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Inter, altro che modulo! Il problema è il centrocampo cotto

Inter, altro che modulo! Il problema è il centrocampo cotto Inter, altro che modulo! Il problema è il centrocampo cotto
Inter's argentinian midfielder, Esteban Cambiasso (R), celebrates Milito's goal with his teammate Dejan Stankovic (L) during Italian serie A soccer match against Palermo at Renzo Barbera Stadium in Verona, 11 september 2011. ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI
di Luigi Gavazzi
barsport

Difficile ignorare, fra le varie interpretazioni della situazione in casa Inter , che la più pertinente è anche quella più preoccupante, perché riguarda un problema, diciamo così, strutturale:

1) il centrocampo dell'Inter è maledettamente logoro, stanco; in questo momento fisicamente inadeguato.

Certo, il modulo a tre difensori con i due esterni di centrocampo incapaci, o non abituati, a coprire in digonale, non aiuta.

Però non possiamo fare finta di non riconoscere che quel che si è visto domenica sera - con la difesa costantemente messa in difficoltà da centrocampo e attacco avversario più veloce, numeroso e al posto giusto - si era notato spessissimo anche la scorsa stagione con Leonardo.

L'Inter di Leonardo segnava gol a raffica e per molti mesi ha rimediato in quel modo ai paurosi sbandamenti difensivi che fruttavano agli avversari un sacco di gol e un sacco di occasioni. L'illusione era durata fino alle due partite catastrofiche e decisive: l'andata dei quarti di Champions con lo Shalke e il derby di ritorno (otto gol - 8 - incassati in due partite).

Ma già si capiva, dunque, che il centrocampo non filtrava più abbastanza, recuperava meno palloni degli anni precedenti e pressava molto molto meno.

2) In effetti molte analisi a inizio campagna acquisti segnalavano il problema. Cambiasso, Stankovic, Zanetti: giocano molto, troppo, (Inter e nazionali) erano (e sono), stanchi, usurati, non possono più giocare tutte le partite. Il capitano - sia benedetto - ha fatalmente ridotto il suo raggio d'azione. Ma sono soprattutto gli altri due che non possono permetterselo: da loro in mezzo al campo dipende il mitico "equilibrio" della squadra.

Quindi, sarebbe stato necessario comprare qualcuno da mettere lì; da alternare ai due guerrieri, due delle anime grandi di questa squadra. Poli, Alvarez, Obi sono all'altezza del compito? E Thiago Motta?

3) Certo, come detto prima, lo schieramento con tre punte non proprio disposte a tornare in fase difensiva  (per intenderci, nessuno degli attaccanti ha la corsa e la volontà di Wayne Rooney); con i due esterni di centrocampo visti domenica e palesemente in difficoltà con quel modo di giocare ; questo modo di stare in campo, dunque, espone i centrocampisti centrali a brutte figure.

4) Del resto Esteban Cambiasso nella conferenza di ieri lo ha detto abbastanza chiaramente anche se in termini generali: nel calcio moderno si difende in dieci. "Sapevamo - aggiunge Cambiasso - che il mister predilige il modulo difensivo a tre, ma ridurre tutto a questo è sbagliato, il calcio è molto più complesso'".

Appunto.

Allora non basterà la conversione di Mister Gasperini convinto dalle parole minacciose del presidente Moratti. Non basterà neppure recuperare Maicon (che peraltro non è proprio un modello di equilibrio tattico). Forse Moratti dovrebbe aiutare Gasperini a provare qualche giocatore nuovo fra i giovani a disposizione (Alvarez schierato per un po' domenica in mezzo al campo potrebbe essere un esperimento ripetuto?), capace di dare questo equilibrio che da soli Cambiasso e Stankovic ormai faticano a garantire.

Aiutare significa lasciarlo lavorare un po' più tranquillamente di quanto abitualmente Moratti non faccia quando le cose non vanno bene. A cominciare da stasera in Champions e, dopo, qualsiasi sia il risultato della partita con il Trabzonspor.

5) Ovviamente Gasperini, per parte sua, dovrebbe aiutarsi da solo: diventare più pragmatico. Avrebbe dovuto farlo prima; tanto la situazione è chiara da parecchie settimane . Adesso è inevitabile dire che sta cambiando perché Moratti glielo ha imposto; che non ha abbastanza personalità e carisma per una squadra di primo livello. Non è detto che sarà proprio così. Speriamo ci sorprenda con i risultati. E smentisca le righe precedenti. Anche perché ormai quel che succede all'Inter è troppo maledettamente prevedibile .

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    ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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