiarita dalla società... Tra tante difficoltà e qualche veleno, la situazione migliora ma non troppo: l'EA7 si qualifica infatti per le Final Eight di Coppa Italia in programma a febbraio proprio a Milano, ma viene eliminata nei quarti da una Varese sì capolista ma in piena emergenza infortuni (seconda voce del fallimentare bilancio stagionale). Scariolo e la società predicano però calma e ricordano che il vero obiettivo è un altro... quello appena messo alla terza voce del fallimentare bilancio stagionale. Dopo l'eliminazione, l'allenatore ammette di non aver centrato nessuno degli obiettivi preposti e si assume tutte le responsabilità per &quot;non essere mai riuscito a far raggiungere alla squadra la durezza e l'efficienza difensiva necessarie per vincere partite come questa&quot;. I problemi stanno però anche altrove, a partire da scelte e rotazioni che lasciano da tempo perplessi tifosi e addetti ai lavori. Ad esempio: perché, in una squadra con evidenti problemi di regia, un play comunque di rango come Jacopo Giacchetti è stato sistematicamente lasciato in fondo alla panchina? Perché non si è mai cercato di organizzare il gioco per consentire un'efficace convivenza offensiva di Hairston e Langford? Perché pretendere a tutti i costi a gennaio il rientro dal prestito in Lituania di Radosevic (con annessa querelle economica con il Lietuvos Rytas) per poi tesserare giusto prima dell'inizio dei playoff Mensah-Bonsu e preferirlo al croato sotto i tabelloni? Perché non dare subito a Melli i minuti necessari a formare una fiducia che il ventiduenne da Reggio Emilia ha ora in misura inversamente proporzionale al talento? Oltre alle questioni tecniche, ci sono poi quelle legate a una gestione societaria in cui pare proprio mancare una figura esperta nelle cose del basket.I flop precedenti.Che Siena sia la bestia nera di Milano e del suo patron è sicuro: dopo il 3-0 sull'Olimpia nella semifinale del 2008 (quando Armani era però solo sponsor, diventerà proprietario l'estate successiva), conta due netti 4-0 nelle finali 2009 e 2010, più un altrettanto deciso 4-1 in quella del 2012. Nel 2011 è invece Cantù a eliminare per 3-1 i milanesi in semifinale, al termine di una stagione ancora una volta all'insegna degli investimenti ma anche delle difficoltà, con coach Piero Bucchi sostituito dalla mitica figura di Dan Peterson: mossa utile più per nascondere alcuni errori societari che per migliorare i risultati. Nessuna soddisfazione per i tifosi dell'Armani nemmeno in Coppa Italia (cocente l'eliminazione nel 2012 in semifinale contro... Siena, mal digerite anche quelle del 2011 e 2010 contro Avellino) così come in Eurolega, dove l'Olimpia non è mai arrivata ai playoff nelle sue ultime partecipazioni.Le cifre in rosso (più una fatidica domanda)Quanto ha speso Giorgio Armani per riportare a Milano quello scudetto che manca dal lontano 1996 (e allora griffato Stefanel)? Nel marzo 2011, nel mezzo dell'ennesimo momento difficile, in diversi confronti con la stampa il presidente Livio Proli parlò di 27 milioni investiti nei primi tre anni (cioè dalla stagione 2008-2009 a quella allora in corso) e di altri 45 milioni previsti come budget per il triennio successivo. Il totale farebbe quindi 72 milioni includendo il prossimo campionato, ma – tra ingaggi da top player come quello di Langford e continue integrazioni al roster - è assolutamente palusibile che il conto si aggiri già intorno ai 90 milioni. Una cifra che non fa certo tremare i polsi al proprietario dell'Olimpia, la cui casa di moda è in continua crescita di fatturato e utili anche in tempi come questi. La domanda però è un'altra: per quanto tempo Giorgio Armani, diventato &quot;re&quot; in un mondo in cui l'immagine vincente è tutto, accetterà di indossare i panni del perdente? Il rischio è infatti che, malgrado la passione dimostrata più volte per il basket, i continui fallimenti lo allontanino una volta per tutte dal parquet. E allorà sì che per l'Olimpia sarebbero guai grossi...Si ringrazia per le immagini il sito dailybasket.it    .]]></description>
  </item>  <item>
    <title>Torna il Milan di Berlusconi</title><ame:section_name><![CDATA[Calciomercato]]></ame:section_name>
<ame:section><![CDATA[http://sport.panorama.it/calciomercato]]></ame:section>
<link>http://sport.panorama.it/calciomercato/milan-berlusconi-galliani</link>
<guid isPermaLink="false">1077011</guid>
<ame:author><![CDATA[NICOLÒ SCHIRA ]]></ame:author><category><![CDATA[Milan]]></category><category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category><category><![CDATA[calciomercato]]></category><category><![CDATA[Adriano Galliani]]></category><ame:pubDate>Gio, 23 Mag 2013 09:54:00 +0200</ame:pubDate>
    
<description><![CDATA[<img src="http://sport.panorama.it/files/images/sport/i/21435793-1/Torna-il-Milan-di-Berlusconi_medium.jpg" alt="Calciomercato" /><br />Ecco perché il presidente, dopo anni passati a delegare, ha deciso di ricominciare a guidare e comandare il &quot;suo Milan&quot; - lo speciale sul calciomercato     -]]></description>
  </item>  <item>
    <title>Higuain, alla Juve il nuovo Trezegol</title><ame:section_name><![CDATA[Calciomercato]]></ame:section_name>
<ame:section><![CDATA[http://sport.panorama.it/calciomercato]]></ame:section>
<link>http://sport.panorama.it/calciomercato/Juventus-Higuain-Real-Madrid</link>
<guid isPermaLink="false">1076957</guid>
<ame:author><![CDATA[CAPUANO  ]]></ame:author><category><![CDATA[juventus]]></category><category><![CDATA[calciomercato]]></category><category><![CDATA[Ibrahimovic]]></category><category><![CDATA[Higuain]]></category><category><![CDATA[Trezeguet]]></category><ame:pubDate>Gio, 23 Mag 2013 07:11:00 +0200</ame:pubDate>
                                                       
                
<description><![CDATA[<img src="http://sport.panorama.it/files/images/n/o/21433959-1/Real-Madrid_medium.jpg" alt="Calciomercato" /><br />Arriva a 25 anni e con un bagaglio di gol e vittorie superiore a quelli di Trezeguet e Ibra - lo speciale sul Calciomercato     - ]]></description>
  </item>  <item>
    <title>17° tappa - in mezzo alla mia gente</title><ame:section_name><![CDATA[Il Diario del Giro]]></ame:section_name>
<ame:section><![CDATA[http://sport.panorama.it/giro-italia-2013/diario-giro-2013-elia-viviani]]></ame:section>
<link>http://sport.panorama.it/giro-italia-2013/diario-giro-2013-elia-viviani/17-tappa-in-mezzo-alla-mia-gente</link>
<guid isPermaLink="false">1076943</guid>
<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[Giro d'Italia 2013]]></category><category><![CDATA[Elia Viviani]]></category><ame:pubDate>Mer, 22 Mag 2013 20:31:00 +0200</ame:pubDate>
                                                       
                
<description><![CDATA[<img src="http://sport.panorama.it/files/images/n/o/21433615-2/node_1076945_medium.jpg" alt="Il Diario del Giro" /><br />Che emozione i tifosi che mi hanno applaudito. Da domani si torna a salire...]]></description>
  </item>  <item>
    <title>Donna arbitro insultata e picchiata: &quot;Ma tornerò sui campi&quot;</title><ame:section_name><![CDATA[Sport]]></ame:section_name>
<ame:section><![CDATA[http://sport.panorama.it]]></ame:section>
<link>http://sport.panorama.it/donna-arbitro-insultata-picchiata-squalifica</link>
<guid isPermaLink="false">1077075</guid>
<ame:author><![CDATA[ELEONORA LORUSSO ]]></ame:author><category><![CDATA[calcio]]></category><category><![CDATA[ospedale]]></category><category><![CDATA[insulti]]></category><category><![CDATA[arbitro donna]]></category><ame:pubDate>Mer, 22 Mag 2013 19:38:00 +0200</ame:pubDate>
    
<description><![CDATA[<img src="http://sport.panorama.it/files/images/sport/21433375-2/Donna-arbitro-insultata-e-picchiata-Ma-tornero-sui-campi_medium.jpg" alt="Sport" /><br />&quot;Non saranno 2, 3, 10 o 20&nbsp;maleducati a farmi smettere. Io tornerò in campo&quot;. E' una ragazza &quot;tosta&quot; Rosa, 25 anni,&nbsp;ex giocatrice di calcio, poi aiuto allenatore e, ormai da quattro anni e mezzo arbitro con regolare&nbsp;patentino.&nbsp;L'altra sera, proprio dirigendo una partita del torneo amatoriale, a Genova, è stata insultata pesantemente, aggredita verbalmente, poi anche fisicamente, ha ricevuto uno&nbsp;sputo in faccia e, solo grazie alla sua prontezza di riflessi, è riuscita a parare un pugno al viso.&nbsp;Ne ha rimediato, però, una forte contusione alla mano, quella usata per ripararsi dal suo aggressore.Ora, a due giorni &quot;dall'incidente&quot;, cerca di sdrammatizzare, ma su un punto è fermissima:&nbsp;&quot;Gli insulti in quanto donna, insulti pesantissimi, mi hanno fatto male. Cerco di non pensarci, ma&nbsp;non ci riesco. Le contestazioni in quanto arbitro ci stanno, quando vengono fatte con educazione e rispetto per il&nbsp;ruolo che si ha in campo. Si può anche dire, a fine partita, che l'arbitraggio non è piaciuto, persino che si sarebbe preferito un uomo. Ma sentirsi urlare epiteti pesanti in quanto donna o,&nbsp;peggio ancora, ricevere uno sputo in faccia è qualcosa di inaccettabile: mi è crollato il mondo addosso, è come se qualcuno ti dicesse &quot;Tu non esisti, mi fai schifo&quot; &quot;.E' un fiume in piena Rosa Grotta, nel raccontare a Panorama.it quanto accaduto l'altra sera, quando a sfidarsi in campo c'erano le squadre Pizzeria Sosta Obbligata di Pegli e Magic Game Party, per il Torneo Genova Cup. Fin dal fischio d'inizio, gli&nbsp;animi erano piuttosto accesi, con insulti e bestemmie in campo. L'arbitro ha cercato di riportare la calma e l'ordine, ma solo una delle due squadre&nbsp;&quot;è tornata nei binari&quot; come racconta Rosa. Dall'altra parte ha continuato a ricevere epiteti come &quot;troia, puttana, vai a lavare i piatti che è l'unica cosa che voi donne sapere fare&quot;.Rosa Grotta ha estratto un primo cartellino rosso, ma il giocatore espulso non ha voluto lasciare il campo, urlando: &quot;Io non me ne vado, lei non è nessuno&quot;.Una volta uscito, il clima non è migliorato. Proteste, falli, una seconda espulsione, fino a che l'arbitro ha fischiato un rigore netto, che però è stato fatto ripetere&nbsp;per la presenza di giocatori in area. E' a questo punto che è scoppiato il finimondo: gli insulti sono aumentati, Rosa ha estratto un&nbsp;terzo cartellino rosso, ma ne ha ricevuto in risposta un pugno, fortunatamente parato con una mano prima che fosse colpita in faccia. Uno dei precedenti espulsi è tornato in campo, la partita è stata sospesa (anche perché mancava il numero minimo di giocatori necessari a proseguire) e i calciatori se la sono presa con gli organizzatori, con nuovi insulti.Dopo diversi minuti, quando Rosa è andata nello spogliatoio degli arbitri, ha notato che la porta era stata rotta. Uno degli espulsi, quello che già aveva le sputato e tirato un pugno, aveva forzato la porta per riprendersi i documenti che l'arbitro aveva chiesto, per le segnalazioni di dovere alla polizia. Lo aveva ancora l'arbitro e il giocatore glielo ha tolto di mano, andandosene. La polizia è stata poi chiamata, ora seguiranno le indagini di rito.Di certo Rosa non solo non dimenticherà questa storia, ma andrà ora fino in fondo per vie legali. In ospedale le hanno diagnosticato una forte contusione, che la terrà ferma per qualche tempo. Ma lei ha intenzione di tornare a dirigere altre partite:&nbsp;&quot;Non mi fermeranno, il calcio è la mia passione, la mia vita, il mio lavoro&quot; racconta.&quot;Dopo&nbsp;19 anni che gioco a pallone, mi sono cimentata anche come aiuto allenatore e ora ho il patentino da arbitro da quattro anni e mezzo, perché il calcio ha mille sfaccettature. Mi diverte e mi diverto quando vedo gli altri divertirsi&quot;. L'altra sera non è andata così, ma Rosa insiste: &quot;Io faccio il mio lavoro con passione, diligenza ed esperienza&quot;. Il suo sogno? Diventare come Collina. Il suo &quot;mito&quot; invece è Alex Del Piero, di cui ammira la bravura, l'umiltà e la passione. Quella stessa che dice di avere lei, che conclude: &quot;La passione non me la toglie nessuno. Non deve più succedere una cosa del genere, né la violenza sui campi né quella sulle donne, perché le donne sono padrone delle proprie scelte, senza che nessun uomo possa metterci bocca, né soprattutto mani&quot;.]]></description>
  </item>  <item>
    <title>GP di Monaco: immagini storiche di auto e campioni</title><ame:section_name><![CDATA[foto]]></ame:section_name>
<ame:section><![CDATA[http://sport.panorama.it/foto]]></ame:section>
<link>http://sport.panorama.it/foto/GP-Monaco-story</link>
<guid isPermaLink="false">1076623</guid>
<ame:author><![CDATA[RITA FENINI ]]></ame:author><category><![CDATA[sport]]></category><category><![CDATA[automobilismo]]></category><category><![CDATA[formula 1 2013]]></category><category><![CDATA[gp montecarlo]]></category><ame:pubDate>Mer, 22 Mag 2013 17:13:00 +0200</ame:pubDate>
                                        
<description><![CDATA[<img src="http://sport.panorama.it/files/images/a/a/00appregpmonaco/21426025-2/00appregpmonaco_medium.jpg" alt="foto" /><br />Immagini dal passato, di momenti luoghi e piloti. A Montecarlo non vince un pilota qualsiasi, ma nomi che si ricordano:&nbsp;&nbsp;Jackie Stewart, Ayrton Senna ( a cui spetta il record di vittorie), Gilles Villeneuve che vinse nel 1981 sulla Ferrari Turbo ( quando tutti ritenevano impossibile che una vettura turbo potesse vincere), Michael Schumacher. Vediamoli tutti, gli eroi di ieri e di oggi, in questa photogallery]]></description>
						    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    		<galleryNumber>14</galleryNumber>
	<galleryPreview>
																    								<image>
					<title>Jackie Stewart taglia il traguardo al Gran Prix di Monaco il 22 maggio 1966&amp;nbsp; Credits: Victor Blackman /Getty Images</title>
					<url>http://www.panorama.it/images/a/a/00appregpmonaco/21426025-2/00appregpmonaco_feed_gal_prev.jpg</url>
				</image>
																			    								<image>
					<title>GP di Monaco 1957: il pilota inglese Mike Hawthorn su Ferrari Credits: J. Hardman /Fox Photos /Getty Images</title>
					<url>http://www.panorama.it/images/a/g/1gpmonaco/21426049-1/1gpmonaco_feed_gal_prev.jpg</url>
				</image>
																			    								<image>
					<title>GP di Monaco 1957: l'argentino Juan Manuel Fangio (1911 - 1995) corre a Monaco su Maserati 250F Credits: Keystone /Hulton Archive /Getty Images</title>
					<url>http://www.panorama.it/images/a/b/1bisgpmonaco/21425977-1/1bisgpmonaco_feed_gal_prev.jpg</url>
				</image>
																																																													</galleryPreview>  </item>  <item>
    <title>Jovetic alla Juve? Come Baggio nel '90 </title><ame:section_name><![CDATA[Calcio]]></ame:section_name>
<ame:section><![CDATA[http://sport.panorama.it/calcio]]></ame:section>
<link>http://sport.panorama.it/calcio/Jovetic-alla-Juve-Come-Baggio-nel-90</link>
<guid isPermaLink="false">1076537</guid>
<ame:author><![CDATA[DARIO PELIZZARI ]]></ame:author><category><![CDATA[juventus]]></category><category><![CDATA[Fiorentina]]></category><category><![CDATA[calciomercato]]></category><category><![CDATA[Roberto Baggio]]></category><category><![CDATA[Stevan Jovetic]]></category><ame:pubDate>Mer, 22 Mag 2013 12:19:00 +0200</ame:pubDate>
                                                       
