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Volley: Dragan Travica, la World Cup dentro e fuori dal campo

Volley: Dragan Travica, la World Cup dentro e fuori dal campo

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Tag:  Fotogallery Italvolley Dragan Travica Volley World Cup Le Interviste

di Cristina Marinoni

Mancano poche ore alla fase conclusiva della World Cup, il torneo in cui si affrontano le migliori dodici Nazionali del mondo e assicura alle prime tre qualificate un posto alle Olimpiadi di Londra 2012. L’Italvolley del ct Mauro Berruto occupa il terzo posto in classifica: domani affronterà la capolista Polonia, guidata da Andrea Anastasi, sabato il Giappone e domenica l’Iran di Julio Velasco.

In attesa della tripla sfida, gli azzurri si stanno allenando nello splendido palazzetto Yoyogi di Tokyo, tempio della pallavolo mondiale e si godono finalmente qualche ora di libertà. Così, approfittiamo del palleggiatore della Lube Banca Marche Macerata Dragan Travica, impeccabile regista in campo e fuori –  i clip che vedete portano la sua firma – per raccontare qualche curiosità sulla splendida avventura di cui l'alzatore è stato sinora protagonista insieme ai compagni.

L’emozione più forte che ha vissuto durante la trasferta nipponica?

La vittoria contro il Brasile: è stata una vera impresa. Era da otto anni che l’Italia non batteva i verdeoro tre volte campioni del mondo: tutto il nostro gruppo non dimenticherà mai questa partita.

Il momento più divertente?

Ne sono capitati parecchi; uno su tutti, il mancato risveglio per colpa del jet lag dei compagni di camera Emanuele Birarelli e Simone Buti, la prima mattina di allenamento a Tokyo. Li prendiamo ancora in giro.

E il più imbarazzante?

In sala pesi: abbiamo dovuto coprire i tatuaggi. I giapponesi non li amano granché e per loro mostrarli è segno di maleducazione. Abbiamo sorriso e ci siamo adeguati subito alla richiesta.

L’episodio più spiacevole capitato in un match?

Nessuno in particolare: tra avversari vige la massima considerazione. Però, devo dire che gli argentini non si sono dimostrati particolarmente simpatici e qualche parola poco amichevole ce la siamo scambiata.

Il piatto locale che ha apprezzato di più?

Sto ancora aspettando di assaggiarlo! Il sushi è severamente vietato e sopravviviamo con le provviste che ci siamo portati da casa. Spesso e volentieri, per non dire sempre, a tavola ci aspetta pasta con tonno e grana. Risultato? Siamo tutti dimagriti un po’.

La sorpresa più entusiasmante?

Tokyo: è meravigliosa, enorme, ha grattacieli infiniti e milioni di persone che brulicano. Eppure, nonostante la vastità e la folla, nella metropoli regna un piacevole silenzio e appare evidente l’ammirevole rispetto reciproco e quindi per il prossimo, come la gentilezza senza confini e la pulizia estrema in qualsiasi luogo. Una città e un popolo da prendere come esempio.

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