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[Superbike 2012] Phillip Island: si ricomincia

[Superbike 2012] Phillip Island: si ricomincia [Superbike 2012] Phillip Island: si ricomincia
di Biker

di Luciano Lombardi

Nel momento in cui scriviamo, dall'altra parte del mondo si è appena concluso il primo round di qualifiche del weekend che ha portato il circus della Superbike in Australia, per la prima tappa del campionato mondiale .

In testa c'è Jonathan Rea sulla sua promettente Honda CBR1000R del Team Ten Kate e dietro di lui una sfilza di Ducati. Una prima riflessione è d'obbligo: la zavorra di 6 kg che gli organizzatori hanno imposto alle bicilindriche di Borgo Panigale è stato assorbito dai mezzi e dai piloti senza colpo ferire.

Seconda riflessione: a giudicare dalla quantità di outsider (Davide Giuliano e Niccolò Canepa su tutti) che affollano le prime posizioni parziali, c'è da attendersi che in questa stagione lo spettacolo ringrazierà. Anche se, va detto, sul circuito affacciato sul mare australiano le Ducati sono sempre andate alla grandissima con un notevole vantaggio competitivo rispetto alle giapponesi 4 cilindri.

I VALORI IN CAMPO - A bocce ferme, l'uomo da battere rimane lui, Carlos Checa. Le ragioni? E' il campione in carica e non ha nessuna intenzione di non difendere con le unghie e con i denti il suo titolo iridato. Tanto più che si è presentato a questo nuovo appuntamento in uno stato di forma, fisico e mentale, strepitoso. Senza contare che a fine stagione festeggerà il suo 40esimo compleanno e gli -anta, si sa, vanno festeggiati con un regalo adeguato...? E infine: nessuno come lui sa afferrare per le corna e dominare la Ducati 1098R.

Subito dietro, in quanto a chance e ambizioni, c'è lui, Max Biaggi, il primo italiano a vincere un titolo mondiale Sbk. Nel 2010 si è portato a casa lo scettro, l'anno scorso Ducati ha mandato Checa a riprenderselo. Adesso è il momento della "bella".

Restando nel box Aprilia, il corsaro romano quest'anno si ritrova in casa un avversario più che un compagno, quell'Eugene Laverty che però, nelle prime tornate qui sul tracciato australiano, ha lasciato un po' a desiderare, finendo anche sull'asfalto con una leggera commozione celebrale.

Altra incognita è Marco Melandri che l'anno scorso, qui al debutto assoluto in Superbike, aveva fatto benissimo, ma quest'anno - proprio qui - accusa qualche problema nel feeling e nella messa a punto della sua Bmw S1000RR.

IL CIRCUITO - Il grande sogno di ogni appassionato di moto e di circuiti sarebbe poter trascorrere almeno una giornata tra i cordoli di questa pista non lunghissima (4 km e mezzo circa) situata nella regione di Adelaide. D'altra parte, gli stessi piloti, pressoché all'unanimità, lo considerano come il tracciato più bello, più divertente, più spettacolare dell'intero mondiale. Sia per la sua conformazione che per il contesto nel quale è inserito, con scorci sul mare davvero da brivido.

LE GOMME - Da questo prologo - e per tutte le gare - affideremo alle parole di Giorgio Barbier, il Racing Director di Pirelli, il fornitore unico dei pneumatici per l'intero campionato, il punto della "situazione gomme". Ecco che cosa ci ha raccontato a proposito del circuito australiano: "Quello di Phillip Island è da  sempre uno dei circuiti più impegnativi del calendario Sbk per quanto riguarda  gli pneumatici che sono sottoposti ad un forte e costante lavoro  termo-meccanico, soprattutto sul lato sinistro. Proprio per questo motivo  quest'anno Pirelli ha portato due soluzioni (già a partire dai test ufficiali, ndr) che riguardano nello specifico lo  pneumatico posteriore: una mescola SC1 e un'altra intermedia tra SC0 e SC1 - quindi più morbida e più performante - creata  ad hoc proprio per l'asfalto e le temperature australiane. Tali coperture presentano, inoltre,  una misura che costituisce l'evoluzione di quella standard con una larghezza leggermente  maggiore e un diametro un po' più alto in grado di offrire una  impronta più ampia in piena piega che aiuta a contenere lo stress a cui sono  sottoposte le gomme in questo circuito".

IL PRONOSTICO - La top three secondo la nostra previsione tutta "emotiva" include Checa, Rea e Biaggi: pensiamo che saranno loro a contendersi i tre bottini più consistenti nelle due gare.

Dopodiché, per dare un senso più "scientifico" al tutto, abbiamo chiesto a Gianluca Ferraris , l’esperto di scommesse della redazione, di dare un’occhiata al tabellone del weekend. Ecco il responso: "I bookmaker, nessuno escluso, si aspettano un filotto di Checa. Le sue quote, a seconda degli operatori, vanno da 1,9 a 2,75 per la Superpole, mentre si va da 2 a 3 volte la posta per le vittorie in Gara 1 e Gara 2. Più redditizie, eventuali puntate su Max Biaggi, bancato tra 4 e 8 nelle manche di gara ma superato da Tom Skyes (da 4 a 4,5 contro una media di 6) per quanto riguarda la Superpole. Niente quote invece per Laverty e Haslam, entrambi in forte dubbio, mentre Marco Melandri deve ancora conquistarsi la fiducia dei bookies: le lavagne più ottimiste sono quelle italiane, che comunque pagherebbero fino a 16 volte l’investimento sia la Superpole che l’eventuale successo in gara".

Il possibile forfait di Laverty e Haslam, in compenso, contribuisce ad abbassare le quote di altri due outsider: Jacob Smrz (da 6 a 9 l'affermazione in Superpole, da 11 a 14 quella in gara) e Jonathan Rea (8-10 Superpole, 7-9 in gara).

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