                
<description><![CDATA[<img src="http://sport.panorama.it/files/images/s/t/stefan-jovetic/19192185-1/Stefan-Jovetic_medium.jpg" alt="Calcio" /><br />Quando capitò a Roberto Baggio, Firenze rischiò la rivoluzione. &quot;Ma come - dissero i tifosi della Viola - il nostro beniamino, la nostra bandiera, il nostro fuoriclasse lascia noi per giocare proprio nella Juventus? Inaccettabile, anzi, offensivo&quot;. E iniziò il tango della gelosia. Che rese calda e pure di più l'estate del 1990. Altro che febbre dei Mondiali tricolore. Il trasferimento del Divin codino alla Signora provocò una reazione a catena dagli effetti straripanti. La Fiorentina cedeva agli odiatissimi bianconeri il suo totem, roba da prima pagina sulla stampa generalista.&nbsp;Da allora, tra Firenze e Torino non si sono interrotti i rapporti commerciali. Perché diversi sono i giocatori che hanno fatto scalo in una delle due squadre prima di finire nell'altra. Con qualche mugugno della tifoseria, certo, ma nulla più. Perché i calciatori sono mestieranti che rispondono alle esigenze del momento. Insomma, tutto bene, nessun problema. Del resto, Baggio era un fuoriclasse, un asso del pallone internazionale. Gli altri sì, ma lui no, lui non poteva e non doveva cambiare maglia, ripetono ancora oggi dalle parti del Lungarno.&nbsp;Sono passati 23 anni e il problema si ripropone. Jo-Jo Jovetic vuole la Juve, la Juve ricambia e sorride. La Fiorentina però non vorrebbe, ma di fronte a una proposta importante sarebbe difficile dire no. Anche per i fratelli Della Valle, che come è noto non hanno gradito l'intromissione dei bianconeri nell'affaire Berbatov, l'attaccante bulgaro che la scorsa estate decise di prenotare due voli perché non sapeva bene dove avrebbe voluto giocare e poi scelse di tornare indietro, in Inghilterra, destinazione Fulham. La Fiorentina tuonò allo scandalo. La Juve fece spallucce e iniziò la guerra fredda. Che dura da mesi e non è ancora finita. O forse sì.Ieri il presidente viola Andrea Della Valle è tornato sul caso del calciatore montenegrino, che da incedibile è diventato cedibile, anzi, cedibilissimo. &quot;Se vuole guardare altrove ha la mia promessa di un anno fa - ha detto il patron della Fiorentina - è libero di farlo. Deve capire e valutare lui. Certo, io mi auguro che rimanga ancora qui, ma se scegliesse qualcosa di diverso è assolutamente da capire&quot;. Della Valle ricorda il patto di mercato della scorsa estate perché già dodici mesi fa Jovetic chiese di cambiare aria. Di più. Chiese il permesso per dire sì alla chiamata di Antonio Conte, che lo avrebbe visto bene al fianco di Vucinic nella Juve che cercava il bis in campionato.&nbsp;Come dire, l'affare si può fare. Lo conferma anche il presidente: &quot;Non parlo di cifre, così come non parlo di singole squadre. Juve, Manchester, Liverpool, per noi è uguale&quot;. Be', uguale magari proprio no, perché a parità di offerte è lecito pensare che la Fiorentina preferisca girare Jo-Jo all'estero piuttosto che alla stimatissima eppure odiatissima Signora. Ma nel calcio tutto è possibile. Perché di questi tempi il parere del calciatore conta tantissimo ed è complicato mettergli i bastoni tra le ruote, anche se l'esistenza di un contratto farebbe pensare diversamente. Radiomercato dice che nella corsa a Jovetic è l'Arsenal a essere in pole position. Ma guai a sottovalutare l'insistenza di Marotta. Conte chiama e rispondere no per la seconda volta non sarebbe carino. Anche se a Firenze, dopo il caso Baggio, sarebbero felicissimi e pure di più se l'affare andasse in fumo.]]></description>
  </item>  <item>
    <title>I 5 errori dell'Inter dal Triplete a oggi</title><ame:section_name><![CDATA[Calcio]]></ame:section_name>
<ame:section><![CDATA[http://sport.panorama.it/calcio]]></ame:section>
<link>http://sport.panorama.it/calcio/Inter-anniversario-triplete</link>
<guid isPermaLink="false">1076495</guid>
<ame:author><![CDATA[MATTEO POLITANÒ ]]></ame:author><category><![CDATA[calcio]]></category><category><![CDATA[inter]]></category><category><![CDATA[calciomercato]]></category><category><![CDATA[Walter Mazzarri]]></category><ame:pubDate>Mer, 22 Mag 2013 11:27:00 +0200</ame:pubDate>
    
<description><![CDATA[<img src="http://sport.panorama.it/files/images/sport/n/21425085-4/I-5-errori-dell-Inter-dal-Triplete-a-oggi_medium.jpg" alt="Calcio" /><br />22 maggio 2013 - 22 maggio 2013. Quanto può cambiare la vita in 3 anni.&nbsp; Dalla squadra dei record con José Mourinho a quella dei record negativi con Andrea Stramaccioni il passo è stato brevissimo. Da Benitez a Ranieri passando per Gasperini gli errori della dirigenza nerazzurra sono alla base di un castello di colpe che ha fatto affondare l'impero nerazzurro in soli 36 mesi. La prospettiva di una nuova era con Walter Mazzarri in panchina convive con la voglia dei tifosi di dimenticare gli ultimi anni e rivedere finalmente una squadra pronta a combattere partita per partita con la stessa fame dell'era Mou. E proprio dagli errori dovrá ripartire l'Inter: ecco i 5 più gravi dal 22 giugno 2010 a oggi.1) Il mercato scellerato. Dopo l'addio di Eto'o l'Inter ha vissuto un crollo verticale verso l'oblio i cui protagonisti sono stati i flop del mercato recente. Negli ultimi anni Moratti ha investito un capitale in giocatori che hanno sorpreso solo in negativo. Gli oltre 10 milioni di euro per Pereira, il talento inespresso di Ricky Alvarez, Jonathan che avrebbe dovuto essere il nuovo Maicon. Dal 2010 a oggi i simboli del Triplete sono andati via poco alla volta e di loro sono rimasti unicamente Cambiasso, Zanetti e Milito.&nbsp;2) Aver sbagliato ogni scelta per la panchina. Dopo l'addio di Josè Mourinho Massimo Moratti ha brancolato nel buio per tre anni e continua a farlo anche oggi. La ricerca di un tecnico capace di far ripartire la macchina delle vittorie è naufragata nei nomi di Benitez, Ranieri, Gasparini e Stramaccioni. Progetti in cui probabilmente il patron nerazzurro era il primo a non credere. &nbsp;3) Troppo potere al clan argentino. Pezzi di storia, bandiere dell'Inter e fuoriclasse veri. Il problema del clan argentino è il potere accumulato negli anni e l'influenza sulle scelte del presidente Moratti. Samuel, Milito, Cambiasso e Zanetti hanno forte presa sul numero uno dell'Inter e in più di un'occasione è sembrato cogliere dalle loro prestazioni critiche neanche troppo velate a moduli e giocatori schierati. Per iniziare un nuovo ciclo bisogna prima mettere la parola fine al precedente onde evitare ingerenze scomode da sopportare. Soprattutto per i nuovi arrivati.&nbsp;4) La Mourinho dipendenza. I tifosi nerazzurri (ma anche la società) sono ancora fermi con la memoria alla stagione del Triplete, un sogno perfetto che in tanti ancora adesso faticano a realizzare. Il periodo con il tecnico portoghese è stato uno dei più vincenti ed emozionanti nella storia nerazzurra e ciclicamente il nome di Mourinho viene riproposto per una nuova e improbabile reggenza sul club di via Durini. Un'icona che non ha mai lasciato i cuori dei supporter e di tutto l'ambiente dell'Inter, fattore che ha reso molto più difficile il lavoro per tutti i successori.&nbsp;5) Il mancato rinnovamento. Tanti giovani dell'Inter sono stati ceduti troppo presto e senza programmare un futuro investendo dalla primavera. Tutti i più grandi club europei puntano alle proprie giovanili come laboratorio capace di garantire nuovi talenti e plusvalenze da sogno.&nbsp;Livaja, Stevanovic, Destro, Poli, Viviano, Andreolli, Khrin, Longo sono solo alcuni esempi di come l'Inter non abbia mai creduto nei suoi stessi giovani. Ha preferito improbabili investimenti all'estero ritrovandosi con giocatori sopravvalutati e non all'altezza della Serie A.&nbsp;]]></description>
  </item>  <item>
    <title>Mazzarri, l'Inter e Branca</title><ame:section_name><![CDATA[Calciomercato]]></ame:section_name>
<ame:section><![CDATA[http://sport.panorama.it/calciomercato]]></ame:section>
<link>http://sport.panorama.it/calciomercato/mazzarri-inter-branca</link>
<guid isPermaLink="false">1076361</guid>
<ame:author><![CDATA[NICOLÒ SCHIRA ]]></ame:author><category><![CDATA[inter]]></category><category><![CDATA[Marco Branca]]></category><category><![CDATA[calciomercato]]></category><category><![CDATA[Walter Mazzarri]]></category><ame:pubDate>Mer, 22 Mag 2013 09:53:00 +0200</ame:pubDate>
    
<description><![CDATA[<img src="http://sport.panorama.it/files/images/sport/a/21423781-1/Mazzarri-l-Inter-e-Branca_medium.jpg" alt="Calciomercato" /><br />Tutti i dettagli della trattativa che porterà a Milano l'ex allenatore del Napoli, merito del lavoro del discusso dirigente - i 5 motivi per cui Mazzarri farà bene all'Inter     - lo speciale sul calciomercato     - ]]></description>
  </item>  <item>
    <title>Il sarto della maglia rosa..</title><ame:section_name><![CDATA[Giro d'Italia 2013]]></ame:section_name>
<ame:section><![CDATA[http://sport.panorama.it/giro-italia-2013]]></ame:section>
<link>http://sport.panorama.it/giro-italia-2013/Il-sarto-della-maglia-rosa</link>
<guid isPermaLink="false">1076625</guid>
<ame:author><![CDATA[TEOBALDO SEMOLI ]]></ame:author><category><![CDATA[ciclismo]]></category><category><![CDATA[Giro d'Italia]]></category><category><![CDATA[maglia rosa]]></category><category><![CDATA[Nibali]]></category><ame:pubDate>Mer, 22 Mag 2013 09:49:00 +0200</ame:pubDate>
    
<description><![CDATA[<img src="http://sport.panorama.it/files/images/sport/l/21423713-2/Il-sarto-della-maglia-rosa_medium.jpg" alt="Giro d'Italia 2013" /><br />Poco prima della premiazione c’è una persona che per qualche minuto diventa la più importante dell’intero Giro. Si muove sotto il palco e viene circondato da miss, autorità, sponsor, semplici curiosi che vogliono tutti assistere (per motivi diversi) alla stampa della maglia rosa. Il suo nome è Claudio Castellano e di professione fa il sarto del Giro d’Italia. “Mi considero un po’ come la mamma del Giro — mi spiega — perché dai corridori fino a Miss e addetti ai lavori chiunque abbia un problema con le sue &quot;divise&quot; viene a chiedermi aiuto”.Claudio è però soprattutto colui che personalizza le maglie con le litografie che rappresentano squadra, sponsor e corridori. Il tutto da realizzarsi nei pochi minuti che intercorrono tra arrivo e premiazione: “Ho pochissimo tempo — racconta Castellano — volendo essere precisi, 22 secondi per ogni lato, a 180 gradi di temperatura. Se c’è la paura di fare errori? Mio padre mi ripeteva sempre che se non hai l’ansia di sbagliare l’errore arriva di sicuro…”.Come hai fatto a diventare il sarto del Giro d’Italia?“La mia è una tradizione di famiglia. Mio padre era il sarto di Moser (nel 1984 ndr) e poi è diventato quello del Giro d’Italia. Io ho raccolto la sua eredità. Quante cose sono cambiate da allora…”.Tipo?“Ai quei tempi le maglie erano ancora di lana e la personalizzazione la facevamo con gli adesivi. In pratica il corridore non respirava oltre al fatto che la maglia diventava durissima. Poi con le litografie è cambiato tutto…”.Cosa richiedono oggi squadre, sponsor e corridori?&quot;Gli sponsor vogliono loghi sempre più grandi, anche se le misure sono standard e non posso farci più di tanto! Coi corridori invece lavoro a seconda delle loro richieste. Se è una tappa di montagna di solito preparo una maglia a manica lunga e una a manica corta. Poi il body per le cronometro. Il &quot;camice&quot; per le premiazioni (la maglia rosa che vediamo sul palco ndr) è un'altra cosa ancora perchè deve essere indossabile &quot;quasi&quot; da chiunque...&quot;.Quali sono gli imprevisti del mestiere ?“Per fortuna in undici anni non mi è mai successo niente di grave. Gli imprevisti riguardano quelle volte in cui la classifica non è certa fino all’ultimo momento. Come quando, oramai qualche anno fa, Simoni e Savoldelli arrivarono divisi da meno un secondo e non si capiva chi dei due fosse in maglia rosa&quot;.E quindi?“Quindi preparai entrambe le maglie in modo da non correre rischi. Poi però ci sono anche altre situazioni anomale che non riguardano la preparazione delle maglie. Come quella volta in cui si era strappato il vestito di un miss poco prima della premiazione… Ricordo di aver fatto il rammendo in meno di dieci secondi netti”!Quanta passione ci vuole per fare questo lavoro?“Oltre che l’amore per la sartoria ci vuole tanta passione per la bici e il Giro d'Italia. In effetti mi ritengo una sorta di “anomalia napoletana” dato che sono più appassionato di ciclismo che di calcio. Potete solo immaginare che emozione ho provato quest’anno nel vedere il Giro partire dalla mia città…”]]></description>
  </item>  <item>
    <title>L'ipotesi del ritorno di Maldini e i dubbi su Galliani</title><ame:section_name><![CDATA[Calcio]]></ame:section_name>
<ame:section><![CDATA[http://sport.panorama.it/calcio]]></ame:section>
<link>http://sport.panorama.it/calcio/Maldini-ritorno-Milan-veto-Galliani-Berlusconi</link>
<guid isPermaLink="false">1076363</guid>
<ame:author><![CDATA[CAPUANO  ]]></ame:author><category><![CDATA[Milan]]></category><category><![CDATA[Berlusconi]]></category><category><![CDATA[Galliani]]></category><category><![CDATA[Maldini]]></category><ame:pubDate>Mer, 22 Mag 2013 09:48:00 +0200</ame:pubDate>
                                                       
