di Paolo Corio
Ridisegnata stagione dopo stagione a suon di euro con l'unico obiettivo di superare la Montepaschi Siena , beffardamente sconfitta per 21 volte consecutive tra regular-season e playoff dal 2007 a oggi, nel big-match della 6a giornata l'Olimpia Milano griffata Armani cancella anni di frustrazione sconfiggendo i toscani (63-56) davanti ai 10 mila del Forum e guadagnando così anche la vetta solitaria della classifica. Tutto in una notte, dunque. Una notte in cui brilla soprattutto la stella Nba di Danilo Gallinari : non solo per i 15 punti a referto (migliore dei suoi), ma anche e soprattutto per le decisive giocate finali e per la freddezza con cui insacca i 4 tiri liberi che negli ultimi minuti rompono definitivamente l'equilibrio (da 55-56 a 59-56). A firmare la vittoria dell'EA7 Emporio Armani anche un ritrovato Stefano Mancinelli (14 punti, più 2 spettacolari assist) in una partita dall'altissima intensità agonistica ma dalle pessime percentuali realizzative da ambo le parti: 50% per Milano e 48,6% per Siena nel tiro da due punti, 25% e 21,7% nelle triple. Unico dato statistico da evidenziare: il 9/9 degli uomini di Sergio Scariolo dalla lunetta, punti pesantissimi in un incontro dal punteggio così basso, mentre la Montepaschi (in cui stride soprattutto il misero 2 a referto in 13' del neo-acquisto Igor Rakocevic) può guardare positivamente alle sole prove di Bo Mc Calebb (16 punti, più quintalate di leadership) e David Andersen (13 punti, 5 rimbalzi).
Con Siena perdono in trasferta anche Varese e Avellino, le altre due squadre fino a ieri in vetta alla classifica. La Cimberio di coach Recalcati (alla sua 150° panchina con i biancorossi) cede per 74-63 sul campo di una Canadian Solar Bologna che - dopo il giro a vuoto a Teramo - con la vittoria ritrova anche il decisivo contributo di Terrel Mc Intyre. Pur limitato da dolori all'anca che lo costringono da tempo a robuste dosi di antidolorifici, T-Mac mette infatti a segno 16 punti (8 dei quali nell'ultimo quarto, proprio quando Varese sta cercando di rientrare in partita) e dà così il suo decisivo contributo al successo insieme con l'altro play Peppe Poeta (17 punti) e con l'ala georgiana Viktor Sanikidze, in doppia-doppia con 14 punti e 12 rimbalzi. Intanto, messo sotto contratto il centro Kris Lang al posto del boxeur Oman e sottoscritto un biennale con il play Luca Vitali, il vulcanico e imprevedibile patron Claudio Sabatini annuncia di essere ormai sempre più stanco del basket e di mettere in vendita la Virtus a... zero euro e con un bilancio sano per l'acquirente di migliore buona volontà. L'ennesima "sparata" del presidente felsineo oppure no? La risposta in un futuro che non riteniamo però così immediato e nemmeno scontato.
Senza appello invece la sconfitta della Sidigas Avellino, letteralmente travolta a Cantù da una Bennet vogliosa di riscattare davanti al suo pubblico la pessima figura della domenica precedente a Treviso: 90-55 per i brianzoli, che stravincono anche nella valutazione di squadra (106 a 29). «Abbiamo disputato la peggior partita da quando siedo sulla panchina di Avellino, giocando non solo al di sotto della nostra media ma addirittura di un livello accettabile», l'amaro e onesto commento a fine match di coach Frank Vitucci. Mentre dall'altra parte Andrea Trinchieri rivede un Mazzarino in grandissimo spolvero (15 punti, migliore in assoluto dei suoi) e, approfittando dell'inerzia sempre e comunque favorevole, dà spazio e fiducia al giovane americano David Lighty, che lo ripaga con 15 punti in 12' (top-scorer alla pari di Mazzarino) e con giocate che ne certificano la qualità. Ora serve solo più quantità, intesa come applicazione difensiva.
