Imbattutto in Champions, secondo in campionato con una media di quasi quattro gol a partita, porta inviolata nel girone di coppa, Ronaldo e Higuain che si alternano nel regalare triplette ai tifosi del Bernabeu. Il Real Madrid sembra aver cambiato marcia mostrando una determinazione vista raramente da quando Mourinho è sulla panchina dei blancos. E proprio il tecnico sembra essere il perno di questa rivoluzione. Le polemiche ad ogni conferenza stampa, la guerra al Barcellona, di inizio stagione sembrano lontani anni luce. Da qualche settimana lo "Special One" non parla, non litiga, non provoca e, guarda caso, la squadra vola. Josè Mourinho ha capito di non essere più in Italia: in Spagna attirare troppo l'attenzione mediatica su di sé non porta nulla di buono.
E poi come nella sua esperienza nerazzurra e al Chelsea il secondo anno in una squadra permette a Mourinho di limare imperfezioni ed errori non solo tattici. Con i riflettori sempre addosso e le polemiche con la società di Florentino Perez, l'allenatore portoghese ha capito che la tattica di attirare le attenzioni dei giornali su di lui non stava avendo successo. I continui litigi con i tecnici avversari , il dito nell'occhio al vice di Guardiola Tito Villanova , le accuse di antisportività, ogni momento di esposizione mediatica non ha fatto che ledere al rendimento del Real Madrid. Nell'inizio di Liga i galacticos sono inciampati più volte, prima sul campo del Levante , poi incappando in pareggi senza gol che hanno messo in dubbio anche la panchina di Mou. Adesso la musica sembra cambiata e, mentre il Barcellona si ritrova a fare i conti con uno zero a zero casalingo, Cristiano Ronaldo e compagni non si fermano più. Anche nell'ultimo turno è arrivato un 4-0 sul campo del Malaga con una tripletta del numero 7 portoghese nel giro di un quarto d'ora.
Il Mourinho in versione nerazzurra, quello che faceva parlare di sé ogni giorno provocando e ironizzando, è stato (momentaneamente) messo da parte. Il gesto delle manette , le battute sul direttore sportivo del Catania Lo Monaco, la presentazione all'Inter con la storica frase "io non sono pirla". Nella memoria dei tifosi italiani Mourinho ha lasciato una serie di tormentoni che difficilmente saranno dimenticati donando al nostro calcio nuove parole nel vocabolario, basti pensare al termine "prostituzione intellettuale"
utilizzato per difendere la sua Inter quando l'argomento sarebbe dovuto essere gli "zeru tituli" delle altre. Il teatro di Mou manca al calcio italiano ma soprattutto all'Inter che dopo la sua partenza non ha più trovato equilibrio. In versione lo Speciale One spagnola ha avuto bisogno di un anno di ambientamento ed ora sembra finalemente pronto a vincere nella sua seconda stagione spagnola, la strada è stata tracciata: in una squadra come il Real Madrid attirare troppo l'attenzione può creare solo inimicizie e gelosie interne.
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