                
<description><![CDATA[<img src="http://sport.panorama.it/files/images/n/o/21424035-1/Milan_medium.jpg" alt="Calcio" /><br />Si sono amati intensamente per una vita, poi si sono lasciati e adesso potrebbero clamorosamente rimettersi insieme. Non senza qualche effetto collaterale imprevedibile, perché la storia di Paolo Maldini e del Milan non è stata mai banale: né prima in campo, ricca di successi e gloria, e nemmeno dopo il ritiro. Anche quel giorno, anzi, fu a suo modo clamoroso con il capitano di mille battaglie contestato dalla sua curva. Rottura inspiegabile e che nei mesi successivi nessuno si è incaricato di chiarire fino in fondo. Solo è rimasta la storia d'amore interrotta e un uomo, Maldini, rimasto lontano dal suo Milan non senza rimpianto.Dall'estate del 2009 a oggi l'ex capitano ha parlato poche volte del suo rapporto con la società, ma quando lo ha fatto sotto il velo squarciato si è intravista con chiarezza la tela graffiata di una storia finita male per incomprensioni e dissapori tra lui e chi al Milan comanda. Ecco perché la sola voce di un suo coinvolgimento in società, all'interno di quello che Berlusconi ritiene un indifferibile riassetto dei quadri tecnici e non solo, è clamorosa&nbsp;e lascia intendere un messaggio rivolto anche al management oltre che al silurato Allegri.Che Maldini ambisca a tornare nel Milan con un ruolo di dirigente è il segreto di Pulcinella. Lui stesso lo ha raccontato in un paio di interviste rilasciate nel corso degli anni. Perché non è accaduto finora? Volontà di Adriano Galliani almeno a leggere le parole di Paolo che hanno sempre confermato il sospetto che tra i due, malgrado i sorrisi e le pacche sulle spalle, non ci fosse stato il feeling necessario nella parte finale della straordinaria carriera del capitano.Così parlava Paolo qualche mese fa: &quot;Leonardo mi voleva a Milanello: “Anche senza fare niente - mi diceva - solo con la tua presenza”. Ma io gli risposi che non aveva senso presentarmi a Milanello senza un ruolo”. Galliani, in presenza di Leo, mi disse che il ds è una figura non esiste più e che il Milan era a posto in quel ruolo&quot;.&nbsp;Parole amare di chi almeno un paio di volte era stato vicino al ritorno a casa, ma si era trovato sull'uscio con la porta chiusa: &quot;Una spiegazione? Semplice: il Milan non ha voglia di riprendermi&quot;.Che sia vero o no, resta il problema della collocazione perché Maldini, come tutte le grandi bandiere, non può essere messo in un angolo della sede a fare fotocopie e passare carte. Esigente nelle sue richieste? Anche questa voce è girata e lo ha ferito:&nbsp;&quot;Non è vero. Non avrei la presunzione di insegnare il mestiere a chi è lì da 40 anni o vince da 25. Andrei a imparare e a cercare di dare qualcosa&quot;. Riferimento diretto a Galliani, Braida e allo staff insediato in via Turati.Eppure le idee chiare Maldini le ha sempre avute. Ha sempre pensato di essere stato emarginato e salutato con freddezza &quot;perché troppo indipendente&quot; nel rapporto con gli ultras. Ha vissuto la sua lontananza come errore del Milan: &quot;All’interno del Milan attuale non c’è nessuno, tra quelli che ne hanno fatto la storia, ad avere un ruolo non marginale... La grande magia c’è stata per 25 anni poi s’è persa&quot;. Pensieri condivisi da altri della vecchia guardia, quella messa alla porta nell'arco di un paio di stagioni e poi rimasta fuori senza chance di rientro.Ora Berlusconi sta ripensando al vecchio capitano. Maldini e Seedorf insieme sulla tolda di comando di Milanello dove è difficile pensare che non rimanga anche Galliani ma, allo stesso tempo, che non ci sia un passaggio di consegne tra passato e futuro. Il simbolo è Barbara Berlusconi e il suo potere crescente nelle cose del Milan. Il segnale è il braccio di ferro su Allegri perso da Galliani (ed è il secondo in poco più di un anno dopo la figuraccia del viaggio a vuoto per vendere Pato). Madini sarebbe semplicemente la conferma del nuovo che avanza. Curiosamente se ne era già parlato nel gennaio del 2012. I giorni frenetici della caccia a Tevez.]]></description>
  </item>  <item>
    <title>16^ tappa - ancora bagarre, sempre bagarre</title><ame:section_name><![CDATA[Il Diario del Giro]]></ame:section_name>
<ame:section><![CDATA[http://sport.panorama.it/giro-italia-2013/diario-giro-2013-elia-viviani]]></ame:section>
<link>http://sport.panorama.it/giro-italia-2013/diario-giro-2013-elia-viviani/diario-elia-viviani-ivrea</link>
<guid isPermaLink="false">1076315</guid>
<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[ciclismo]]></category><category><![CDATA[Giro d'Italia 2013]]></category><category><![CDATA[Elia Viviani]]></category><ame:pubDate>Mar, 21 Mag 2013 21:57:00 +0200</ame:pubDate>
    
<description><![CDATA[<img src="http://sport.panorama.it/files/images/sport/i/diario-elia-viviani-ivrea/21422819-1/16-tappa-ancora-bagarre-sempre-bagarre_medium.png" alt="Il Diario del Giro" /><br />Al Giro non esistono tappe facili o tranquilli, come quella di oggi]]></description>
  </item>  <item>
    <title>Meda: &quot;Valentino? Io ci credo ancora&quot; </title><ame:section_name><![CDATA[MotoGP]]></ame:section_name>
<ame:section><![CDATA[http://sport.panorama.it/motogp]]></ame:section>
<link>http://sport.panorama.it/motogp/Meda-Valentino-Io-ci-credo-ancora</link>
<guid isPermaLink="false">1076119</guid>
<ame:author><![CDATA[DARIO PELIZZARI ]]></ame:author><category><![CDATA[Valentino Rossi]]></category><category><![CDATA[Jorge Lorenzo]]></category><category><![CDATA[le mans]]></category><category><![CDATA[MotoGP 2013]]></category><category><![CDATA[guido meda]]></category><ame:pubDate>Mar, 21 Mag 2013 15:42:00 +0200</ame:pubDate>
                                                       
                
<description><![CDATA[<img src="http://sport.panorama.it/files/images/v/a/valentino-rossi/19286971-1/valentino-rossi_medium.jpg" alt="MotoGP" /><br />L'inizio in Qatar è stato da applausi. Partito dalla terza fila, per via di una qualifica che gli ha riservato pochi sorrisi, il Valentino nazionale ha dato sfoggio della sua classe con un recupero impressionante. Al traguardo, è secondo. Dietro al compagno di squadra in Yamaha, Jorge Lorenzo, che lo precede di 5,99 secondi. Tanto, tantissimo. Ma bene comunque, perché il podio va sempre accolto con grande piacere. Rossi è tornato, si diceva. Tutti felici, tutti contenti, anche la MotoGp, che aveva ritrovato uno dei suoi protagonisti.Poi, una delusione tira l'altra. Valentino non trova il feeling giusto con la M1 in qualifica (nelle ultime tre gare, parte due volte ottavo e una volta quinto) e colleziona tanti mugugni.&nbsp;Sesto ad Austin, quarto a Jerez, dodicesimo a Le Mans, sulla pista che gli aveva regalato i migliori risultati pure nel biennio matto e disperatissimo in Ducati. Insomma, qualcosa non torna. Rossi c'è, ma non si vede. Almeno, non come era lecito attendersi dopo il ritorno del nove volte campione del mondo in Yamaha, con la Honda la moto più veloce del motomondiale.&nbsp;Vero, la stagione è lunga e prima di fare un bilancio complessivo della nuova avventura del fuoriclasse di Tavullia è bene attendere le prossime prove, ma certo non si può nascondere che le cose non gli stiano andando per il verso giusto. Per colpa di chi? Lo abbiamo chiesto a Guido Meda, il giornalista di Mediaset che segue da vicino per Italia 1 tutte le gare della MotoGp.&nbsp;Crisi vera o anche e soprattutto tanta sfortuna?Direi né una, né l'altra. Crisi vera no, perché quanto è successo finora è abbastanza in linea con ciò che mi aspettavo a inizio stagione. Vederlo guidare e combattere come ha fatto in Qatar dopo due anni di Ducati, mi ha fatto capire che il manico ancora c'è. E parlo della capacità di fare le rimonte e di usare la fantasia. Da questo punto di vista, Rossi c'è. Poi, ci sono i suoi limiti. E tra questi, c'è senz'altro la difficoltà di entrare in pista e di fare subito o quasi il giro veloce.&nbsp;Lui non l'ha detto mai, ma io sono convinto che il nuovo sistema di qualifica non gli piaccia. Gli altri, e parlo dei tre avversari spagnoli, riescono invece a fare bene e a qualificarsi nelle prime posizioni della griglia di partenza. Lui, no. O non ancora. Una differenza non da poco, evidentemente. Infine, sì, c'è anche la sfortuna. Non so cosa avrebbe fatto domenica scorsa se non fosse caduto, ma era lì. A lottare per un posto sul podio.&nbsp;Per essere chiari, io non mi aspettavo che quest'anno Rossi tornasse in Yamaha vincendo nove o undici gare come anni fa. Il tempo è passato e poi ci sono degli avversari fortissimi. La realtà oggi è un po' più dura, diversa. Fisicamente è ancora a posto e quando la moto gira come dovrebbe, lui dimostra di saperla guidare benissimo. Però è chiaro che si scontra con un nuovo modo di fare le corse. &nbsp;Dopo quattro gare, il Dottore ha soltanto cinque punti in più rispetto alla scorsa stagione in Ducati. Ma non era la Desmosedici il vero problema di Valentino?Intanto, cominciamo con il dire che l'anno scorso l'inizio della stagione di Valentino non era stato poi così male. E questo è un fatto. A Le Mans non ha raggiunto il podio. Se ce l'avesse fatta, ora non staremmo parlando di crisi e lui avrebbe molti punti in più rispetto a dodici mesi fa. Le Ducati invece hanno fatto bene, ma cosa ne sarà di loro dal prossimo gran premio?Aggiungo che se la Ducati andrà avanti con questa filosofia costruttiva non andrà da nessuna parte. Stoner ha lasciato la scuderia di Borgo Panigale dopo aver detto che sarebbero serviti più soldi per finanziare lo sviluppo della moto previsto da Filippo Preziosi. Fatto sta che quando la moto è passata a Valentino si sono riproposti tutti i problemi che si erano evidenziati con il pilota australiano.&nbsp;Vero, però Stoner in Ducati ha raccolto traguardi importanti, mentre Valentino no. E la moto era praticamente la stessa...Be', su questo c'è poco da dire. Forse, se Stoner avesse avuto una moto più guidabile avrebbe fatto ancora meglio di quanto è riuscito a fare. Probabilmente, avrebbe vinto a mani basse tutto quello che c'era da vincere. Per capirci, Stoner era un fuoriclasse, non ci sono dubbi a proposito. Ed era anche un fuoriclasse perché riusciva a fare cose pazzesche pur avendo tra le mani una moto che non faceva la moto.&nbsp;Ecco, Valentino invece ha bisogno di avere una moto che fa quello che dice lui, altrimenti sono guai e non riesce a esprimersi al meglio.&nbsp;Parola di Rossi: &quot;Le Honda vanno forte e possono recuperare anche quando fanno errori, hanno qualcosa in più&quot;. Epperò, la distanza in classifica dal compagno di squadra Lorenzo è oggi di 19 punti...Ok, ma anche a Lorenzo le cose non stanno andando benissimo. Oggi ha 17 punti di distacco da Pedrosa leader del Mondiale, non va alla grande nemmeno lui. E poi, la verità è che la Honda è al momento molto più guidabile della Yamaha. Sta in piedi sul bagnato, sui cordoli, consuma pochissimo le gomme, mentre gli altri sono nei guai. E' una moto perfetta, fantastica. Insomma, tanti complimenti alla Honda per essere riusciti a mettere in pista una moto così.Tornando invece al confronto tra Valentino e Lorenzo, non possiamo dimenticare che tra i due ci sono otto anni di differenza. E poi, il campione del mondo in carica conosce benissimo la moto e ha meno pressione del suo compagno di squadra, che è atteso da tutti per un ritorno stellare. Valentino è un po' sotto processo, deve confermare di essere il pilota che tutti conosciamo e chiaramente non è facile muoversi in queste condizioni. Vero è che Lorenzo ha una gestione del weekend di gara molto meno travagliata di quella di Rossi...Appunto, i guai nelle qualifiche. Ovvero, come trasformare in traguardi importanti partenze dalla seconda o terza fila. Non possiamo pretendere che il Dottore faccia sempre i miracoli in gara...Certo che no, ma mi pare che lui per il momento sia condannato proprio a questo. A recuperare posizioni su posizioni in gara. Del resto, come si fa a girare subito forte quando hai una moto che devi sistemare in pochissimo tempo?&nbsp; Mentre dall'altra parte, abbiamo un Lorenzo che il venerdì sera è a posto. E questo è legato probabilmente a due modi di lavorare completamente diversi. Si dice che lo spagnolo sia un pilota che tocca poco la moto. Ha una base di partenza e fa giusto qualche aggiustamento. Un po' avanti, un po' indietro, fine.&nbsp;Al contrario di Valentino, che invece si dice che sia un esasperante perfezionista. Per la serie, finché l'ultimo dettaglio non è posto, non si può fare. Prendiamola così, ok. Ma ci sta anche, e questa è una mia convinzione personale, che Ramon Forcada, il capo-meccanico di Lorenzo, abbia fatto un investimento sul motociclismo moderno per studiare la giusta combinazione tra gomme, ciclistica, motore ed elettronica. Cosa che mi pare non abbia fatto Jeremy Burgess, il responsabile tecnico di Valentino. Dicono che se Burgess si trova un computer davanti, scappa.&nbsp;Valentino anni 34, Marquez anni 20. La differenza si vede e si sente. Che sia questione di motivazioni? Per intenderci, Rossi ha ancora la giusta determinazione per raggiungere i risultati che i suoi tifosi si aspettano da lui?Valentino è una delle persone con le idee più chiare che io conosca. Se non avesse le giuste motivazioni per andare avanti, avrebbe già lasciato. Ne sono sicuro. Poi, c'è chi va a cercare nel tragico incidente con Simoncelli la fine della sua voglia di arrivare, ma a mio parere è tutto molto più semplice. Ha degli avversari fortissimi e deve inventarsi dei modi diversi per fare meglio degli altri in una MotoGp che nel frattempo è cambiata.E' diventata una gara di prestazione a tutti gli effetti. Dove contano tantissimo le gomme e molto meno la fantasia. E questo non è un terreno sul quale Valentino si confronta volentieri. Lui è uno che ti inventa il sorpasso in staccata, magari dove non si può e in pochi sarebbero capaci di farlo...Tirando le somme, cosa è legittimo attendersi dal Dottore nel corso della stagione?Credo che lui abbia la possibilità e la forza di vincere qualche gara, assolutamente sì. E credo ancora che possa lottare ancora per il Mondiale. Sì, io ancora un po' ci credo. Non sono a lutto. Non sono nella condizione di dire che Valentino è finito e ne sono felice. Dico però che qualcosa di determinante deve cambiare. Non so ancora bene cosa, ma qualcosa deve cambiare. Capisco che i suoi tifosi lo vogliano sempre vedere vincere, ma purtroppo le cose cambiano. Per tutti.&nbsp;&nbsp;]]></description>
  </item>  <item>
    <title>“Ci sono calciatori che vivono con 1500 euro al mese... ”</title><ame:section_name><![CDATA[Calcio]]></ame:section_name>
<ame:section><![CDATA[http://sport.panorama.it/calcio]]></ame:section>
<link>http://sport.panorama.it/calcio/Ex-calciatore-difficolta-Giuseppe-Cardone</link>
<guid isPermaLink="false">1076025</guid>
<ame:author><![CDATA[RICCARDO  VETERE ]]></ame:author><category><![CDATA[Serie A]]></category><category><![CDATA[Balotelli]]></category><category><![CDATA[ex calciatori]]></category><category><![CDATA[Difficoltà economiche calcio]]></category><ame:pubDate>Mar, 21 Mag 2013 14:12:00 +0200</ame:pubDate>
    
