Nadal è tornato re in Italia. Agli Internazionali di Roma che si sono chiusi ieri, giorno feriale, per via di una pioggia che non ha lasciato scampo agli organizzatori, il tennista spagnolo ha confermato la propria superiorità sulla terra battuta. Col successo di ieri, Nadal è arrivato a quota 35 titoli di specialità, tanta roba per un atleta che l’anno scorso ha subìto lo strapotere di Djokovic. Roma è casa sua. Ha vinto in 6 delle 8 edizioni a cui ha preso parte. Nel 2011 era in finale con il rivale di sempre, ma non c’è stato niente da fare, Nole girava a mille.
Nel torneo femminile, applausi per la Sharapova che si dimostra cliente difficilissimo per chiunque. Al Roland Garros sarà tra le protagoniste, questo è certo. Bene anche la coppia Errani-Vinci nel doppio, che si candidano a portare a casa una medaglia di prestigio alle prossime Olimpiadi. Per il resto, piccola Italia con il solo Seppi che cede con l’onore delle armi a Federer nei quarti e tante piccole disgrazie nel tabellone in gonnella. La Schiavone? Non pervenuta.
Rino Tommasi, uomo del tennis made in Italy da tanti di quegli anni che è già strano che non abbia ancora ricevuto un riconoscimento internazionale, gira a panorama.it le sue riflessioni a proposito di quanto ha visto a Roma e di quanto potrebbe accadere tra qualche giorno a Parigi.
Gli Internazionali di Roma hanno di fatto confermato le sensazioni e i numeri di inizio stagione. Djokovic non è più lo schiacciasassi del 2011 e Nadal ha ritrovato l'entusiasmo dei tempi migliori. Sulla terra rossa, poi, c'è poco da fare...
Il problema è che sono rimasti in due. Perché ormai Federer è come il quadro messo alla parete. E’ sempre il più amato di tutti, e tutti vorrebbero che vincesse, ma lui non ce la fa più. Murray è in ritardo. Ogni tanto dà segnali di grandezza, ma non riesce a dare continuità al suo tennis. E allora, in questo sono due giocatori che si dividono la scena, Djokovic e Nadal. Certo, molto dipende dalla superficie. Se giocano sulla terra battuta è più probabile che vinca lo spagnolo, altrimenti è più probabile che vinca Djokovic, fine.
Dove nascono i tantissimi errori del serbo nella gara decisiva contro Nadal? Possibile che siano semplicemente frutto di una giornata no?
In questo momento Djokovic non sta giocando il suo miglior tennis. L’anno scorso era convinto di essere imbattibile. E probabilmente ha perso questa convinzione. Per questo, ogni tanto gli viene qualche dubbio…
Cosa dire della finale giocata di lunedì? Il pubblico pare abbia risposto molto bene...
Non c’è niente da fare, se piove non si gioca. Hanno scoperto tutti l’esigenza di un campo al coperto. Io non sono tanto d’accordo. Non rovinerei il Foro Italico mettendogli un coperchio. Anche perché statisticamente è successo soltanto una volta di dover giocare una finale il lunedì. E da quando li ho giocati io, nel 1956, di Internazionali ne ho visti tanti. Non vale la pena dannarsi per fare una copertura che ti può servire una volta ogni vent’anni.
Vero, però in giro per il mondo, vedi Madrid e Melbourne, l’hanno già realizzata…
A Parigi la copertura non c’è. Il Roland Garros, che ha una nobiltà superiore a quella del nostro torneo, è vissuto fino ad oggi senza costruire un campo al coperto. Wimbledon non ce l’aveva fino a due anni fa. New York, Flashing Meadows, non ha il campo al coperto. Insomma, a mio parere è stato troppo drammatizzato il rinvio della finale al lunedì.
Chiuso il capitolo Internazionali, si apre quello relativo al Roland Garros. Come cambiano le gerarchie in terra di Francia?
Oggi come oggi è molto probabile che continui ad essere lotta a due. Mi viene difficile pensare che possa vincere qualcuno diverso da Djokovic e Nadal. Se Federer non fa il miracolo, ma è difficile perché 3 set su 5 premiano sempre il tennista migliore e in questo momento lui non lo è, vedremo la ripetizione della finale di Roma. Con la sola differenza del numero dei set necessari per vincere.
Parentesi Italia. Vogliamo spendere due parole sulla prova dei tennisti di casa nostra? A parte Seppi, c'è poco da ridere...
Ahimé, andiamo male. Ci siamo esaltati perché Seppi ha vinto due partite. La sua impresa è stata battere il numero 20 del mondo, lo svizzero Wawrinka. Ma le imprese sono altre. Per carità, ha fatto bene perché è riuscito a vincere dopo aver annullato 6 match point all’avversario. Però questo non può essere considerato un gran risultato in assoluto. Se il primo giocatore italiano ci fa impazzire perché batte il numero 20 non siamo messi bene, ecco.
Tra le donne, la crisi della Schiavone sembra infinita, mentre la Errani e la Vinci continuano ad essere super nel doppio...
Il doppio io non lo conto neanche, era un divertissement di quando il tennis si giocava nei giardini dei ricchi. Il tennis a mio modo di vedere è uno sport individuale. Adesso fanno un sacco di baccano perché ci sono le Olimpiadi e dal doppio femminile potrebbe arrivare una medaglia importante. Ma se le due sorelle Williams si mettono d’accordo, cioè se hanno voglia, le fanno a pezzettini le nostre. La Schiavone? Ha ballato due sole estati. E’ stato un miracolo che abbia vinto due anni fa e che sia tornata in finale l’anno scorso. Niente da dire, è stata straordinaria. Ma ormai mi pare che abbia dato tutto.
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