Niente calcio per tutto il weekend. La morte di Morosini blocca i campionati perché così ha voluto la Figc sotto choc per la fine atroce di un ragazzo di 25 anni su un terreno di gioco. Una scelta arrivata in fretta, firmata dal presidente Abete ed annunciata dal direttore generale Valentini in concerto con il Coni e non senza un po' di sorpresa da parte della Lega di serie A che si trova così a gestire un recupero di un'intera giornata in una fase decisiva della stagione.
La scelta della Federcalcio, però, è parsa subito saggia. Troppo forte lo choc per le immagini trasmesse per ore dalle televisioni, rilanciate su internet e che hanno varcato anche i confini italiani. La notizia della morte di Morosini è diventata ufficiale qualche minuto dopo le 17 quando già Milan e Genoa avevano raggiunto lo stadio di San Siro per il primo anticipo. Lo stop le ha raggiunte in campo, è stato accolto da qualche fischio isolato dalle tribune ma per il resto condiviso.
E se dibattito si aprirà nelle prossime ore sarà circoscritto alla posizione di pochi perché ieri il mondo del calcio aveva scelto anche autonomamente che non si sarebbe potuto andare avanti come se nulla fosse accaduto. Addirittura l'Udinese, che aveva dato in prestito il cartellino del giocatore al Livorno, era pronta a non scendere in campo contro l'Inter nell'anticipo delle 20,45 a costo di incassare la sconfitta a tavolino.
Non ce n'è stato bisogno perché anche Moratti ha deciso di aderire e in ogni caso la decisione di Abete ha tolto tutti di impiccio. "Scelta giusta e coraggiosa" l'ha definita il patron dell'Udinese Giampaolo Pozzo: "Non si poteva giocare e se non l'avesse presa la Federcalcio questa decisione l'avremmo presa noi, pagandone le conseguenze".
Cresciuto calcisticamente nell'Atalanta, Morosini era stato prelevato proprio dall'Udinese, che a gennaio l'aveva dato in prestito al Livorno. Lutto anche all'Atalanta: "Ciao Piermario, resterai sempre nei nostri cuori!" e' il saluto nerazzurro. Striscioni sono comparsi sullo stadio di Livorno e un minuto di silenzio è stato osservato anche al Bernabeu di Madrid prima della sfida tra il Real e lo Sporting Gjon.
Nelle prossime ore la Lega di serie A ufficializzerà il nuovo calendario ma secondo indiscrezioni ci sarà spazio per un'unica soluzione: la giornata in programma in questo weekend slitterà interamente al prossimo (21 e 22 aprile) mentre quella in programma tra sette giorni verrà recuperata in infrasettimanale il 25 aprile. Del resto non ci sono altre soluzioni e peccato per Prandelli che si vedrà costretto a cancellare gli stage azzurri in programma proprio il 23 e 24 aprile.
Come detto non manca qualche polemica. Ha senso fermare tutto per una tragedia? La decisione della Figc ha precedenti anche recenti e in particolare quello di Filippo Raciti, l'ispettore capo della polizia morto a Catania dopo i disordini prima del derby siciliano con il Palermo all'inizio del 2007. Anche allora la Figc, a quel tempo guidata dal commissario Luca Pancalli, decise non solo lo stop dei campionati per una settimana, ma anche l'annullamento delle partite della Nazionale e dell'Under 21.
Dopo di allora ci furono proteste perché in occasione della morte di Gabriele Sandri si continuò: solo Inter-Lazio venne cancellata ma altrove finì in guerra (a Bergamo soprattutto) e il posticipo dell'Olimpico fu annullato perché all'esterno dello stadio andò in onda una vera e propria caccia al poliziotto. Poi la Federcalcio si arrese e sospese anche le gare del weekend successivo.
In precedenza era successo nel gennaio 1995 dopo la morte del tifoso genoano Vincenzo Spagnolo, nell'aprile 2005 per il decesso di Giovanni Paolo II e dopo gli attentati a New York dell'11 settembre 2001. Allora erano stati problemi di ordine pubblico a suggerire lo stop. Oggi è il calcio che ha deciso di concedersi una pausa di riflessione.
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