<description><![CDATA[<img src="http://sport.panorama.it/files/images/sport/x/21417009-2/Ci-sono-calciatori-che-vivono-con-1500-euro-al-mese_medium.jpg" alt="Calcio" /><br />La vita del calciatore è un mondo incantato. Fatto di privilegi e spesso di belle macchine. Soldi e sregolatezze, a volte, sono all’ordine del giorno. Basti pensare alle automobili - simili ad astronavi - con cui si spostavano per le vie di Milano Samuel Eto’o o Alexandre Pato. Ma una rondine non fa primavera e se queste sono situazioni abbastanza comuni, non sono purtuttavia presenti ovunque. La vita di un calciatore medio è tutta un’altra cosa. Lasciamo da parte chi arriva a baciare il Pallone d’Oro e chi solleva al cielo una Champions League, altri orizzonti. Al di là degli indubbi meriti sportivi, c’è un trattamento economico alle spalle che non ha eguali.Giuseppe Cardone, ex difensore di Parma e Milan in serie A, e Vicenza in serie B – “con cui ho fatto ben 203 presenze”, sottolinea – ne ha passate di cotte e di crude, e ci racconta cosa voglia dire lasciare il Paese dei Balocchi per tornare nella vita di tutti i giorni.&nbsp;“Oggi ho una società di servizi immobiliari, che cura la vendita e tutti i passaggi necessari. Io mi occupo della parte commerciale. Ho avuto il privilegio di stare nel Milan, che in termini organizzativi è la società numero 1; ognuno ha il suo ruolo preciso e lo rispetta. È una società che tutti cercano di copiare ma che nessuno riesce a raggiungere”; inizia così il racconto di Giuseppe Cardone, che poi a Panorama.it spiega quali siano le bucce di banana cosparse sulla strada del post carriera per un calciatore.&quot;Io ho avuto la fortuna di capire per tempo che non avrei potuto fare il calciatore per tutta la vita e grazie al titolo di geometra che avevo conseguito in passato, mi sono indirizzato verso il settore immobiliare. Subito dopo aver smesso di giocare mi sono preso 6 mesi sabbatici, investendo su me stesso: ho fatto un corso di agente immobiliare e ho frequentato anche le lezioni dell’AIC, molto interessanti. Ma quando entri nel mondo reale le cose cambiano. Prima vivi nel limbo. È innegabile, noi siamo privilegiati, ma quando un professionista qualsiasi, come lo è un calciatore, entra in contatto con un mondo nuovo, beh, si va in difficoltà…”.Non è tutto festa e champagne dunque. Già quando giocava a Parma, Cardone ha dovuto far fronte a una situazione imprevista e inaspettata, il crac Parmalat: “Quando ero a Parma e la Parmalat fallì, guadagnavo bene, questo è vero. Ma ci sono delle difficoltà oggettive a cui poi bisogna rispondere. Chessò, uno sa che prende 50 mila euro al mese e in base a questo si fa poi dei progetti, e programma le spese; se però avviene qualcosa come nel caso Parmalat, non ricevi più quei soldi e vai in difficoltà…”.&nbsp;Facendo riferimento alle sue esperienze nelle categorie minori con Pavia e Leffe, agli albori della carriera, Cardone prosegue: “In linea di massima in serie A di problemi economici non ce ne sono, ma scendendo di categoria si fanno le nozze coi fichi secchi. In serie B e C ci sono difficoltà maggiori. Ad esempio, è difficile che ci sia puntualità nei pagamenti, e oggi la situazione è diventata pesante e va sempre peggio”.E guardando ai colleghi delle serie minori, aggiunge: “La maggior parte di chi gioca in Lega Pro, Seconda Divisione, guadagna poco più di un operaio: 1500 euro al mese. Il problema è proprio questo, che se fai il calciatore in C2 con 1500 euro al mese, poi, una volta smesso di giocare, ci si trova presto a dirsi: ‘E ora che si fa?’ “.&nbsp;L’aspetto determinante nella vita di un ex calciatore è quello psicologico, o meglio, mentale. Se uno ha la testa per programmare in anticipo il post carriera, la strada sarà in discesa. Altrimenti sono dolori, perché “il calciatore il periodo adolescenziale lo salta in pieno, perché si deve pensare prestissimo da adulto; e, a volte, ti trovi a viverla a 35 anni, con moglie e figli, e dovendo gestire i tuoi soldi. E quando l’adolescenza, che prima o poi arriva, la vivi a 35 anni con famiglia a carico, non è proprio il massimo…”.Ma ci sono anche casi di sperperi, eccessi e lusso, che sono poi i casi più noti e pubblicizzati; perché&nbsp;fa più notizia la Bentley mimetica di Balotelli che il fallimento del 2012 del Taranto,&nbsp;che militava in Lega Pro:&nbsp;“Però va detto che ci sono anche situazioni di invidia attorno a questo mondo. Ed è giusto che uno si goda anche la vita se può. Certo, poi quando non fai più il calciatore devi sapere che certi guadagni non li hai più. Questo avviene anche nella vita normale, devi avere la capacità di gestire le situazioni. Io ero diverso da Balotelli, giusto per fare un esempio, ma non per questo io sono giusto e lui sbagliato. Quando arriverà per lui il momento di lasciare il calcio, allora dovrà aver raggiunto una certa maturità anche da quel punto di vista”.&nbsp;Nel calcio, come altrove, ci sono i cosiddetti “falsi amici”, coloro che ti circondano e ti portano a fare cattivi investimenti: “Assolutamente sì. Quotidianamente c’è chi ti propone l’orologio, la macchina, la villa da comprare… e c’è chi ci casca. Anche io qualche fregatura l’ho presa, ma quando stavo per commettere degli errori c’è stata la mia famiglia che mi ha consigliato la cosa giusta da fare”.Diversi ex calciatori si sono lamentati di essersi visti chiudere la porta in faccia, una volta appesi al chiodo gli scarpini. Quasi un ben servito a seguito dei servigi prestati e non più richiesti. Riccardo Maspero in passato raccontò: “A un certo punto più nessuno mi ha cercato, ci speravo e invece niente. Sono stato dimenticato”.Nel tuo caso, ti ha più contattato nessuno per proporti un incarico? “In questo momento non mi ha contattato nessuno, in futuro forse… Quando smisi avevo pensato che il mio ciclo nel calcio fosse concluso. E bisogna prepararsi anche a quello. Anche per fare l’allenatore o il dirigente bisogna essere preparati; le persone che con gli anni sono riuscite a formarsi hanno poi trovato un impiego. Ma il calciatore, è vero, riscontra un po’ più di fatica nel riuscire a farlo”.&nbsp;L’altra faccia della medaglia, dunque, certamente non ride.]]></description>
  </item>  <item>
    <title>Tutti i segreti del Sassuolo in serie A</title><ame:section_name><![CDATA[Calcio]]></ame:section_name>
<ame:section><![CDATA[http://sport.panorama.it/calcio]]></ame:section>
<link>http://sport.panorama.it/calcio/sassuolo-promozione-serie-a</link>
<guid isPermaLink="false">1076015</guid>
<ame:author><![CDATA[NICOLÒ SCHIRA ]]></ame:author><category><![CDATA[calcio]]></category><category><![CDATA[Giorgio Squinzi]]></category><category><![CDATA[Serie A]]></category><category><![CDATA[Sassuolo]]></category><category><![CDATA[Serie B]]></category><ame:pubDate>Mar, 21 Mag 2013 13:57:00 +0200</ame:pubDate>
    
<description><![CDATA[<img src="http://sport.panorama.it/files/images/sport/a/21416829-1/Tutti-i-segreti-del-Sassuolo-in-serie-A_medium.jpg" alt="Calcio" /><br />Miracolo Sassuolo. La favola neroverde: questi i principali slogan campeggianti sulle prime pagine dei giornali per rendere omaggio alla promozione dei neroverdi. Termini spesso abusati quando si parla della compagine emiliana, capace in sette anni di arrampicarsi dalla C2 (oggi Seconda Divisione Lega Pro) alla Serie A.Giudizi ritenuti urticanti dai dirigenti del Sassuolo, che in questi anni hanno lavorato all'insegna della progettualità. Vincere tre campionati nell'arco di poche stagioni certifica come di tutto si possa parlare in riferimento ai neroverdi, tranne che di episodi sporadici o fortuiti tali da far gridare al miracolo.Artefice principale dell'exploit neroverde il patron Giorgio Squinzi, che dal 2003 ha delegato la conduzione tecnica del club al presidente, sassuolese doc, Carlo Rossi e al direttore generale Nereo Bonato. Quest'ultimo si è rivelato un abilissimo scopritore di talenti, basti pensare ai vari Agazzi, Sansone, Boakye e Berardi che proprio in terra emiliana hanno trovato il trampolino di lancio verso i massimi palcoscenici nazionali. Per non parlare dei numerosi tecnici come Allegri, Pioli o Mandorlini.Una promozione arrivata al termine di un match-thrilling contro il Livorno: una corrida nella quale espulsioni e occasioni dilapidate sono state protagoniste assolute. I 15mila presenti al Ricci sono esplosi in un fragoroso boato, quando a tempo scaduto, proprio come in un corrida, Missiroli ha matato l'undici labronico. Un gol che ha suggellato la promozione in Serie A, segnato non a caso da uno dei massimi esempi del progetto Sassuolo.
L'ex Reggina fu strappato ai calabresi nel gennaio 2012 per 3,5 mln. Il più alto investimento della storia del club, quasi a certificare come il saper investire le proprie risorse economiche garantisca poi risultati concreti. D'altronde nel 2008 (c'era un certo Massimiliano Allegri in panchina) il Sassuolo aveva centrato la storica promozione in B, spendendo oltre 2,5 mln di euro. Addirittura 12 quelli spesi l'anno scorso per portare la compagine di Pea ad un passo dall'Olimpo.Non bastarono gli ottanta punti stagionali ai Playoff per aver meglio della Sampdoria, che sbarrò la strada ai neroverdi in un'infuocata semifinale.Un anno dopo, nonostante la congiuntura economica sfavorevole, è comunque arrivata la promozione. Proprio nell'anno in cui Bonato si era trovato a destreggiarsi con la drastica riduzione di quasi il 60% del budget societario. Nelle difficoltà, però, fermentano le idee. Ecco allora la scelta di riportare a casa alcuni ragazzi reduci da annate in prestito in Lega Pro, in primis bomber Pavoletti.Lo &quot;Sparviero&quot; con undici reti ha siglato in maniera indelebile il salto di categoria. Per attrezzarsi in vista della massima serie, il Sassuolo sarà costretto a traslocare a Reggio Emilia: sono già ben avviate le trattative per l'acquisizione del &quot;Città del Tricolore&quot; che diverrà così il Mapei Stadium.Un Sassuolo che vuole continuare a stupire l'Italia intera, cullando il sogno del numero uno di Confindustria: vincere a San Siro. Magari contro l'Inter, data la fede rossonera di Squinzi. La Serie A non è il culmine, bensì un punto di partenza per arrivare ancora più in alto. Dalla Juventus è in arrivo il Responsabile del Settore Giovanile bianconero Giovanni Rossi. Il binomio con la Vecchia Signora porterà in dote alcuni talenti emergenti come Leali e le riconferme di Boakye e Chisbah.Un progetto ben strutturato con i connotati dell'azienda vincente: guai a chiamarlo miracolo...]]></description>
  </item>  <item>
    <title>Allegri, Stramaccioni e le comiche a Milano</title><ame:section_name><![CDATA[Carlo Genta Instant Replay]]></ame:section_name>
<ame:section><![CDATA[http://sport.panorama.it/carlo-genta-instant-replay]]></ame:section>
<link>http://sport.panorama.it/carlo-genta-instant-replay/allegri-berlusconi-stramaccioni-mazzarri</link>
<guid isPermaLink="false">1076001</guid>
<ame:author><![CDATA[CARLO GENTA ]]></ame:author><category><![CDATA[inter]]></category><category><![CDATA[Milan]]></category><category><![CDATA[Massimiliano Allegri]]></category><category><![CDATA[Walter Mazzarri]]></category><category><![CDATA[Andrea Stramaccioni]]></category><ame:pubDate>Mar, 21 Mag 2013 12:50:00 +0200</ame:pubDate>
    
<description><![CDATA[<img src="http://sport.panorama.it/files/images/sport/l/21416349-1/Allegri-Stramaccioni-e-le-comiche-a-Milano_medium.jpg" alt="Carlo Genta Instant Replay" /><br />Come e perché si arriva alle svolte di Inter e Milan]]></description>
  </item>  <item>
    <title>Nicola Rizzoli, l'unico italiano in finale di Champions League</title><ame:section_name><![CDATA[Calcio]]></ame:section_name>
<ame:section><![CDATA[http://sport.panorama.it/calcio]]></ame:section>
<link>http://sport.panorama.it/calcio/Nicola-Rizzoli-l-unico-italiano-in-finale-di-Champions-League</link>
<guid isPermaLink="false">1075913</guid>
<ame:author><![CDATA[MATTEO POLITANÒ ]]></ame:author><category><![CDATA[arbitri]]></category><category><![CDATA[Champions League]]></category><category><![CDATA[Bayern Monaco]]></category><category><![CDATA[Borussia Dortmund]]></category><category><![CDATA[finale di Champions]]></category><category><![CDATA[Nicola Rizzoli]]></category><ame:pubDate>Mar, 21 Mag 2013 11:37:00 +0200</ame:pubDate>
    
<description><![CDATA[<img src="http://sport.panorama.it/files/images/sport/i/21414811-1/Nicola-Rizzoli-l-unico-italiano-che-ha-vinto-la-Champions-League_medium.jpg" alt="Calcio" /><br />Il comitato arbitrale dell'Uefa ha annunciato in una nota il nome dell'arbitro che dirigerà la finale di Champions League del prossimo 25 maggio. E' il nostro Nicola Rizzoli, attualmente considerato il miglior fischietto italiano al mondo.&nbsp;41 anni e internazionale dal 2007, nel 2010 diresse già la finale di Europa League ad Amburgo tra Altetico Madrid e Fulham, ma arbitrare l'epilogo della Champions League è un onore che ad un italiano non accadeva da 13 anni. Massimo Braschi fu l'ultimo ad arbitrarne una: era il 2000 e il Real Madrid spazzò via il Valencia al Saint Denis di Parigi con un 3-0 firmato Morientes, McManaman e Raul.&nbsp;A Londra Rizzoli avrà come assistenti i connazionali Renato Faverani e Andrea Stefani mentre gli arbitri addizionali saranno Gianluca Rocchi e Paolo Tagliavento. Nato il 5 ottobre 1971 a Mirandola Rizzoli ha ricevuto anche i complimenti del designatore Uefa Pierluigi Collina: &quot;Non credo sia una sorpresa. Questa designazione nasce da molto lontano. E' uno degli arbitri d'élite della Uefa, ha disputato un ottimo Euro2012. L'ho sentito al telefono, era molto contento, soddisfatto e pronto a prepararsi per questa partita al meglio. La Champions è la più importante competizione per club al mondo, preparare una finale è facile viste le motivazioni. Magari è difficile mantenere serenità, tranquillità, concentrazione, ma quando si entra in campo, passati i primi 4-5 minuti, si pensa solo ad arbitrare&quot;.&nbsp;Non a caso Rizzoli da due anni riceve il premio di arbitro dell'anno organizzato dall'Associazione Italiana Calciatori mentre nell'agosto 2012 ha ricevuto anche il premio Giovanni Mauro. Per il direttore di gara emiliano è una soddisfazione enorme dopo il sogno sfiorato agli ultimi Europei. Rizzoli era infatti tra i principali candidati per dirigere la finale ma l'impresa dell'Italia di Prandelli e Balotelli contro la Germania gli impedì di poter arbitrare la sua stessa nazione. Sabato prossimo allo stadio di Wembley sarà l'unico italiano protagonista nella sfida dell'anno tra la corazzata di Heynckes e la rivelazione di Klopp. In palio oltre alla coppa ci saranno 11 milioni di euro, più altri 20 distribuiti tra introiti da sponsor, diritti televisivi e premi. Un derby di Germania non facile da gestire che vedrà anche la spinta di 90,000 tifosi in un impianto storico e tutto esaurito.&nbsp;]]></description>
  </item>  <item>
    <title>Balotelli, un girone da bersaglio</title><ame:section_name><![CDATA[Calcio]]></ame:section_name>
<ame:section><![CDATA[http://sport.panorama.it/calcio]]></ame:section>
<link>http://sport.panorama.it/calcio/Balotelli-multe-razzismo-Milan-Roma-Inter</link>
<guid isPermaLink="false">1075907</guid>
<ame:author><![CDATA[CAPUANO  ]]></ame:author><category><![CDATA[Roma]]></category><category><![CDATA[razzismo]]></category><category><![CDATA[Milan]]></category><category><![CDATA[Balotelli]]></category><category><![CDATA[giudice sportivo]]></category><ame:pubDate>Mar, 21 Mag 2013 11:18:00 +0200</ame:pubDate>
                                                       
