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Da Rooney a Sneijder: quando le mogli diventano avvocati

Dopo l'esclusione contro il Real Madrid la signora Rooney insorge su Twitter: "Non posso credere che non sia in campo". Ferguson spiega la sua scelta ma il Psg...

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L'ingresso in campo di Roonye, l'articolo del Mail online e i tweet di Coleen Rooney (Getty Images)

Tag:  calcio Champions League Manchester United Real Madrid Wayne Rooney

di Matteo Politanò

Non esiste più il calcio di una volta. Quello con le maglie dall'uno all'undici, gli stadi pieni, le partite in tv solo per le coppe europee e la nazionale. Il calcio moderno vede come protagonisti fattori che fino a pochi anni fa non sarebbero mai stati considerati. Tra questi anche il ruolo fondamentale delle mogli dei top player, seguite quotidianamente da giornalisti e curiosi in cerca dello scoop. Ad aiutare questa ricerca c'è Twitter, il social network che serve su un piatto d'argento polemiche, critiche e malumori delle signore del calcio, le wags più potenti del football.

Wives and girlfriends come Coleen Mc McLoughlin, moglie di Wayne Rooney, l'attaccante che ieri Alex Ferguson ha lasciato in panchina nella sfida di cartello in Champions League contro il Real Madrid. Non appena appreso che il marito non sarebbe sceso in campo dall'inizio la donna ha pubblicato un tweet con scritto: "Non posso credere che Wayne non giochi dall'inizio!", un messaggio che ha scatenato la reazione e le polemiche di tanti suoi followers. Vista la polemica crescente la signora Rooney ha così deciso di cancellare il tweet sostituendolo con un più diplomatico "Non so molto di calcio quindi non dico niente, speravo solo di vedere mio marito in campo in un big match come questo". Troppo tardi, polemica innescata e tabloid scatenati. Wayne Rooney ha fatto il suo ingresso in campo al 27' della ripresa ma non è bastato per permettere allo United di recuperare il Real Madrid. "Dopo aver giocato 90' contro il Norwich Wayne doveva riposare" spiega Alex Ferguson. L'esclusione riaccende così le voci inglesi sulla possibile partenza dell'attaccante verso il Paris Saint Germain, pronto ad investire oltre 60 milioni di euro per portarlo in Francia.

Una scena che ricorda da vicino il fondamentale ruolo di mediazione avuto da Yolanthe Cabau nell'operazione che ha portato Wesley Sneijder dall'Inter al Galatasaray. Prima messaggi d'amore a Milano, capitale della moda, nella speranza di un riavvicinamento tra il marito e il club nerazzurro, poi la rottura. La Cabau ha così iniziato ad aggiornare quotidianamente il suo indice di gradimento sulle possibili destinazioni concentrando l'attenzione della stampa. "I like Istanbul" è stato un passo obbligatorio verso il trasferimento del marito in Turchia. Adesso Yolanthe twitta addirittura in turco e la stampa italiana sa di non aver perso solo un grande fantasista ma anche una fonte inesauribile di spunti e cinguettii.

Non sono pochi i giocatori che subiscono "l'ingerenza" delle proprie compagne, donne famose che non perdono occasione per dire la loro sulla carriera del marito (spesso con precisi obiettivi su dove spostare l'attenzione dei media) come ad esempio Victoria Adams, la Spice girl e signora Beckham il cui indice di gradimento sulle destinazioni del marito ha un valore fondamentale. E' stata lei a convincere il centrocampista ad accettare l'offerta dei Los Angeles Galaxy sicura che vivere ad Hollywood avrebbe dato una svolta anche all'immagine del marito. Sempre lei ha preferito Milano a Monaco nel 2009 quando Beckham tornò a giocare in Europa nella pausa della Mls. Decisiva fu anche la volontà di Véronique Zidane che nel 2001 convinse il marito a lasciar Torino per vivere l'esperienza spagnola al Real Madrid. Tra le donne con più presa sulle decisioni del marito c'è senza dubbio Kristen Pazik, moglie di Andriy Shevchenko che, nonostante i dubbi del marito, nel 2006 convinse l'ucraino a lasciare l'Italia per trasferirsi a Londra e giocare nel Chelsea.

In Italia abbiamo esempi più sereni come Melissa Satta e Federica Nargi, fidanzate di Kevin Prince Boateng e Alessandro Matri e appassionate di Twitter. Entrambe festeggiano sempre i gol dei compagni e le vittorie di Milan e Juventus su Twitter ma mai esprimono pareri sul loro lavoro e sulle dinamiche che li coinvolgono. L'unica eccezione è stata la vicenda che ha coinvolto Kevin Prince Boateng sul campo dell'amichevole con la Pro Patria sospesa per razzismo. In quel caso Melissa Satta non ha potuto fare a meno che sottolineare l'increscioso episodio prima twittando un semplice "vergogna" e poi sottolineando il concetto "siamo tutti uguali, non ci sono distinzioni". L'ultimo esempio di moglie che twitta sulle difficoltà lavorative del marito è quello di Carolina Marcialis che ha "cinguettato" anche dopo il litigio di Antonio con Stramaccioni e la multa inflitta dall'Inter: "Se cadi 7 volte, rialzati 8 volte". In attesa dell'ottava caduta.

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