Per chi non frequenta da vicino le fantastiche stanze del rugby, il drop è un colpo con il quale si possono fare punti in movimento, calciando il pallone ovale tra i pali (e sopra la traversa) del campo difeso dagli avversari. Jonny Wilkinson, straordinario giocatore inglese di 32 anni che ieri ha deciso non indosserà più la maglia della sua Nazionale, è entrato nella storia di questo sport grazie proprio ad un drop. Che al minuto numero 100 della finale della Coppa del mondo 2003 tra l’Inghilterra e l’Australia ha assegnato per la prima volta il trofeo più prestigioso ai “Quindici della rosa”.
Wilkinson, a detta di molti addetti ai lavori uno dei migliori talenti che il rugby del Regno Unito abbia mai espresso, consegna le righe del proprio addio al suo sito web. Scrive l’ex numero 10 della Nazionale inglese: “E’ arrivato per me il momento di lasciare l’Inghilterra per fare spazio ad altri giocatori che potranno godere dello stesso onore e orgoglio che ho avuto la possibilità di provare io per 15 anni di carriera”. Ma non sarà un addio al campo. Non almeno, ancora. Wilkinson lo conferma: “La mia decisione non cambierà in alcun modo il modo in cui affronto gli allenamenti e il mio approccio durante le partite. Continuerò a fare del mio meglio per il Tolosa, il club per il quale gioco”. Il mediano di apertura ha scelto il campionato francese nel 2009, dopo aver indossato la casacca del Newcastle per 12 stagioni, 139 partite e tantissime prestazioni straordinarie.
Novantuno gare e 13 anni di militanza, corredati da 1179 punti, di cui 142 messi a segno contro l’Italia, che contro di lui ha sempre perso (8 volte su 8). “Sapere che ho giocato quattro Mondiali, due tornei con i British Lions e 91 match internazionali con pochissimi infortuni mi dà un senso di soddisfazione. Ma mi conosco abbastanza bene per sapere che non sarò mai abbastanza soddisfatto”. Wilkinson fa un bilancio della sua carriera in Nazionale e sforna numeri da capogiro. Ha vinto il mondiale del 2003 (miglior realizzatore) ed è arrivato vicino a fare il bis. Nel 2007, in Francia, ha messo la firma su due calci piazzati vincenti, ma non è stato sufficiente per battere i sudafricani, che hanno sfoderato per l’occasione un Montgomery incontenibile. Sir Clive Woodward, tecnico degli inglesi nella fortunata spedizione mondiale, ha dichiarato stamane al Telegraph: “Penso che dobbiamo considerarci estremamente fortunati di averlo avuto vicino sul campo”. Con l’uscita di scena di Wilkinson se ne va un pezzo importante della storia del rugby internazionale.
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