"Sono scarico, non ho più il fuoco dentro..." Enrico Fabris, il più grande pattinatore italiano di velocità su ghiaccio di sempre, ha detto basta. Basta agli allenamenti, che ti spremono ogni giorno. Basta alle gare, che ti obbligano a confrontarti con gli altri atleti per raggiungere risultati all’altezza del tuo passato. Dopo aver vinto due medaglie d’oro (nei 1500 e nell’inseguimento a squadre) e una di bronzo alle Olimpiadi invernali di Torino 2006, una decina di altre medaglie tra Mondiali ed Europei e aver stabilito il record del mondo sui 5000 metri, Fabris ha deciso di smettere, di scendere dalla giostra e di farsi da parte.
"Non è stata una scelta dolorosa, ma necessaria – ha detto l’olimpionico vicentino a Panorama.it -. Il divertimento cominciava a diventare sofferenza e ho preferito fermarmi prima di fare del male a me e alle persone che mi seguono. E’ una scelta che ho fatto per me, per il mio bene, non è stata una decisione forzata e nemmeno presa in un attimo di difficoltà. Era da settimane che ci pensavo e sabato, dopo la gara di Coppa del Mondo (ndr, era in Russia, a Chelyabinsk), ho deciso di andare fino in fondo ed eccomi qua. Ho seguito il mio istinto, la mia voglia di cambiare”.
Si dirà, ma come è possibile che un fuoriclasse di questo calibro decida di ritirarsi ad appena 30 anni, con ancora una carriera ad alti livelli davanti a sé e la possibilità concreta di regalare altre grandi soddisfazioni all’Italia del pattinaggio?
“Ci sono stati atleti che hanno smesso prima di me, no l’età non c’entra. Credo che un atleta di alto livello non debba guardare la carta d’identità, ma quello che sente, insomma, deve essere onesto con se stesso. Se viene meno la voglia di sfidare gli altri, non ha più senso gareggiare”.
Fabris è consapevole di aver fatto una scelta che lui stesso definisce “sconvolgente”.
Chiusa la pagina con il passato, per l’atleta vincentino è ora di guardare avanti, a quello che sarà della sua vita senza lo sport che l’ha accompagnato da quando aveva sei anni. Fabris ama la musica. Ascolta i Metallica e i Guns’n’Roses e suona la chitarra elettrica. Potrebbe finalmente mettere su una band per suonare le sue canzoni preferite.
“Me l’hanno chiesto diverse volte in passato e io ho dovuto sempre rifiutare perché non avevo il tempo per fare tutto. Ora ci potrei pensare, perché no, mi divertirei senza dubbio, la passione mi è rimasta”.
Altre ipotesi?
“Mi piacciono le sfide, da sempre. Potrei riprendere gli studi e studiare per raggiungere la laurea, sarebbe una grande cosa per me”.
Dunque, niente pattinaggio?
“Non lo so, non ci ho ancora pensato. Ora voglio rilassarmi per qualche settimana. Poi, metterò le carte sul tavolo e deciderò da dove ripartire. Certo, potrei anche rimanere nel mondo del pattinaggio, ma non sono ancora in grado di dire nulla. Ripeto, ho bisogno di tempo per pensare a me”.
Sergio Anesi, responsabile del settore velocità per la Federazione Italiana Sport Ghiaccio, non nasconde l’amarezza per una decisione che cambia e di parecchio il peso dell’Italia del pattinaggio nel contesto mondiale.
“E’ una decisione strettamente personale che non possiamo che rispettare. Fabris ha dato tantissimo a questo sport, merita un grande ringraziamento per quanto ha fatto per i colori azzurri. Come faremo senza di lui? Beh, lui è un grandissimo. Sostituirlo non sarà affatto semplice, ma così vanno le cose, dobbiamo guardare avanti e sperare che presto qualcuno dimostri di fare bene almeno quanto lui. Sarebbe già questo un grandissimo risultato”.
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