                
<description><![CDATA[<img src="http://sport.panorama.it/files/images/n/o/21414857-1/Balotelli_medium.jpg" alt="Calcio" /><br />Attenzione alla progressione perché è quella a far tremare molti presidenti in serie A. Nelle ultime due giornate di campionato l'effetto-Balotelli ha prodotto una vera e propria sterzata nel metro di giudizio del Giudice sportivo Tosel. La chiusura per un turno della Curva Sud dell'Olimpico è solo il picco di un maggio vissuto all'insegna della tolleranza zero dopo mesi di distinguo e sanzioni simboliche: in due giornate i buu contro SuperMario hanno portato nelle casse della Lega 150.000 euro e sono costati a Roma e Inter diffide a pioggia oltre alla squalifica per il club giallorosso.Il cambio di passo è evidente e non può essere legato solo alla progressività delle multe col ripetersi degli episodi. Che la sensibilità intorno al tema del razzismo sia cresciuta in questo inizio di 2013 è evidente anche se non mancano i distinguo. Secondo Zeman è anche Balotelli a cercarsela con il suo atteggiamento e, sorprendentemente, anche il ministro Kyenge si è iscritto al partito di chi tende a non fare di ogni coro un episodio di discriminazione razziale.In ogni caso sarà bene scegliere una linea comune prima dell'inizio della nuova stagione perché Balotelli è un personaggio che divide ed è impossibile sperare in un ravvedimento delle curve di mezza Italia nell'arco di poche settimane. Chi rischia di più? La classifica dell'idiozia è presto fatta. In quattro mesi (15 giornate di campionato) l'Inter ha pagato i cori contro l'attaccante rossonero 115.000 euro più un paio di diffide. Poi c'è la Roma con 100.000 euro, una diffida e la chiusura della Curva Sud, la Juventus (34.000 euro), il Genoa (30.000 euro) e la Fiorentina (20.000). In totale 299.000 euro in meno di un girone: la proiezione su un'intera stagione è impressionante.Come la pensi Balotelli sull'argomento è chiaro. Ha deciso di non sopportare più i richiami al colore della sua pelle e in un paio di occasioni ha segnalato all'arbitro quanto stava accadendo minacciando di andarsene. Ha promesso che alla prossima occasione uscirà dal campo e sulle sue parole si è aperto un dibattito sorprendente perché secondo i vertici dell'Aia non può farlo, pena l'espulsione, mentre il capo degli arbitri della Uefa Collina lo ha assolto. Anche in questo caso sarà bene chiarire prima dell'inizio della stagione quale sarà la linea di condotta.Il pronostico (facile facile) è che Balotelli continuerà a essere un bersaglio per le tifoserie avversarie. C'è chi lo odia per il suo passato, chi per gli atteggiamenti e chi ha una minoranza fortemente razzista. E' il nemico numero uno per molti e il rischio è vivere una stagione in cui a fare la notizia sia la contabilità delle sanzioni piuttosto che un confronto serio su come prevenire gli episodi. Attenzione perché nelle ultime giornate arbitri e commissari Figc hanno cominciato anche a prendere nota dei riferimenti a lui in stadi in cui non gioca il Milan. Anche questo è un salto di qualità che promette tolleranza zero.]]></description>
  </item>  <item>
    <title>Mazzarri, la scommessa di Moratti</title><ame:section_name><![CDATA[Calcio]]></ame:section_name>
<ame:section><![CDATA[http://sport.panorama.it/calcio]]></ame:section>
<link>http://sport.panorama.it/calcio/mazzarri-inter-moratti</link>
<guid isPermaLink="false">1075903</guid>
<ame:author><![CDATA[MATTEO POLITANÒ ]]></ame:author><category><![CDATA[Roma]]></category><category><![CDATA[Napoli]]></category><category><![CDATA[inter]]></category><category><![CDATA[calciomercato]]></category><category><![CDATA[Walter Mazzarri]]></category><category><![CDATA[Andrea Stramaccioni]]></category><ame:pubDate>Mar, 21 Mag 2013 10:59:00 +0200</ame:pubDate>
    
<description><![CDATA[<img src="http://sport.panorama.it/files/images/sport/a/21413903-1/I-5-motivi-per-cui-Mazzarri-fara-bene-all-Inter_medium.jpg" alt="Calcio" /><br />Il comunicato ufficiale è apparso alle 20,41 ma&nbsp;Moratti&nbsp;aveva già spiegato tutto da qualche minuto, in coda a una giornata piena di incontri (negati) e vuota di parole. Via Stramaccioni, dentro Mazzarri. Per lui contratto biennale da 3,5 milioni netti a stagione e l'obiettivo di riportare l'Inter in linea di galleggiamento. &quot;Cambiamento dovuto al fatto che quest'anno affronteremo un anno difficile e ho pensato ci fosse bisogno di un allenatore dell'esperienza di Mazzarri&quot; ha spiegato il presidente che è parso dispiaciuto dell'allontanamento di Stramaccioni: &quot;Ciò non toglie che rimanga comunque stima nel talento, nelle possibilità di Stramaccioni e sono convinto che diventerà uno dei migliori allenatori italiani, di certo&quot;.Massimo Moratti ha deciso, insomma. La riflessione è durata cinque giorni, quanti ne sono trascorsi dal tracollo nell'ultima di campionato contro l'Udinese. Perché è stato mandato via Strama? &quot;Le ragioni possono anche essere di salvaguardia della sua professionalità perchè magari è stato particolarmente sfortunato e in questo momento ha bisogno, forse, di ritrovarsi in una situazione più facile di quella che invece l'Inter, comunque, con l'anno che ha avuto si troverà. Sarà una situazione non facile perchè dovremo dimostrare di essere molto bravi e anche avere certamente più fortuna&quot; ha spiegato Moratti.Mazzarri porterà con sé anche il suo staffi a partire dal vice Frustalupi e il preparatore atletico Giuseppe Pondrelli, considerato un vero mago nel prevenire gli infortuni, tema dolente della stagione disastrosa vissuta ad Appiano Gentile e dintorni. Il modulo sarà il 3-4-1-2 che è stato il marchio di fabbrica del Napoli e non è detto che la campagna acquisti della essere faraonica.Ma quali sono i motivi per cui Mazzarri potrebbe fare bene all'Inter?1) Allenare l'Inter dopo una delle annate più negative della sua storia è sicuramente uno stimolo in più. Mazzarri adora le missioni impossibili e sa di non poter fare comunque peggio del suo predecessore. Dopo quattro anni a progettare il futuro con un patron ambizioso ed estroso come De Laurentiis il rapporto con Massimo Moratti potrebbe essere anche più semplice. Inoltre, al contrario del Napoli, l'Inter vuole puntare ad ogni obiettivo possibile e vincere il più possibile. Esattamente come Mazzarri.&nbsp;2) Castellazzi, Gargano, Cassano, Palacio (da avversario) e tanti altri. Tutti hanno avuto modo di poter apprezzare le doti del tecnico e alcuni di conoscerlo personalmente. Come se non bastasse l'acquisto di Hugo Campagnaro (vero pupillo di Mazzarri) lascia aperta la possibilità che un pre accordo con l'Inter esistesse già da tempo. Non a caso Moratti ha anche acquistato Icardi, richiesto dal tecnico del Napoli già lo scorso gennaio. Un mercato che sembra già disegnato sulle esigenze del suo 3-4-1-23) Il clan argentino ha detto si. Nei giorni scorsi Massimo Moratti aveva considerato anche la posizione di altri tecnici: da Mihajlovic a Blanc passando per Simeone. Su quest'ultimo è però calata la mannaia del dissenso firmata dal clan dei senatori argentini. Alcuni non gli hanno perdonato la partita del 5 maggio 2002 indossando la maglia della Lazio e aiutando la Juventus a vincere lo scudetto. Mazzarri può invece contare sulla stima di tutti, uno stimolo ulteriore a ripartire anche per Javier Zanetti, da sempre un estimatore del tecnico toscano.&nbsp;4) Moratti darebbe a Mazzarri quasi carta bianca per l'arrivo dei nuovi giocatori. Il budget non sarà stellare ma sufficiente per realizzare alcuni sogni fuori portata per il Napoli. Tra tutti Nainggolan, cercato spesso anche negli anni scorsi dal mister, e Ljajic della Fiorentina. Dalla Campania potrebbe invece sbarcare a Milano un fedelissimo di Mazzarri: Zuniga, esterno colombiano classe 1985. Nonostante l'addio di Stramaccioni anche l'affare Paulinho dovrebbe ugualmente concludersi con il brasiliano pronto a sbarcare in Italia. Nella lista di Mazzarri ci sarebbe anche Allan dell'Udinese.&nbsp;5) Mazzarri è stato l'unico a sapere gestire Antonio Cassano. Ai tempi della Sampdoria il &quot;Pibe de Bari&quot; ha vissuto con lui la stagione più emozionante e al contrario dei tecnici che lo hanno preceduto e succeduto l'ex mister del Napoli non è mai stato vittima di nessuna &quot;cassanata&quot;. Il suo arrivo in nerazzurro potrebbe convincere il fantasista barese a fermarsi ancora a Milano e rispettare l'anno di contratto rimasto.&nbsp;]]></description>
  </item>  <item>
    <title>Il comunicato di Berlusconi letto da Biscardi (e la smentita del Milan)</title><ame:section_name><![CDATA[Calcio]]></ame:section_name>
<ame:section><![CDATA[http://sport.panorama.it/calcio]]></ame:section>
<link>http://sport.panorama.it/calcio/berlusconi-comunicato-processo-biscardi</link>
<guid isPermaLink="false">1075833</guid>
<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[Milan]]></category><category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category><category><![CDATA[Massimiliano Allegri]]></category><category><![CDATA[Aldo Biscardi]]></category><ame:pubDate>Mar, 21 Mag 2013 10:14:00 +0200</ame:pubDate>
    
<description><![CDATA[<img src="http://sport.panorama.it/files/images/sport/e/21413449-1/Il-comunicato-di-Berlusconi-letto-da-Biscardi-e-la-smentita-del-Milan_medium.jpg" alt="Calcio" /><br />&quot;Caro Aldo, mi scuso con te, con i giornalisti che avevano dato notizia del mio intervento al tuo “Processo”, ma ti riassumo, punto per punto, quello che avrei detto di persona: “Dopo il disastroso girone d’andata, prima della partita Napoli-Milan, ho convocato i dirigenti e l’allenatore del mio Milan ed ho detto, con estrema chiarezza, che bisognava assolutamente capovolgere la situazione e riassettare il Milan come società e come squadra e siccome credo di aver accumulato una molta esperienza in materia, ho specificato come avrei voluto che il Milan si schierasse in campo, diversamente da come aveva fatto fino a quel momento. I risultati di questa metamorfosi, modestia a parte, si sono visti da quella partita, ripeto, Napoli-Milan. La nostra squadra è passata dalla zona retrocessione, in cui era caduta, al terzo posto conquistato ieri sul filo di lana. Nel tuo processo avrei anche detto, ti prego di riferire le mie parole alla lettera, che ho predisposto già da domani un riassetto completo dei quadri tecnici e anche, se ci fosse bisogno, di più efficiente e completa riorganizzazione societaria&quot;.Questa la dichiarazione letta da Aldo Biscardi nel corso del &quot;Processo&quot;, del comunicato del Presidente del Milan, Sivlio Berlusconi, che di fatto esonera Allegri. Poco dopo però sul sito del Milan è arrivata la smentita ufficiale.&quot;Il Presidente Onorario&nbsp;Silvio Berlusconi comunica di non aver rilasciato, nella giornata odierna, nessun tipo di dichiarazione o di aver scritto alcuna lettera&nbsp;avente per oggetto il Milan&quot;.]]></description>
  </item>  <item>
    <title>Mourinho e Real, addio. Tre anni vissuti contro tutti</title><ame:section_name><![CDATA[Calcio]]></ame:section_name>
<ame:section><![CDATA[http://sport.panorama.it/calcio]]></ame:section>
<link>http://sport.panorama.it/calcio/node_1075779</link>
<guid isPermaLink="false">1075779</guid>
<ame:author><![CDATA[CAPUANO  ]]></ame:author><category><![CDATA[Barcellona]]></category><category><![CDATA[polemiche]]></category><category><![CDATA[mourinho]]></category><category><![CDATA[Real Madrid]]></category><category><![CDATA[Guardiola]]></category><ame:pubDate>Lun, 20 Mag 2013 21:45:00 +0200</ame:pubDate>
    
