Mancano poche ore alla fase conclusiva della World Cup, il torneo in cui si affrontano le migliori dodici Nazionali del mondo e assicura alle prime tre qualificate un posto alle Olimpiadi di Londra 2012. L’Italvolley del ct Mauro Berruto occupa il terzo posto in classifica: domani affronterà la capolista Polonia, guidata da Andrea Anastasi, sabato il Giappone e domenica l’Iran di Julio Velasco.
In attesa della tripla sfida, gli azzurri si stanno allenando nello splendido palazzetto Yoyogi di Tokyo, tempio della pallavolo mondiale e si godono finalmente qualche ora di libertà. Così, approfittiamo del palleggiatore della Lube Banca Marche Macerata Dragan Travica, impeccabile regista in campo e fuori – i clip che vedete portano la sua firma – per raccontare qualche curiosità sulla splendida avventura di cui l'alzatore è stato sinora protagonista insieme ai compagni.
L’emozione più forte che ha vissuto durante la trasferta nipponica?
La vittoria contro il Brasile: è stata una vera impresa. Era da otto anni che l’Italia non batteva i verdeoro tre volte campioni del mondo: tutto il nostro gruppo non dimenticherà mai questa partita.
Il momento più divertente?
Ne sono capitati parecchi; uno su tutti, il mancato risveglio per colpa del jet lag dei compagni di camera Emanuele Birarelli e Simone Buti, la prima mattina di allenamento a Tokyo. Li prendiamo ancora in giro.
E il più imbarazzante?
In sala pesi: abbiamo dovuto coprire i tatuaggi. I giapponesi non li amano granché e per loro mostrarli è segno di maleducazione. Abbiamo sorriso e ci siamo adeguati subito alla richiesta.
L’episodio più spiacevole capitato in un match?
Nessuno in particolare: tra avversari vige la massima considerazione. Però, devo dire che gli argentini non si sono dimostrati particolarmente simpatici e qualche parola poco amichevole ce la siamo scambiata.
Il piatto locale che ha apprezzato di più?
Sto ancora aspettando di assaggiarlo! Il sushi è severamente vietato e sopravviviamo con le provviste che ci siamo portati da casa. Spesso e volentieri, per non dire sempre, a tavola ci aspetta pasta con tonno e grana. Risultato? Siamo tutti dimagriti un po’.
La sorpresa più entusiasmante?
Tokyo: è meravigliosa, enorme, ha grattacieli infiniti e milioni di persone che brulicano. Eppure, nonostante la vastità e la folla, nella metropoli regna un piacevole silenzio e appare evidente l’ammirevole rispetto reciproco e quindi per il prossimo, come la gentilezza senza confini e la pulizia estrema in qualsiasi luogo. Una città e un popolo da prendere come esempio.
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