Giornate da sogno per la scherma nazionale ai mondiali in corso a Catania : Valentina Vezzali si è laureata ancora una volta campionessa del mondo di fioretto femminile, battendo in finale la conterranea Elisa Di Francesca, campionessa del mondo in carica. Il 14-7 finale "vendica" così la sconfitta subita pochi mesi fa agli Europei di Sheffield che era sembrata un passaggio di testimone nella squadra femminile. Nella sciabola individuale maschile è invece il giorno del trionfo per Aldo Montano che conquista l'oro in finale contro il tedesco Limbach. Bronzo per Luigi Tarantino, l'Italia è già a quota quattro medaglie.
La Vezzali, capitana della squadra azzurra, è andata in vantaggio sul 6-0 per poi gestire la finale senza problemi: "Mi sento una mamma che diventa bambina sulla pedana, sono contenta, la squadra è cresciuta e migliorata, ed è bellissimo perché lasciamo poco agli avversari". Nei quarti la Vezzali era stata ad un passo dall'eliminazione clamorosa contro la modesta francese Maitrejean che era in vantaggio 11-5 a 90 secondi dallo scadere: 6 stoccate l'hanno portata al pareggio prima del punto decisivo che è stato festeggiato come una medaglia. Un percorso da sogno che laurea Valentina come l'atleta più vincente nella storia della scherma italiana: 3 ori e 1 argento olimpici individuali; 2 ori e 1 bronzo olimpici a squadre; 6 ori, 2 argenti e 3 bronzi mondiali individuali; 7 ori e 2 argenti mondiali a squadre; 5 ori, 3 argenti e 1 bronzo europei individuali; 5 ori, 1 argento e 2 bronzi europei a squadre. In più, 11 Coppe del Mondo e 76 vittorie in Coppa della Mondo.
Emozioni diverse per Aldo Montano che conquista il suo primo oro ad un mondiale di scherma: "Pensavo di chiudere prima l'incontro, ma ho visto la rimonta di Limbach e ho rivissuto un film che stava per diventare tragedia. Ho combattuto nelle peggiori condizioni fisiche. Mi godo questo successo che è un punto d'arrivo". Una vittoria ancor più importante se si considerano gli acciacchi con cui Montano si era presentato all'esordio nel mondiale. Nonostante i problemi ad un tendine l'atleta livornese è sempre stato in vantaggio nella finale con Limbach (che ha eliminato la medaglia di bronzo, l'eterno 39enne Luigi Tarantino) fino al 14-11 finale. Per l'atleta è il coronamento di un percorso lungo di riabilitazione dopo tante polemiche e accuse di essere un atleta ormai sul viale del tramonto. La voglia di bissare i successi del padre e del nonno (campioni del mondo di scherma nel passato) è diventata realtà e la famiglia Montano ora può così vantare un cognome che conta 8 titoli mondiali: iniziò il nonno Aldo nel 1936 prima del figlio Mario Aldo e dei cugini Mario Tullio, Carlo e Tommaso. Sette anni dopo l'oro di Atene che lo ha reso famoso Aldo Montano entra così nella storia della scherma coronando il sogno di tutta una carriera.
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