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Andres Villas Boas non mangia il panettone?

Andres Villas Boas non mangia il panettone? Andres Villas Boas non mangia il panettone?
Chelsea manager Andre Villas-Boas looks on before their English Premier League soccer match against Blackburn Rovers at Ewood Park, Blackburn, England, Saturday Nov. 5, 2011. (AP Photo/Tim Hales)
di Redazione
Andre Villas Boas
Chelsea manager Andre Villas-Boas looks on before their English Premier League soccer match against Blackburn Rovers at Ewood Park, Blackburn, England, Saturday Nov. 5, 2011. (AP Photo/Tim Hales)

di Dario Pelizzari

A Giugno lo volevano tutti: l'Inter , il PSG, squadre tedesche, inglesi. Ed alla fine è andato proprio a Londra, al Chelsea , alla corte di Roman Abramovich che ha pagato una penale da 15mln di euro per rubarlo al Porto. Era il nuovo "Special One", l'erede designato di Josè Mourinho. Questo era il Giugno di Andres Villas Boas. Oggi il campo racconta di tre sconfitte nelle ultime quattro partite, compresa quella rimediata ieri in casa contro il Liverpool (1 a 2, gol di Johnson e Rodriguez per i Reds e di Sturridge per i Blues, e di un Chelsea a meno 12 dalla capolista Manchester City .Tira aria di crisi in casa Chelsea e la panca comincia a traballare. E dire che il tecnico portoghese era arrivato con i favori della piazza e della stampa internazionale. I numeri parlavano chiaro. Al primo anno alla guida del Porto, Villas Boas ha conquistato scudetto, Coppa di Portogallo e, udite udite, l’Europa League, strappata ai cugini del Braga in uno scontro senza storia.

Villas Boas ha 34 anni e un destino già segnato. Si è fatto le ossa nel Porto dell’era Mourinho, prendendo nota delle scelte di quello che viene considerato il suo insegnante più luminoso. Mentre i ragazzi della sua età giocavano, lui faceva il verso al Number One distribuendo segnali e consigli a chiunque. Ha provato a farsi pagare per tirare i calci ad un pallone, ma non gli è andata benissimo. Non sarebbe andato lontano come calciatore, quelli bravi erano altri. E allora ha deciso di mettere nel baule le scarpette e acquistare un blocchetto per immaginare il modo migliore di sistemare in campo una squadra di calcio. Gli è andata bene. Anzi, benissimo. Almeno, fino al capitombolo interno contro il Liverpool.

Andres Villas Boas
Andre Villas Boas manager of Chelsea gives instructions during the game..Barclays Premier League..Manchester United v Chelsea..18th September, 2011. LapresseOnly Italy

Andres Villas Boas è arrivato alla corte di Abramovich grazie alla scelta di quest’ultimo di sborsare la somma non indifferente (ripetiamo, 15 mln di euro) per risolvere la clausola rescissoria che legava il tecnico al Porto. L’hanno corteggiato in molti e per diverso tempo. Ma lui ha detto sì soltanto al Chelsea, che aveva portato benissimo a Mourinho e che poteva sancire la sua definitiva affermazione nel contesto europeo. Per carità, nulla è ancora compromesso definitivamente. Ma tre ko nelle ultime 4 gare non dicono bene rispetto al cammino dei Blues in Premier League. E già si parla di una sostituzione in corsa, giusto per evitare il possibile tracollo. Il nome? Guus Hiddink, attualmente consulente di Abramovich e vecchia volpe del pallone internazionale. Ha perso il treno per gli Europei alla guida della Nazionale turca. Potrebbe tornare utile alla causa in caso di crisi profonda.

L’anno scorso: Fernando Torres, 58 milioni, David Luiz, 30 milioni, e Ramires, 22 milioni. Quest’anno: Juan Mata, 27 milioni e Lukaku, 22 milioni. Nelle ultime due stagioni, il Chelsea ha investito per la campagna acquisti la cifra monstre di 200 milioni di euro, o giù di lì. Roba da far impallidire anche i ricconi a capo delle società più blasonate del continente. Va da sé che per allenare una supercorazzata che può contare su giocatori di prima fascia come questi bisogna avere le spalle larghe per gestire le responsabilità e per reagire ai momenti no che si presentanto nel corso del campionato. Villas Boas sembrava essere la persona giusta per vincere e convincere con il Chelsea. Ma qualcosa non è andata per il verso giusto. Abramovich sta perdendo la pazienza e Gus Hiddink è dietro l’angolo. Il tempo per il tecnico che sembrava avere le carte in regola per ripetere l’expolit di Mourinho è quasi finito.

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