<description><![CDATA[<img src="http://sport.panorama.it/files/images/sport/o/21412171-3/Mourinho-e-Real-addio.-Tre-anni-vissuti-contro-tutti_medium.jpg" alt="Calcio" /><br />Divertire si sono divertiti. Non tanto in campo, dove una Liga, una Copa del Rey e una Supercoppa spagnola sono un bilancio insufficiente per chiunque sulla panchina del Real Madrid e a maggior ragione per Mourinho, però si sono divertiti. I 1.134 giorni di Mou a Valdebebas passeranno alla storia come i 'mille giorni in guerra con il mondo': giocatori, dirigenti, arbitri, colleghi, giornalisti. Mou contro tutti e tutti contro Mou: anche il Re di Spagna che se l'è presa non poco per non essere riuscito a consegnargli la medaglia (d'argento) dopo la finale persa contro l'Atletico.Non ha risparmiato nessuno l'ex Special One che, per la prima volta nella sua carriera, se ne va da un club senza lasciare un codazzo di vedove. Poco amato e molto odiato nello spogliatoio e dal pubblico esigente del Bernabeu. Poco vincente rispetto al passato. Meglio dimenticare e passare oltre, anche se raccontare questi tre anni, cominciati la notte del 22 maggio 2010 con la fuga sulla macchina di Florentino Perez, è comunque interessante e divertente. Ecco le guerra di Mou, nemico per nemico.IKER, PEPE E I GIOCATORI NEL MIRINO Il primo è stato Pedro Leòn, non convocato e insultato davanti ai giornalisti: &quot;Parlate di lui come se fosse Zidane o Maradona&quot;. Poi Khedira, colpevole della sconfitta contro il Levante. Quindi un monumento come Casillas, avvisato con una panchina per le sue telefonate di pace ai nemici Xavi e Puyol e fatto fuori senza possibilità di appello dopo essersi rotto il dito. Una scelta che gli ha inimicato mezza Spagna, ma lui imperturbabile: &quot;Nessun problema personale con Iker, ma preferisco Diego Lopez. E' meglio di lui&quot;. L'ultimo è stato Pepe che aveva difeso l'ex capitano: &quot;Pepe è un uomo frustrato&quot;. Mai più convocato. E c'è stata anche una volta in cui se l'è presa con tutti dopo aver perso le prime due gare della Liga: &quot;Non ho una squadra, li avrei cambiati tutti e undici&quot;.L'ODIATO BARCELLONANella storia resterà il leggendario &quot;Por qué? Por qué? Por qué?&quot; pronunciato dopo la semifinale Champions persa al Bernabeu. &quot;Pep ha vinto una Champions per la quale mi vergognerei&quot; ha detto Mou e ha scandalizzato tirando in ballo la sponsorizzazione Unicef sulle maglie blaugrana. Un chiodo fisso. Il calendario? &quot;Fatto da persone che si prendono gioco di noi&quot;. Gli arbitri? &quot;Il Barca è felice con Iturralde e il Real di sicuro meno&quot; alla vigilia di un Clasico.&nbsp;Ma anche il riconoscimento di aver sfidato &quot;la squadra più forte degli ultimi 30 anni&quot;. Complimento? A se&nbsp;stesso: &quot;Sono stato il primo con l'Inter a batterlo nel 2010&quot;. Incorreggibile.ARBITRINon basterebbe un'enciclopedia, basti allora ricordare la lista dei 13 (presunti) errori di Clos Gomez dopo un Real Madrid-Siviglia 1-0: &quot;Visto che nessuno della società parla lo faccio io&quot;. Oppure la furia contro il fischietto della semifinale di Copa del Rey contro il Barcellona (1-2) con tre rigori reclamati e un paio di espulsioni rovesciate: &quot;Non parlo dell'arbitro. Quello che ho sentito dire nello spogliatoio è che vincere qui è impossibile&quot;. Fotografato mentre aspetta il direttore di gara nello parcheggio del Camp Nou con aria minacciosa. Polemiche a non finire.LA PRIMA ESPULSIONEContro il Murcia in Copa del Rey per aver mandato a quel paese Paradas Romero. Poi ha perso il conto. Lo stesso arbitro lo ha espulso anche un anno più tardi contro il Villarreal. Nemico.COLLEGHI SERPENTIIn Italia aveva storpiato cognomi e provocato su età, conto in banca e palmarés. In Spagna non si è tirato indietro. A Tito Vilanova, allora secondo di Guardiola, ha addirittura infilato un dito nell'occhio al termine di un'infuocata Supercoppa agostana. Squalificato e poi graziato per la vittoria della nazionale all'Europeo, non si è mai scusato se non &quot;davanti al madridismo&quot;. Altre vittime? Manolo Preciado, tecnico dello Sporting, colpevole di aver regalato una vittoria al Barcellona. E Manuel Pellegrini, suo predecessore al Real: &quot;A me non accadrà come a lui, perché se il Madrid mi manda via non andrò al Malaga ma in un grande club in Italia o Inghilterra&quot;. Il top lo tocca attaccando addirittura Del Bosque, ct della nazionale: &quot;Io lavoro e non ho il tempo come lui di andare alle premiazioni&quot;.&quot;ANDRO' A CACCIA CON UN GATTO&quot;Modo non troppo gentile di spiegare che Benzema non bastava per il suo progetto tattico dopo l'infortunio di Higuain: &quot;Con un cane si va a caccia e con un gatto pure, ma un po' meno&quot;. Perez non lo accontenta se non con Adebayor preso all'ultimo istante e lui inventa Cristiano Ronaldo centravanti: &quot;Ho un solo attaccante in rosa e ci sono squadre che ne hanno cinque&quot;. Lamentoso.MOU E IL BERNABEU, C'ERAVAMO POCO AMATIFischiato a più riprese nell'ultima disastrosa stagione. Spaventato? Per nulla. &quot;Chi vorrà fischiarmi sappia che sarò in mezzo al campo domani alle 21:20 in punto&quot;. Aveva appena perso contro l'Alcoyano. Ci vanno in 5.000 ma lui non fa una piega. Con la freddezza del Bernabeu se l'era presa quasi subito. Belle parole per gli ultras e critiche per gli altri tifosi. Fischiato contro il Barcellona fa spallucce: &quot;Non li ascolto nemmeno&quot;.L'INTERROGATORIO AL GIORNALISTA SCOMODOAnton Meana di Radio Marca parla di divisioni nello spogliatoio del Real Madrid. Florentino Perez denuncia una campagna contro Mourinho e lui, insieme a cinque collaboratori, lo attacca duramente: &quot;Io sono un allenatore al top e tu un giornalista di merda&quot;.IL PORTAVOCEBasta il nome: Eladio Parames. Twitter è la sua arma e la usa contro un monumento come Valdano (&quot;E' il portavoce del Madrid e non di Mou&quot;), Dani Alves (&quot;asino&quot;) e arbitri scomodi. Esempio? &quot;Il padre di Ayza Gàmez non ha colpe del figlio che si ritrova&quot;.TRUCCHI, TRUCCHETTI E BRUTTE FIGUREIl Re di Spagna se l'è presa per aver dovuto consegnare la medaglia d'argento della Copa al vice Karanka e non al portoghese. Incidente diplomatico. La Fifa per la cerimonia del Pallone d'Oro snobbata nelle ultime due stagioni: &quot;Devo lavorare, ho una partita importante da preparare e non vado&quot;. Lo beccano a seguire gli allenamenti del figlio. Accusa la giuria di truccare il voto e non se lo rimangia. La Uefa lo tiene sotto osservazione da quando, ad Amsterdam, ordina a Sergio Ramos e Xabi Alonso di farsi ammonire e squalificare essendo il Real già qualificato: 120.000 euro di multa al club e 40.000 a lui più un turno di squalifica.]]></description>
  </item>  <item>
    <title>Evviva il 2° giorno di riposo</title><ame:section_name><![CDATA[Il Diario del Giro]]></ame:section_name>
<ame:section><![CDATA[http://sport.panorama.it/giro-italia-2013/diario-giro-2013-elia-viviani]]></ame:section>
<link>http://sport.panorama.it/giro-italia-2013/diario-giro-2013-elia-viviani/diario-elia-viviani-secondo-riposo</link>
<guid isPermaLink="false">1075711</guid>
<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[ciclismo]]></category><category><![CDATA[Giro d'Italia 2013]]></category><category><![CDATA[Elia Viviani]]></category><ame:pubDate>Lun, 20 Mag 2013 18:07:00 +0200</ame:pubDate>
    
<description><![CDATA[<img src="http://sport.panorama.it/files/images/sport/i/diario-elia-viviani-secondo-riposo/21410799-1/Evviva-il-2-giorno-di-riposo_medium.jpg" alt="Il Diario del Giro" /><br />Dopo la neve e le fatiche, oggi sole e massaggi. Poi via per l'ultima settimana]]></description>
  </item>  <item>
    <title>CLASSIFICA PANORAMA.IT - I verdetti della serie A senza errori arbitrali</title><ame:section_name><![CDATA[Moviola in campo - La classifica]]></ame:section_name>
<ame:section><![CDATA[http://sport.panorama.it/calcio/moviola-classifica-torti-arbitrali]]></ame:section>
<link>http://sport.panorama.it/calcio/moviola-classifica-torti-arbitrali/classifica-errori-arbitri-Panorama-Juventus-Milan-Fiorentina</link>
<guid isPermaLink="false">1075579</guid>
<ame:author><![CDATA[CAPUANO  ]]></ame:author><category><![CDATA[arbitri]]></category><category><![CDATA[classifica]]></category><category><![CDATA[Panorama]]></category><category><![CDATA[Nicchi]]></category><ame:pubDate>Lun, 20 Mag 2013 16:00:00 +0200</ame:pubDate>
                                                       
                
<description><![CDATA[<img src="http://sport.panorama.it/files/images/n/o/21408519-1/Siena-Milan_medium.jpg" alt="Moviola in campo - La classifica" /><br />Finalmente è finita. &quot;La mia squadra si è comportata bene&quot; ha sentenziato il presidente dell'Aia Nicchi, gongolante per la designazione di Rizzoli alla finale di Champions League tra Bayern Monaco e Borussia Dortmund. In realtà è stata una stagione lunga e difficile, con diversi episodi controversi e una chiusura al veleno per le scelte di Bergonzi in Siena-Milan. Veleni e sospetti che accompagnano da sempre il nostro calcio e che non potevano mancare anche quest'anno.Qual è il bilancio vero? Secondo il dossier di Panorama.it, che dall'inizio del campionato monitora il comportamento di fischietti e collaboratori, le gare condizionate da errori sono state almeno 59 su un totale di 380. Parliamo di circa il 15% dei match di serie A.&nbsp;Vale la tradizionale avvertenza che il parametro preso in considerazione sono le decisioni che avrebbero potuto cambiare concretamente il risultato (rigori non assegnati o che non c'erano, reti annullate o concesse per errore) e che la graduatoria fa riferimento alle moviole dei quotidiani sportivi italiani esprimendo non un valore oggettivo ma una tendenza.Quali sarebbero stati i verdetti senza errori? Nulla di diverso nella corsa allo scudetto con la Juventus campione d'Italia con qualche giornata d'anticipo. Qualche sorpresa più sotto scorrendo la classifica e, a sorpresa, la qualificazione ai preliminari di Champions League non per Milan o Fiorentina, le duellanti, ma per la Roma. Cambi anche nella corsa per salvarsi dove sarebbe stato penalizzato il Chievo (insieme a Pescara e Siena) e salvo il Palermo. Ecco comunque la graduatoria virtuale di Panorama.it:JUVENTUS &nbsp; &nbsp;87 (CAMPIONE D'ITALIA)NAPOLI &nbsp; 78 (CHAMPIONS LEAGUE)ROMA &nbsp; 66 (PRELIMINARI CHAMPIONS LEAGUE)FIORENTINA &nbsp; 65 (EUROPA LEAGUE)MILAN &nbsp; 64 (EUROPA LEAGUE)UDINESE &nbsp; 60LAZIO &nbsp; 57INTER &nbsp; 54CATANIA &nbsp;52PARMA &nbsp;51ATALANTA &nbsp;45BOLOGNA &nbsp;45CAGLIARI &nbsp; 44TORINO &nbsp; 43SAMPDORIA &nbsp; 41GENOA &nbsp; 41PALERMO &nbsp; 35CHIEVO &nbsp; 33 (RETROCESSIONE)SIENA &nbsp; 33 (RETROCESSIONE)PESCARA &nbsp; &nbsp;24 (RETROCESSIONE)]]></description>
  </item>  <item>
    <title>Luna Rossa, spettacolo a San Francisco</title><ame:section_name><![CDATA[America's Cup 2013]]></ame:section_name>
<ame:section><![CDATA[http://sport.panorama.it/americas-cup-2013]]></ame:section>
<link>http://sport.panorama.it/americas-cup-2013/Luna-Rossa-San-Francisco</link>
<guid isPermaLink="false">1075641</guid>
<ame:author><![CDATA[RITA FENINI ]]></ame:author><category><![CDATA[San Francisco]]></category><category><![CDATA[vela]]></category><category><![CDATA[Luna Rossa]]></category><ame:pubDate>Lun, 20 Mag 2013 15:59:00 +0200</ame:pubDate>
                                        
<description><![CDATA[<img src="http://sport.panorama.it/files/images/b/i/big_lunarossasf13cb_05826-1/21407387-1/big_LunaRossaSF13cb_05826-1_medium.jpg" alt="America's Cup 2013" /><br />Le spettacolari immagini di&nbsp;Luna Rossa nella Baia di San Francisco: un allenamento iniziato la mattina presto, durato tre ore e con condizioni di vento favorevoli. Max Sirena, skipper di Luna Rossa Challenge 2013 ha dichiarato: “E’ stata una giornata ideale per la prima navigazione; da un punto di vista tecnico abbiamo potuto testare e verificare sicurezza, carichi e manovre della barca. Ma è stata un’ uscita particolarmente significativa da un punto di vista psicologico: era importante che l’equipaggio ricominciasse a navigare sull’AC72 e riprendesse il ritmo normale di preparazione in vista degli appuntamenti agonistici ormai imminenti&quot;]]></description>
						    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    		<galleryNumber>8</galleryNumber>
	<galleryPreview>
																    								<image>
					<title> Credits: Carlo Borlenghi /Luna Rossa</title>
					<url>http://www.panorama.it/images/b/i/big_lunarossasf13cb_05826-1/21407387-1/big_LunaRossaSF13cb_05826-1_feed_gal_prev.jpg</url>
				</image>
																			    								<image>
					<title> Credits: Carlo Borlenghi /Luna Rossa</title>
					<url>http://www.panorama.it/images/b/i/big_lunarossasf13cb_05887/21407411-1/big_LunaRossaSF13cb_05887_feed_gal_prev.jpg</url>
				</image>
																			    								<image>
					<title> Credits: Carlo Borlenghi /Luna Rossa</title>
					<url>http://www.panorama.it/images/b/i/big_lunarossasf13cb_05673/21407435-1/big_LunaRossaSF13cb_05673_feed_gal_prev.jpg</url>
				</image>
																															</galleryPreview>  </item>  <item>
    <title>Campionato 2012-2013: Chi l'mvp?</title><ame:section_name><![CDATA[Calcio]]></ame:section_name>
<ame:section><![CDATA[http://sport.panorama.it/calcio]]></ame:section>
<link>http://sport.panorama.it/calcio/miglior-calciatore-campionato</link>
<guid isPermaLink="false">1075517</guid>
<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[calcio]]></category><category><![CDATA[campionato]]></category><category><![CDATA[Serie A]]></category><ame:pubDate>Lun, 20 Mag 2013 14:31:00 +0200</ame:pubDate>
                                                       
                
<description><![CDATA[<img src="http://sport.panorama.it/files/images/m/a/21407041-1/Mario-Balotelli_medium.jpg" alt="Calcio" /><br />In un campionato con sempre meno stelle di fama internazionale diventa complesso stabilire chi sia stato il miglior giocatore della stagione. Alcuni però hanno fatto meglio degli altri.]]></description>
  </item>  <item>
    <title>Dossier Milan: tutti i rigori della stagione </title><ame:section_name><![CDATA[Calcio]]></ame:section_name>
<ame:section><![CDATA[http://sport.panorama.it/calcio]]></ame:section>
<link>http://sport.panorama.it/calcio/dossier-rigori-milan</link>
<guid isPermaLink="false">1075433</guid>
<ame:author><![CDATA[DARIO PELIZZARI ]]></ame:author><category><![CDATA[arbitri]]></category><category><![CDATA[Siena]]></category><category><![CDATA[rigori]]></category><category><![CDATA[Milan]]></category><category><![CDATA[Fiorentina]]></category><ame:pubDate>Lun, 20 Mag 2013 13:03:00 +0200</ame:pubDate>
                                                       