Con Cantù, nel nutrito gruppetto immediatamente alle spalle della capolista Milano c'è anche Biella, che porta a 4 le sue vittorie stagionali superando la Fabi Shoes Montegranaro (69-64) al PalaRossini di Ancona. Per l'Angelico c'è la prestazione "monstre" del centro spagnolo Albert Miralles (23 punti e 6 rimbalzi, con un quasi perfetto 10/11 da sotto), alla quale si aggiunge quella dell'ala bulgara Tadija Dracigevic (16 punti, con tre triple su altrettanti tentativi nell'ultimo quarto per un 4/5 totale dalla lunga). Per i marchigiani ci sono invece... le dimissioni a fine partita del direttore generale Gianmaria Vacirca: «Ho riflettuto alcuni giorni e credo che la Sutor debba cambiare pagina e che in questo momento serva un'altra figura, anche perché il mio è un contratto importante e la società potrà impiegare queste risorse in maniera diversa», le parole che hanno accompagnato l'inatteso gesto.
Sconfitta in casa da Venezia il turno precedente, nell'anticipo di sabato (a sua volta anticipato alle 16.10 da La7, a dir poco scontenta degli indici d'ascolto delle 18.10) la Scavolini Siviglia Pesaro diventa a sua volta corsara in quel di Caserta (82-76) con quattro uomini in doppia cifra (Hickman 15, Hackett 14, Jones 12, White 10) e una convincente prova di squadra. Decisivo è il break (da 42-42 a 42-52) messo a segno dai marchigiani nel secondo quarto: la Pepsi (Andre Collins 22 punti e 7 assist; Andre Smith 19, più 11 rimbalzi) è così costretta a rincorrere, si riavvicina fino al 57-61 del 30', ma non riesce a chiudere la rimonta anche per i punti della coppia di esterni avversari Hackett-Cavaliero (6 a testa nell'ultima frazione).
Vale invece la legge del campo a Roma, dove la Virtus festeggia l'arrivo sulle maglie dello sponsor Acea superando per 85-78 la Vanoli Braga Cremona del rientrante Attilio Caja, succeduto a inizio settimana all'esonerato Tomo Mahoric. A trascinare i capitolini è la guardia americana Clay Tucker (23 punti), ma da evidenziare sono anche le prestazioni degli italiani Luigi Datome (19, con 3/4 da oltre l'arco) e Andrea Crosariol (17, con l'aggiunta di 8 rimbalzi). Tra i lombardi spicca invece la prestazione offensiva di Von Wafer, che con i 25 messi a segno a Roma si conferma top-scorer del Campionato alla media di 20,3 punti/partita. Quel che però serve a Cremona per invertire la rotta è una maggiore intensità difensiva: quella che peraltro coach Caja sa benissimo come ottenere dai suoi uomini...
Con Bologna, Caserta e Pesaro salgono a 6 punti in classifica anche le venete Umana Venezia e Benetton Treviso. Rotto il tabù dopo 17 anni, i lagunari ci prendono gusto e contro la Banca Tercas Teramo allungano a tre la loro striscia vincente (86-71) volando - è proprio il caso di dirlo - sulle ali dell'entusiasmo: 17 punti e 6 rimbalzi infatti per l'ala americana Tamar Slay, 11 punti e 5 rimbalzi per quella polacca Szymon Szewczyk, in un match che gli uomini di coach Andrea Mazzon hanno sempre saldamente in pugno. Tra gli abruzzesi, ora al penultimo posto con Montegranaro e Cremona, spicca la prova di Brandon Brown: 20 punti e 6 rimbalzi in 32 minuti di gioco.
A Casale Monferrato vittoria invece sul filo di lana per Treviso in quella che - in senso assolutamente sportivo - risulta davvero una sfida fratricida: 23 punti per Stefano Gentile (Novipiù), 19 per Alessandro Gentile (Benetton), che però mette la firma sulla vittoria dei biancoverdi (72-71) stoppando all'ultimo secondo il tiro da sotto di David Chiotti. Ma al di là del fondamentale episodio finale, Sasha Djordjevic ha buoni riscontri sotto canestro anche dai due lunghi Usa Jeff Adrien (15 punti, 13 rimbalzi) e Brian Scalabrine (14 punti, 4 rimbalzi). Per Casale, oltre alla delusione, l'amarezza della sesta sconfitta in altrettante partite e del conseguente ultimo posto in classifica.
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