Nessuno chiedeva il miracolo a Paolo Lorenzi, passato dal purgatorio delle qualificazioni all'inferno del debutto sul centrale di Melbourne al cospetto di sua maestà Djokovic. E infatti Lorenzi non ha fatto nessun miracolo, ha perso racimolando la miseria di 2 game e torna a casa. Il problema è che insieme a lui torna a casa anche il resto della pattuglia maschile in una giornata degli Australian Open che verrà ricordata come quella dell'ecatombe del tennis azzurro.
Hanno perso tutti. Chi perché messo di fronte a un avversario superiore, come Lorenzi, Volandri, Viola e - forse - Andreas Seppi- Chi a sorpresa in un turno che sulla carta sembrava agevole e, invece, si è rivelato una trappola. E' il caso di Potito Starace fatto fuori in quattro set dal semisconosciuto giapponese Tatsuma Ito, numero 117 al mondo e iscritto al tabellone principale solo grazie a una wild card. L'azzurro non è mai stato padrone della partita e alla fine l'ha persa abbastanza nettamente (6-3 4-6 6-3 6-4) gettando al vento una buona occasione.
Fa male anche lo stop imposto dal francese Gasquet ad Andreas Seppi. La partita era difficile, però l'altoatesino è rimasto ben lontano dai livelli che giusto un anno fa a Sidney gli avevano consentito di sfiorare il successo contro Gasquet costringedolo a una vera e propria rincorsa. A Melbourne la sfida è filata via liscia con l'unica eccezione del secondo set, vinto dall'azzurro: 6-3 3-6 6-3 6-1 il finale.
Detto del buon Lorenzi, che ha racimolato un paio di game in apertura e poi è stato asfaltato da Nole Djokovic (6-2 6-0 6-0) dando l'impressione di fare uno sport diverso, quello che ferisce è il modo in cui il resto della truppa si è arreso. Filippo Volandri è stato bombardato dal canadese Raonic che ha servito 11 ace in poco più di un'ora e mezza chiudendo la pratica senza alcuna sofferenza: 6-4 6-0 6-2. Matteo Viola, che aveva già compiuto un mezzo miracolo superando lo scoglio delle qualificazioni annullando la bellezza di nove match point prima di accedere al tabellone principale, si è sciolto davanti al colombiano Giraldo: 6-4 6-2 6-1.
In tutto i nostri tennisti hanno portato a casa la miseria di due set sui cinque match, addirittura 15 games tolti gli 'exploit' di Seppi e Starace. Non si tratta purtroppo di un'eccezione ma della conferma della difficoltà, soprattutto a livello maschile, di mantenere un livello competitivo quando si gioca per lo Slam. Ecco perché bisogna tenersi stretto il passaggio di turno di Flavio Cipolla e ringrazie le ragazze. Dopo Schiavone, Brianti e Oprandi (vincitrici lunedì) ieri il bilancio della spedizione azzurra è stato a malapena salvato da Roberta Vinci (testa di serie numero 23) e Sara Errani. La Vinci ha lasciato solo un game alla rumena Cadantu e ora se la vedrà con la cinese Jie Zheng che ad Auckland ha battuto in finale (per ritiro) la nostra Pennetta. La Errani non si è distratta contro la russa Savinykh.
Cosa ci resta? Nel secondo turno il buon Cipolla se la vedrà con lo spagnolo Feliciano Lopez, testa di serie numero 18. Partita assolutamente contro pronostico. La Brianti cercherà di vendicare la Pennetta contro la Bratchikova e il derby Schiavone-Oprandi ci garantirà un passaggio sicuro mentre alla Errani (contro la Petrova) e alla Vinci (contro la Zheng) chiediamo conferme perché la nostra spedizione australiana non si riduca prima del tempo alla sola grinta della Schiavone.
I Risultati:
X