                
<description><![CDATA[<img src="http://sport.panorama.it/files/images/m/a/mario-balotelli-cagliari-milan/19311807-1/Mario-Balotelli-Cagliari-Milan_medium.jpg" alt="Calcio" /><br />Parola di Marcello Nicchi, numero uno delle giacchette nere italiane: &quot;Le qualificazioni, così come le retrocessioni - ha detto il presidente dell'Aia poco fa ai microfoni della trasmissione radiofonica Radio Anch'io Sport - non le decidono gli arbitri, perché se una squadra riguarda il suo percorso si accorge di qualche partita sbagliata durante la stagione&quot;. E a proposito delle polemiche sulla direzione di Bergonzi in Siena-Milan, tutto chiaro: &quot;Il rigore concesso ai rossoneri contro il Siena? In merito a quell'episodio e in relazione alla trattenuta in area dl Milan ho segnalazione che il gioco in quest'ultimo caso fosse fermo.&nbsp;Se questo mi venisse confermato, il confronto tra i due episodi assumerebbe un valore diverso e il livello della prestazione di Bergonzi salirebbe moltissimo. Detto questo, su un centinaio di decisioni un arbitro può anche sbagliarne alcuni, consapevoli che il calcio giocato non è quello che vediamo in televisione&quot;. Rigore Milan, gol di Balotelli e rossoneri in Champions League, mentre a Firenze si mastica amaro per un traguardo sfumato negli ultimi minuti a causa di una decisione arbitrale (quella di Bergonzi) che non mette tutti d'accordo. Milan &quot;graziato&quot;, oppure no?I numeri. Undici rigori assegnati a favore, sei contro. Il Milan guida la classifica dei penalty concessi in Serie A, a pari merito con Juventus e Napoli. Tuttavia, i rossoneri sono stati infallibili (o quasi) dal dischetto, realizzando dieci tiri dal dischetto, contro gli otto dei bianconeri e i sette dei partenopei. A Balotelli il titolo di killer dagli undici metri. Per il centravanti ex City, sei centri su sei. Seguono Pazzini (tre su tre) e Robinho (uno su uno). L'unico errore della stagione porta la firma di Pato.&nbsp;Il bilancio definitivo. Lo dicono le analisi del giorno dopo. I sei rigori concessi alle squadre che hanno giocato contro il Milan c'erano tutti. Dal primo all'ultimo. In più. va segnalato che sono stati quattro gli interventi che avrebbero dovuto essere sanzionati con la massima punizione e che invece hanno avuto altra destinazione d'uso. Di contro, degli undici penalty assegnati ai rossoneri, soltanto sei sono ineccepibili. Anche se anche la formazione di Allegri può recriminare per la decisione di non intervenire su quattro interventi che avrebbero meritato altre scelte. Ecco, nel dettaglio, come sono andate le cose nel corso della stagione.&nbsp;1/9/2012: Bologna-Milan 1-3 &nbsp;(rigore Milan, rigore Bologna)Tagliavento concede un rigore inesistente a Pazzini sullo 0-0 per un presunto fallo di Cherubin. Il fallo è dell'attaccante rossonero. Giusto invece il penalty concesso al Bologna. Diamanti viene abbattuto da Nocerino con un calcione.&nbsp;15/9/2012: Milan-Atalanta 0-1Rigore non concesso al Milan per fallo evidente di Raimondi su Boateng. Orsato lascia proseguire.23/9/2012: Udinese-Milan 1-2&nbsp;(rigore Udinese)Giusto il rigore concesso ai friulani per fallo di Zapata su Ranegie. Tuttavia, l'azione era proseguita con la palla che era stata calciata in gol da Di Natale. Chiara azione di vantaggio da non fermare.&nbsp;26/9/2012: Milan-Cagliari 2-0De Marco non fischia un &quot;appoggio&quot; in area rossonera di Traore su Pisano. Il contatto c'è: il rigore non è sacrosanto, ma poteva essere fischiato.&nbsp;27/10/2012: Milan-Genoa 1-0Al 44' del primo tempo Bovo impedisce il movimento a Pato in area, trattenendolo per la maglia. Rigore sì o rigore no? L'arbitro Mazzoleni non fischia. Ci poteva stare.&nbsp;30/10/2012: Palermo-Milan 2-2&nbsp;(rigore Palermo)Corretta la decisione del direttore di gara Rizzoli, che sanziona con la massima punizione l'intervento di Abate su Miccoli. Braccia larghissime. Giusto il rigore per i rosanero.&nbsp;11/11/2012: Milan-Fiorentina 1-3&nbsp;(rigore Milan)Romeo dice bene, il rigore su Pato c'è. Roncaglia sbaglia i tempi dell'intervento. Il Papero però non ne approfitta: spedisce alto.&nbsp;25/11/2012: Milan-Juventus 1-0&nbsp;(rigore Milan)A fine partita, lo ammette lo stesso Allegri: il rigore assegnato al Milan si poteva anche non assegnare. Cross di Boateng, testa di Nocerino e intervento di Isla, che non è chiaro se tocchi la palla con l'ascella o con il fianco. In ogni caso, più sì che no.&nbsp;30/11/2012: Catania-Milan 1-3Sbagliata la decisione di non punire l'entrata di Alvarez su Nocerino al minuto numero 17 del secondo tempo. Il rigore andava assegnato e il difensore del Catania andava espulso per chiara occasione da gol.&nbsp;22/12/2012: Roma-Milan 4-2&nbsp;(rigore Milan)Bene Rocchi quando decide per il rigore ai rossoneri. Goicoechea atterra Pazzini che non è in fuorigioco.&nbsp;6/1/2013: Milan-Siena 2-1&nbsp;(rigore Milan)Generosissimo il penalty concesso dall'arbitro Calvarese per il presunto fallo di Felipe su Pazzini. La sensazione è che il centravanti rossonero si lasci andare troppo facilmente.3/2/2013: Milan-Udinese 2-1&nbsp;(rigore Milan)Minuto 93. Hertaux entra in scivolata su El Shaarawy, che s'invola verso la porta avversaria. Sarebbe calcio d'angolo per il Milan, ma Valeri sceglie per il rigore. Inesistente.10/2/2013: Cagliari-Milan 1-1&nbsp;(rigore Milan)Giusta la decisione del direttore di gara Giannoccaro, che punisce la folle entrata di Astori su Balotelli. Rigore ed espulsione per il difensore della formazione sarda.&nbsp;2/3/2013: Milan-Lazio 3-0Marchetti tocca El Shaarawy, che cade a terra in area di rigore. Rizzoli sceglie di concedere il vantaggio. Tira Pazzini, salva Biava. Decisione che non convince completamente.8/3/2013: Genoa-Milan 0-2Doppio brivido Niang. Che prima tocca col braccio un pallone rivolto in area a Borriello. E poco dopo spinge in modo irregolare Grandqvist che stava per colpire di testa. Due rigori piuttosto chiari che Damato decide di non assegnare.&nbsp;17/3/2013: Milan-Palermo 2-0&nbsp;(rigore Milan)Fallo evidente di Aronica su Balotelli. Ineccepibile la decisione dell'arbitro Peruzzo di assegnare il rigore alla formazione rossonera.&nbsp;7/4/2013: Fiorentina-Milan 2-2&nbsp;(due rigori Fiorentina)Due rigori per la squadra di Montella. Ci sono entrambi. Il primo per un fallo ingenuo di De Sciglio su Cuadrado. Il secondo per uno sgambetto di Nocerino. Ci sarebbe anche un penalty per il Milan, per un tocco di gomito di Roncaglia. Tagliavanto la pensa diversamente.&nbsp;14/4/2013: Milan-Napoli 1-1Flamini salta in area con le braccia larghe e tocca il pallone con il braccio destro. Rocchi decide per l'involontarietà, ma sarebbe stato più corretto assegnare il rigore&nbsp; per il Napoli.&nbsp;21/4/2013: Juventus-Milan 1-0&nbsp;(rigore Juventus)Giusto il penalty concesso da Banti per punire l'uscita di Amelia su Asamoah. Tutto chiaro. Segna Vidal.&nbsp;28/4/2013: Milan-Catania 4-2&nbsp;(rigore Milan)Tocco di mano di Legrottaglie, che tiene le braccia larghe. Rigore non chiarissimo, ma che ci poteva stare. Trasforma Balotelli.&nbsp;8/5/2013: Pescara-Milan 0-4&nbsp;(rigore Milan)Netto il rigore concesso dall'arbitro Russo per l'intervento di Cosic su Nocerino.&nbsp;12/5/2013: Milan-Roma 0-0&nbsp;Entrata in scivolata di Constant su Lamela, che viene agganciato dal difensore rossonero in piena area di rigore al minuto 83. Rocchi dice che non c'è nulla da fischiare.&nbsp;19/5/2013: Siena-Milan 1-2&nbsp;(rigore Milan)Al 20' del primo tempo, Ambrosini trattiene Vitiello in area. Sarebbe rigore, ma non è chiaro se il gioco fosse stato interrotto oppure no. Nel finale, cross di De Sciglio e contatto tra Felipe e Balotelli. Il difensore brasiliano tira leggermente la maglia di Supermario, che cade troppo facilmente. Bergonzi indica il dischetto e Balotelli realizza.&nbsp;]]></description>
  </item>  <item>
    <title>Campionato 2012-2013: le pagelle</title><ame:section_name><![CDATA[Calcio]]></ame:section_name>
<ame:section><![CDATA[http://sport.panorama.it/calcio]]></ame:section>
<link>http://sport.panorama.it/calcio/pagelle-campionato-serie-a</link>
<guid isPermaLink="false">1075421</guid>
<ame:author><![CDATA[REDAZIONE  ]]></ame:author><category><![CDATA[calcio]]></category><category><![CDATA[campionato]]></category><category><![CDATA[pagelle]]></category><category><![CDATA[Serie A]]></category><ame:pubDate>Lun, 20 Mag 2013 12:26:00 +0200</ame:pubDate>
    
<description><![CDATA[<img src="http://sport.panorama.it/files/images/sport/a/21404375-1/Campionato-2012-2013-le-pagelle_medium.jpg" alt="Calcio" /><br />10 - Alla Juventus Campione d'Italia e la lode al suo allenatore, vero protagonista di questo ritorno in vetta dei bianconeri dopo anni di magra. In Italia a meno di miracoli, anche l'anno prossimo la partita sembra chiusa, con il terzo scudetto di fila. La vera sfida però per la Vecchia Signora si chiama Europa, si chiama Champions League. Perché la Juventus è tornata grande.9 - A Totò Di Natale che anche quest'anno ha segnato l'abituale valanga di gol (23). Avrà chiuso con la Nazionale, avrà detto anche di no ai grandi club, ma resta il più forte attaccante italiano in circolazione. Alla faccia pure della carta d'identità. Monumento.8 - A Vincenzo Montella capace, dopo aver dato spettacolo a Catania, di prendere in mano una Fiorentina rifatta da capo ed assemblare la squadra che ha espresso il più bel calcio del campionato.Alla faccia di quelli che sostengono ci vogliano mesi per fare una grande squadra.7 - A Massimiliano Allegri dato per morto in zona retrocessione dopo 9 giornate ed abile nel portare (con qualche aiutino...) il Milan alla Champions League. Senza Ibra e Thiago Silva ha lanciato giovani, dato un'identità al gruppo, gestito lo spogliatoio ed il cambio generazionale, persino fatto maturare Balotelli. Alla Roma (dicono) farà bene6 - Agli arbitri, che sono sempre con il fucile puntato, ma che alla fine non sono di certo inferiori a quella che è la media europea, anzi, mondiale. Certo, la moviola in campo aiuterebbe, ma di certo non sono loro a non volerla. La notizia che sarà Rizzoli ad arbitrare la finale di Champions League dimostra la bontà del movimento5 - Alla partita alle 12.30. Un orario che non piace a nessuno, giocatori o spettatori. I primi stanno più o meno ancora dormendo, i secondi sono seduti a tavola a pranzo da mamma...4 - All'annosa storia del numero degli scudetti della Juventus: 29, no 31. Una polemica che ha davvero stufato. Quindi, dato che sono tutti convinti di avere ragione, non è meglio fermarsi3 - All'Inter di Stramaccioni, anzi: all'Inter e a Stramaccioni. 16 sconfitte, 9° posto in classifica, 57 gol subiti. I numeri parlano, il resto sono tutte scuse. Come quelle di Zeman, arrivato sulle Ali dell'entusiasmo e cacciato dalla sua Roma per disperazione.2 - Al calcio italiano in Europa. Un disastro. E la distanza dalle grandi tende ad aumentare sempre di più.1 - Alle scommesse clandestine che per i magistrati, continuano a minare la credibilità e la regolarità del nostro campionato. Non ci sono altre inchieste in vista, ma il male c'è e sembra purtroppo incurabile0 - Ai &quot;buu razzisti&quot;. Incommentabili, ingiudicabili.]]></description>
  </item>  <item>
    <title>Il futuro delle panchine di serie A</title><ame:section_name><![CDATA[Calciomercato]]></ame:section_name>
<ame:section><![CDATA[http://sport.panorama.it/calciomercato]]></ame:section>
<link>http://sport.panorama.it/calciomercato/Il-futuro-delle-panchine-di-serie-A</link>
<guid isPermaLink="false">1075307</guid>
<ame:author><![CDATA[MATTEO POLITANÒ ]]></ame:author><category><![CDATA[Roma]]></category><category><![CDATA[juventus]]></category><category><![CDATA[inter]]></category><category><![CDATA[Milan]]></category><category><![CDATA[calciomercato]]></category><category><![CDATA[allenatori]]></category><ame:pubDate>Lun, 20 Mag 2013 11:40:00 +0200</ame:pubDate>
    
<description><![CDATA[<img src="http://sport.panorama.it/files/images/sport/l/21402541-1/Il-futuro-delle-panchine-di-serie-A_medium.jpg" alt="Calciomercato" /><br />Si attendono novità sul futuro di Mazzarri per capire le scelte di Roma e Milan: Allegri verso l'addio ai rossoneri, Benitez verso Napoli]]></description>
  </item>  <item>
    <title>Il meglio del campionato in 10 foto</title><ame:section_name><![CDATA[Calcio]]></ame:section_name>
<ame:section><![CDATA[http://sport.panorama.it/calcio]]></ame:section>
<link>http://sport.panorama.it/calcio/Il-meglio-del-campionato-in-10-foto</link>
<guid isPermaLink="false">1075201</guid>
<ame:author><![CDATA[MATTEO POLITANÒ ]]></ame:author><category><![CDATA[Roma]]></category><category><![CDATA[calcio]]></category><category><![CDATA[juventus]]></category><category><![CDATA[inter]]></category><category><![CDATA[Milan]]></category><ame:pubDate>Lun, 20 Mag 2013 11:21:00 +0200</ame:pubDate>
                                        
<description><![CDATA[<img src="http://sport.panorama.it/files/images/p/e/pereira/21401363-1/pereira_medium.jpg" alt="Calcio" /><br />]]></description>
						    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    		<galleryNumber>10</galleryNumber>
	<galleryPreview>
																    								<image>
					<title>Pereira è l'emblema della stagione fallimentare dell'Inter: pagato oltre 10 milioni di euro non ha mai convinto in maglia nerazzurra Credits: Ansa</title>
					<url>http://www.panorama.it/images/p/e/pereira/21401363-1/pereira_feed_gal_prev.jpg</url>
				</image>
																			    								<image>
					<title>Di Natale da record: per il quarto anno di fila segna più di 20 gol in serie A, quest'anno sono 23 i centri Credits: Getty Images</title>
					<url>http://www.panorama.it/images/d/i/di-natale/21401387-1/di-natale_feed_gal_prev.jpg</url>
				</image>
																			    								<image>
					<title>I giocatori della Fiorentina salutano i tifosi a Siena. La Champions League è sfumata nel recupero ma gli uomini di Montella sono stati comunque protagonisti di una stagione strepitosa Credits: Getty Images</title>
					<url>http://www.panorama.it/images/f/i/fiorentina/21401411-1/fiorentina_feed_gal_prev.jpg</url>
				</image>
																																									</galleryPreview>  </item>  <item>
    <title>Ecco perché (non) resta Stramaccioni</title><ame:section_name><![CDATA[Calcio]]></ame:section_name>
<ame:section><![CDATA[http://sport.panorama.it/calcio]]></ame:section>
<link>http://sport.panorama.it/calcio/moratti-stramaccioni-inter</link>
<guid isPermaLink="false">1075131</guid>
<ame:author><![CDATA[REDAZIONE  ]]></ame:author><category><![CDATA[calcio]]></category><category><![CDATA[inter]]></category><category><![CDATA[Walter Mazzarri]]></category><category><![CDATA[Andrea Stramaccioni]]></category><ame:pubDate>Lun, 20 Mag 2013 10:11:00 +0200</ame:pubDate>
    
<description><![CDATA[<img src="http://sport.panorama.it/files/images/sport/o/21400879-1/Ecco-perche-non-resta-Stramaccioni_medium.jpg" alt="Calcio" /><br />Il da poco scomparso Catalano, a modo suo, avrebbe detto questo: &quot;E' meglio avere un allenatore, bravo, di esperienza, vincente e fortunato, che uno scarso, alle prime armi, che perde sempre e porta rogna&quot;.Lapalissiano, fino all'ironia. Ma all'Inter a quanto pare un concetto tanto semplice fa fatica a diventare realtà. Ricapitoliamo... La squadra nerazzurra ha chiuso ieri la stagione al 9° posto dietro non solo alle grandi ma anche (con tutto il rispetto) a squadre dal budget e dal blasone meno altisonante (Catania e Udinese). 16 sconfitte totali, 57 reti subite, un infortunio a partita, un mercato pessimo, i tifosi che hanno esaurito la pazienza. Un disastro.Andrea Stramaccioni da mesi va ripetendo la stessa cantilena: &quot;ci sono stati troppi infortuni, è una stagione sfortunata, non potete giudicarmi...&quot; Una difesa che il presidente, Massimo Moratti, ha sempre fatto sua, giusitificando come mai visto prima il &quot;suo&quot; allenatore (ricordatevi quel &quot;suo&quot; tra virgolette, ci ritorneremo più tardi).Si, perché Gasperini e Benitez, tanto per fare deu nomi recenti, sono stati silurati per molto, ma davvero molto meno. Gasperini perché aveva osato insistere sulla difesa a 3. Un'autentica eresia, che per Stramaccioni è stata depenalizzata, fino a farla diventare schema ideale. Oppure Benitez, colpevole di aver chiesto 5 acquisti per gennaio, e che ha appena sollevato il suo ennesimo trofeo europeo con il Chelseae che potrebbe allenare il Napoli la prossima stagione. Una richiesta folle per la dirigenza nerazzurra che mise Leonardo al quale comprò (guarda caso) tre settimane dopo proprio 5 giocatori.Perché? Perché agli altri il bastone e a Stramaccioni la carota? La spiegazione, a sentire le voci che girano nei corridoi del mondo del pallone, è una sola. Perché Benitez e Gasperini non sono stati scelti da Moratti (si dice che siano stati indicati da Marco Branca), mentre Stramaccioni si, è il &quot;suo&quot; allenatore..Va aggiunto che il patron nerazzurro forse dopo aver cambiato troppo vuole dare continuità. Un nobile gesto. Ma non si può fare a meno di osservare quanto detto ieri da Mazzarri nel post partita: &quot;Il mio ciclo a Napoli è finito. Adesso non so cosa farò. Potrei valutare alcune proposte, programmi, vedo che sensazioni brividi e stimoli mi danno. Altrimenti potrei stare fermo qualche mese&quot;.Se non è un invito, o un'autocandidatura poco ci manca.Catalano la pensa così: &quot;E' meglio avere un allenatore, bravo, di esperienza, vincente e fortunato, che uno scarso, alle prime armi, che perde sempre e porta rogna&quot;.La palla a Moratti, ed al suo orgoglio.]]></description>
  </item>  <item>
    <title>Giro d'Italia: la fatica e la neve sul Galibier</title><ame:section_name><![CDATA[Giro d'Italia 2013]]></ame:section_name>
<ame:section><![CDATA[http://sport.panorama.it/giro-italia-2013]]></ame:section>
<link>http://sport.panorama.it/giro-italia-2013/Neve-galibier</link>
<guid isPermaLink="false">1075141</guid>
<ame:author><![CDATA[RITA FENINI ]]></ame:author><category><![CDATA[maltempo]]></category><category><![CDATA[ciclismo]]></category><category><![CDATA[Giro d'Italia 2013]]></category><category><![CDATA[Co du Galibier]]></category><ame:pubDate>Lun, 20 Mag 2013 09:36:00 +0200</ame:pubDate>
                                        
<description><![CDATA[<img src="http://sport.panorama.it/files/images/a/a/00apregiroitalia/21400407-2/00apregiroitalia_medium.jpg" alt="Giro d'Italia 2013" /><br />Non bastava la fatica, non bastavano i 4000 metri di dislivello della tappa di ieri, non bastava quel nome: col du Galibier, una delle montagne più temute dai ciclisti di tutto il mondo. No, non bastava. E così il Giro d'Italia ieri ha raccontato un'aktra di quelle tappe che sconfinano con la leggenda. Colpa, anzi, merito, della neve che ha accompagnato i corridori all'arrivo. Vincotiri e vinti, comunque eroi]]></description>
						    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    	        	    		    		<galleryNumber>8</galleryNumber>
	<galleryPreview>
																    								<image>
					<title>Giovanni Visconti corre sotto una tempesta di neve la 15 ° tappa del 96 ° Giro d'Italia, da Cesana Torinese a Les Granges du Galibier, Francia, 19 maggio 2013. Un tifoso seminudo lo segue correndo... Credits: ANSA /Daniel Dal Zennaro</title>
					<url>http://www.panorama.it/images/a/a/00apregiroitalia/21400407-2/00apregiroitalia_feed_gal_prev.jpg</url>
				</image>
																			    								<image>
					<title>Mauro Santambrogio taglia il traguardo della quattordicesima tappa del 96 ° Giro d'Italia, da Cervere a Bardonecchia, 18 maggio 2013 Credits: ANSA /Luca Zennaro</title>
					<url>http://www.panorama.it/images/a/b/1bisgiroitalia/21400383-1/1bisgiroitalia_feed_gal_prev.jpg</url>
				</image>
																			    								<image>
					<title>Visconti &amp;quot;nel segno di Pantani&amp;quot; (che quindici anni fa sul Galibier scrisse&amp;nbsp; la pagina più bella della storia del Tour de France). Les Granges du Galibier, Francia, 19 maggio 2013 Credits: ANSA /Daniel Dal Zennaro</title>
					<url>http://www.panorama.it/images/a/i/1iroitalia/21400455-1/1iroitalia_feed_gal_prev.jpg</url>
				</image>
																															</galleryPreview>  </item>  <item>
    <title>15^ tappa - e sul Galibier ecco la neve</title><ame:section_name><![CDATA[Il Diario del Giro]]></ame:section_name>
<ame:section><![CDATA[http://sport.panorama.it/giro-italia-2013/diario-giro-2013-elia-viviani]]></ame:section>
<link>http://sport.panorama.it/giro-italia-2013/diario-giro-2013-elia-viviani/diario-elia-viviani-galibier</link>
<guid isPermaLink="false">1075105</guid>
<ame:author><![CDATA[]]></ame:author><category><![CDATA[ciclismo]]></category><category><![CDATA[Giro d'Italia 2013]]></category><category><![CDATA[Elia Viviani]]></category><category><![CDATA[Galibier]]></category><ame:pubDate>Lun, 20 Mag 2013 09:35:00 +0200</ame:pubDate>
    
<description><![CDATA[<img src="http://sport.panorama.it/files/images/sport/i/diario-elia-viviani-galibier/21400549-1/15-tappa-e-sul-Galibier-ecco-la-neve_medium.jpg" alt="Il Diario del Giro" /><br />E' stata davvero la tappa più dura, e non solo per il dislivello]]></description>
  </item>  <item>
    <title>Il campionato 2012-2013 dalla A alla Z</title><ame:section_name><![CDATA[Calcio]]></ame:section_name>
<ame:section><![CDATA[http://sport.panorama.it/calcio]]></ame:section>
<link>http://sport.panorama.it/calcio/Campionato-dalla-A-alla-Z-serie-A</link>
<guid isPermaLink="false">1075043</guid>
<ame:author><![CDATA[CAPUANO  ]]></ame:author><category><![CDATA[razzismo]]></category><category><![CDATA[campionato]]></category><category><![CDATA[alfabeto]]></category><category><![CDATA[Serie A]]></category><category><![CDATA[conte]]></category><category><![CDATA[Zeman]]></category><category><![CDATA[Is Arenas]]></category><ame:pubDate>Dom, 19 Mag 2013 20:22:00 +0200</ame:pubDate>
                                                       
                
<description><![CDATA[<img src="http://sport.panorama.it/files/images/n/o/21398731-1/Cagliari_medium.jpg" alt="Calcio" /><br />Non è stata una stagione esaltante. Merito della Juventus che l'ha dominata da cima a fondo e colpa delle altre che si sono via via dissolte senza tenere il confronto con la banda di Antonio Conte. Applausi doverosi a chi ha vinto, dunque, ma sarà il caso di ripensare qualcosa per evitare in futuro lo spettacolo di un campionato deciso praticamente in ogni sua volata a 180 minuti dalla fine. Il problema è comune anche al resto d'Europa con l'aggravante tutta nostra di una crisi economica che ci sta impoverendo sempre più: se vengono a mancare anche pathos ed emozioni...Non ci siamo divertiti, insomma, ma non per questo non vale la pena mandare agli archivi la stagione provando a raccontarla per capitolo, dalla A alla Z: storie, protagonisti, polemiche, sorprese e delusioni. Ecco l'alfabeto della nostra serie A:A come ARBITRI - Scontato ma non troppo. Non sono stati un disastro e però nemmeno quella garanzia raccontata dal presidente dell'Aia Nicchi. No, si continua a sbagliare ancora troppo e hanno tradito soprattutto gli internazionali. Memorabili alcune topiche e pure alcune incazzature old style di Moratti, Della Valle, Zamparini e, a rotazione, tanti altri. C'erano gli arbitri di porta: rimandati a settembre. Come minimo.B come BALOTELLI - Forse banale, ma Raiola non aveva tutti i torti: &quot;Senza Mario la Premier ha perso il 50% del suo valore&quot;. Per il Milan è stato un affare, lui ha fatto collezione di gol, rigori, ammonizioni, smentite ufficiali (del suo club ad ogni 'balotellata') e multe per cori razzisti. B anche come beatificazione. Processo insopportabile: non era un 'bad boy' prima e non è un uomo maturo adesso. Potenza dei media...C come CONTE/CAROBBIO - Un anno fa scrutavamo nel fango del calcioscommesse per capire cosa sarebbe accaduto. Oggi ci siamo quasi dimenticati di Carobbio, delle sue confessioni, dei quattro mesi senza calcio di Conte e dei cinque che sono seguiti alla fine della squalifica nei quali il tecnico della Juventus è diventato un allenatore top. A proposito di C come calcioscommesse,&nbsp;un anno dopo siamo ancora qui a scrutare nella melma. Mauri, Ranocchia, Lazio, Genoa: cosa accadrà?D come DI NATALE - Mettiamo lui in rappresentanza della vecchia guardia che comprende anche Totti e Klose, solo per citarne altri due e accumunarli in un terzetto da 50 gol complessivi. Totò da solo ne ha fatti 103 nelle ultime quattro stagioni ma, causa età, il suo cartellino non ha prezzo. Tra dodici mesi saremo qui a scannarci per i 23 da mandare in Brasile al Mondiale. Prandelli prenda nota che la gioventù da sola non è garanzia di qualità. Prenda nota e ripeta come un mantra.E come ERBA SINTENTICA - Dall'estate del 1990 era un tormentone che ci accompagnava. Quasi un amico di famiglia di quelli che un paio di volte all'anno si fanno vedere ed è come una rimpatriata.&nbsp;Niente, ci hanno tolto anche questo. E' bastato mettere un po' di erba sintetica nel prato di San Siro e il tormentone è finito. Al bar sport chiederebbero perché non ci hanno pensato prima. Già, perché?F come FEMORALE - Nel senso di bicipite femorale, destro o sinistro senza troppe preferenze. Strappo, stiramento, elongazione, affaticamento: all'Inter hanno scritto una vera e propria enciclopedia ma anche altrove non si sono fatti mancare nulla. Allo stesso capitolo anche F come frasi fatte. Ad esempio: &quot;Si gioca troppo e bisognerebbe ridurre i calendari&quot;. Ah ah ah ah...G come GELSOMINO - Si chiama William Gelsomino e il 6 maggio si è presentato, unico, a tifare il retrocesso Pescara a Marassi. Lui, la sua bandiera e il telefonino in mano per chiamare casa ad ogni inquadratura della tv. Erede di Arrigo Brovedani, 10 dicembre 2012, da Udine sempre a Marassi per sostenere da solo la squadra di Guidolin. Citati perché fare i tifosi tra tessere, pay tv, anticipi, posticipi e amenità varie è impresa da eroi.H come HANDICAP - Senza i 6 punti di penalizzazione causa calcioscommesse il Siena avrebbe chiuso il campionato a quota 36 punti molto vicino a&nbsp;Genoa e Torino e non retrocesso con un mese di anticipo. Ovviamente non esiste la prova scientifica che lle cose non sarebbero andate diversamente, però è la risposta a chi in estate aveva definito ridicola alcune sentenze. In pratica il Siena è stato retrocesso con sentenza differita.I come IS ARENAS - &quot;Ho fatto tutto d'estate, così al rientro prefetto e questore si trovano tutto concluso. E poi lo sai che il temporaneo in Italia è sempre definitivo, no?&quot;. Così parlava Cellino con Lotito in un'intercettazione telefonica. Non è andata così. Di definitivo c'è stato solo il calvario immeritato dei tifosi del Cagliari e la vergogna di una Lega Calcio che ha accettato l'iscrizione dei sardi senza garanzie.L come LOTITO - Idolo incontrastato. Ha perso in Parlamento non riuscendo a farsi votare la legge sugli stadi privati, ha vinto in Lega Calcio mettendo in minoranza Juve e Inter insieme e alla fine ha condotto la solita intelligente stagione low cost. Noi, però, lo premiamo per la frase-cult del campionato riferita a Petkovic:&nbsp;&quot;Perché lui? Ha grande moralità, ha lavorato anche nella Caritas e parla cinque-sei lingue&quot;. Leggendario.M come MAGGIANI - Lo mettiamo per solidarietà con la categoria degli assistenti di linea anche se il suo pomeriggio del 28 ottobre è stato così disastroso da sembrare finto. &quot;Maggiani è tifoso della Juve&quot; hanno scritto per settimane scandagliando la sua vita privata. Risultato? Maggiani+Juve vale 68.000 citazioni su Google. Dai, si faceva per scherzare...N come NEREO ROCCO - Dal 1961-1962 nessuna squadra riesce a chiudere il campionato battendo almeno una volta tutti gli avversari. L'ultimo a firmare l'impresa è stato il Milan di Rocco. La Juventus ha gettato al vento il record cadendo a Marassi contro la Sampdoria all'ultima giornata. Peccato perché questo e altri primati avrebbero nobilitato la cavalcata dei bianconeri: perduti sul filo di lana anche il record di punti nella storia Juve (91 Capello 2005-2006), le vittorie consecutive (11) e quelle totali (28 nel 1949-1950).O come OLIMPICO - A Roma spiegano che non è una questione di calcio ma di ordine pubblico e che Ponte Milvio non c'entra nulla con le partite di Roma e Lazio. Noi saremo ottusi, ma delle&nbsp;puncicate fuori dall'Olimpico che punteggiano le domeniche della Capitale ne faremmo volentieri a meno. E anche del dibattito sul perché spostare un derby dalla sera al pomeriggio sia un'offesa intollerabile per tutta la città. Boh...P come PESCARA - Citazione con la massima simpatia. Ricordo un collega a metà ottobre chiedere cosa ci facessero gli abruzzesi in serie A. Appunto: cosa ci facevano? 28 sconfitte (record), nessuna vittoria nel ritorno con 2 soli punti conquistati. Un pensiero riconoscente a Roma e Palermo che hanno pareggiato evitando un umiliante 0 da gennaio a maggio. Ma cosa ci faceva il Pescara in serie A?Q come QUATTORDICI - Da tanti anni l'Inter non stava fuori dall'Europa. Misura di un fallimento clamoroso perché nemmeno l'alibi degli infortuni può giustificare una stagione così. Effetto collaterale: questa estate ennesima e costosa rifondazione con la certezza che per colmare il gap di 33 punti rispetto alla Juventus non basterà qualche estemporanea invenzione. Chiamatela se volete programmazione...R come RAZZISMO - Non siamo peggio degli altri anche se siamo riusciti a farlo credere. Si è visto di tutto, dalla ribellione di Boateng a Busto Arsizio al record di multe dello Juventus Stadium con relativa arrabbiatura di Agnelli. Ma anche le solite parole al vento, la squalifica della curva della Roma arrivata quasi fuori tempo massimo e la sensazione diffusa di aver buttato via una buona occasione per cambiare le cose. Parola d'ordine: la prossima volta faremo. La prossima volta...S come SEDICI - Numero di sconfitte dell'Inter in campionato. Ma anche S come Stramaccioni che rivendica di aver vissuto una stagione da record per vittorie esterne (prima) ed infortuni (poi), ma alla storia passerà per una serie di k.o. lontano milioni di anni luce dalla storia nerazzurra. Male male.T come TOP PLAYER - Potrebbe anche essere catalogato alla voce 'sogni che non si realizzano'. Se lo nominate a Marotta gli viene un travaso di bile. Galliani tira fuori il ranking Uefa e comincia a snocciolare dati. Moratti semplicemente li ha venduti tutti. Fuor di battuta non c'è rimasto quasi nulla e il rientro di Balotelli va salutato con favore anche per questo. Quest'estate se ne andranno altri. Emorragia inarrestabile...U come UDINESE - Facciamo media tra le maledizioni di agosto, all'ennesimo preliminare buttato via dopo aver smantellato la squadra a suon di plusvalenze, e l'ammirazione di maggio per una squadra che si diverte a smentire tutte le leggi del calcio. D'accordo i gol di Di Natale e la classe fresca di Muriel, prossima plusvalenza da sogno, ma un giorno qualcuno dovrà spedire Pozzo e fare lezione ai colleghi per spiegare come si vince guadagnandoci pure.V come VERRATTI - Cosa c'entra con questo campionato? Nulla. Un anno fa oggi le nostre grandi ci puntavano ma anche no. Vuoi mettere sacrificare la comproprietà di Bouy o mettere un paio di milioni in più? Ecco, Marco Verratti oggi è un top player ricercato dal Real Madrid e il suo cartellino vale almeno il doppio di quanto è stato pagato dal Psg. Segnalazione come promemoria: se c'è in giro un altro potenziale campione questa volta evitare colpi alla Taffazzi, please...Z come ZEMAN - L'estate scorsa aveva incendiato i tifosi giallorossi portando il boom degli abbonamenti. Il 1° febbraio Zeman se n'è andato uscendo dalla porta di servizio: 22 partite, 31 punti, 46 gol segnati e 42 subiti. Aveva spiegato che sarebbe stata l'ultima chance di imporsi ad alto livello e che tornare a Roma era un questione di cuore. No, caro Zdenek, niente da fare. Ed è davvero un peccato.]]></description>
  </item></channel>
</rss>